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Writer Officina Blog
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Manuale di pubblicazione Amazon KDP. Sempre più autori
emergenti decidono di pubblicarse il proprio libro in Self su Amazon KDP,
ma spesso vengono intimoriti dalle possibili complicazioni tecniche. Questo
articolo offre una spiegazione semplice e dettagliata delle procedure da
seguire e permette il download di alcun file di esempio, sia per il testo
già formattato che per la copertina. |

Self Publishing. In passato è stato il sogno nascosto
di ogni autore che, allo stesso tempo, lo considerava un ripiego. Se da
un lato poteva essere finalmente la soluzione ai propri sogni artistici,
dall'altro aveva il retrogusto di un accomodamento fatto in casa, un piacere
derivante da una sorta di onanismo disperato, atto a certificare la proprie
capacità senza la necessità di un partner, identificato nella
figura di un Editore. |

Scrittori si nasce. Siamo operai della parola, oratori,
arringatori di folle, tribuni dalla parlantina sciolta, con impresso nel
DNA il dono della chiacchiera e la capacità di assumere le vesti
di ignoti raccontastorie, sbucati misteriosamente dalla foresta. Siamo figli
della dialettica, fratelli dell'ignoto, noi siamo gli agricoltori delle
favole antiche e seminiamo di sogni l'altopiano della fantasia. |
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Sherlock Holmes e la Mappa dell'Inferno
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I delitti dell'abisso.
Capitolo 18. La Bolgia degli Adulatori.
Fleet Street e Westminster, novembre 1895.
Vi sono menzogne che nascono in una stanza buia, dette sottovoce da un uomo a un altro, e menzogne che, una volta stampate, acquistano il passo solenne delle verità pubbliche. Le prime possono ancora tremare dinanzi a una coscienza; le seconde marciano per le vie, entrano nelle case, siedono alle tavole della gente onesta e finiscono, col tempo, per essere ricordate non come menzogne, ma come giudizio. Fu questa considerazione, che allora non avrei saputo formulare con tanta chiarezza, a stringermi il cuore mentre seguivo Sherlock Holmes lungo Fleet Street, in una mattina livida, percorsa da quella pioggia sottile che non cadeva davvero dal cielo, ma pareva generarsi dalla stessa fuliggine dei muri. Londra aveva il volto di una città che aveva dormito male. I cavalli scivolavano sul selciato viscido; i fattorini correvano con pacchi di giornali serrati sotto il braccio; dalle porte delle tipografie uscivano vampate calde d'inchiostro, carta umida e carbone. Le redazioni, che di giorno fingevano una rispettabilità ordinata, a quell'ora mostravano la loro vera natura: officine febbrili, dove la parola veniva battuta, corretta, tagliata, venduta, e talvolta avvelenata con più freddezza di quanto un chimico avrebbe usato nel preparare una dose mortale. Holmes camminava con il bavero rialzato e il cappello calcato sugli occhi. Teneva nella mano guantata un piccolo ritaglio di giornale, annerito ai bordi dal fumo del nostro camino di Baker Street, sul quale aveva passato buona parte della notte. Beatrice Guidi procedeva al suo fianco, silenziosa. Il suo volto, di solito animato da una luce ferma e quasi severa, quel giorno appariva più raccolto. Lestrade ci seguiva a pochi passi, contrariato dal fatto che il mio amico non avesse ancora acconsentito all'arresto del libraio Ricci. «Voi capite, signor Holmes,» disse l'ispettore, dopo aver trattenuto per qualche minuto la propria impazienza, «che un uomo il quale possiede mappe dei tunnel, edizioni annotate dell'Inferno, chiavi di galleria e inchiostro compatibile con quei maledetti biglietti, difficilmente può essere considerato un innocente passeggiatore della domenica.» Holmes non si voltò. «Comprendo perfettamente, Lestrade. È per questo che non lo arresterete.» «Ah, davvero?» «Davvero. Un assassino può essere vanitoso, ma raramente è tanto cortese da apparecchiare contro sé stesso l'intera tavola delle prove.» «Voi dite sempre così quando Scotland Yard ha finalmente qualcosa in mano.» «No, mio caro Lestrade. Lo dico soltanto quando ciò che avete in mano è stato messo lì da qualcun altro.» Lestrade emise un suono che poteva essere interpretato come un colpo di tosse o come un'imprecazione trattenuta. Beatrice osservò la fila di giornali appesi a un chiosco, tremanti sotto la pioggia. «Dante colloca gli adulatori in una materia immonda,» disse piano. «Non perché abbiano soltanto mentito. Ma perché hanno fatto della parola uno strumento di degradazione.» Lestrade alzò gli occhi al cielo. «Spero che oggi nessuno intenda condurmi a ispezionare qualcosa di simile.» Holmes gli lanciò un'occhiata sottile. «Nessun timore, ispettore. Questa volta la lordura sarà quasi interamente tipografica.» La redazione del Morning Herald occupava due piani di un edificio stretto, annerito dal fumo e dal tempo, con una scala così ripida che pareva disegnata per scoraggiare i creditori. Un garzone dalla faccia chiazzata d'inchiostro ci introdusse senza entusiasmo, dopo che Lestrade ebbe mostrato le proprie credenziali. Attraversammo una stanza gremita di scrivanie, fogli, cappelli, cappotti bagnati e uomini pallidi che scrivevano con la rapidità meccanica di chi non ha più il privilegio di pensare lentamente. Il direttore, un certo Mr. Trelawney, ci ricevette in un ufficio separato da pareti di vetro opaco. Era un uomo largo, con baffi giallastri e occhi piccoli, abituati a misurare il valore delle cose in colonne di stampa. Fin dal primo istante, mi diede l'impressione di uno che avrebbe chiamato “opinione pubblica” qualsiasi cosa gli avesse permesso di vendere qualche migliaio di copie in più. «Signor Holmes,» disse, tendendo una mano che Holmes finse di non vedere, «un onore. Sebbene, devo confessarlo, non ami troppo le visite della polizia. Spaventano i giovani redattori e fanno credere ai concorrenti che abbiamo pubblicato la verità per errore.» «Una disgrazia rara, suppongo,» rispose Holmes. Il sorriso di Trelawney esitò. Lestrade posò sul tavolo una lista di articoli. «Siamo qui per consultare il vostro archivio riguardo al crollo di Halberd's Court, East End, estate del 1882.» A quel nome, o forse a quella data, vidi passare negli occhi del direttore un'ombra rapida. Fu questione di un istante, e tuttavia Holmes la colse. Lo vidi inclinare appena la testa, come un falco che avesse percepito il movimento di un topo sotto l'erba. «Una vecchia storia,» disse Trelawney. «Tragica, certamente. Ma vecchia.» «Le vecchie storie,» osservò Holmes, «hanno il difetto di non restare sepolte quando qualcuno vi ha costruito sopra con materiali scadenti.» Il direttore tamburellò con le dita sulla scrivania. «Non capisco.» «È un malan |
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