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Writer Officina Blog
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Manuale di pubblicazione Amazon KDP. Sempre più autori
emergenti decidono di pubblicarse il proprio libro in Self su Amazon KDP,
ma spesso vengono intimoriti dalle possibili complicazioni tecniche. Questo
articolo offre una spiegazione semplice e dettagliata delle procedure da
seguire e permette il download di alcun file di esempio, sia per il testo
già formattato che per la copertina. |

Self Publishing. In passato è stato il sogno nascosto
di ogni autore che, allo stesso tempo, lo considerava un ripiego. Se da
un lato poteva essere finalmente la soluzione ai propri sogni artistici,
dall'altro aveva il retrogusto di un accomodamento fatto in casa, un piacere
derivante da una sorta di onanismo disperato, atto a certificare la proprie
capacità senza la necessità di un partner, identificato nella
figura di un Editore. |

Scrittori si nasce. Siamo operai della parola, oratori,
arringatori di folle, tribuni dalla parlantina sciolta, con impresso nel
DNA il dono della chiacchiera e la capacità di assumere le vesti
di ignoti raccontastorie, sbucati misteriosamente dalla foresta. Siamo figli
della dialettica, fratelli dell'ignoto, noi siamo gli agricoltori delle
favole antiche e seminiamo di sogni l'altopiano della fantasia. |
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Le Segrete del Castello
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Di quel castello che un tempo si ergeva poderoso su un'isoletta in mezzo ad un lago ormai scomparso, oggi non restano che poche rovine. Ora che il lago è diventato una valle ricca di vegetazione, di notte quei muri cadenti emergono spettrali nella nebbia. Nel Medioevo vi era la dimora di un'antica famiglia nobile: era il Ducato del Drago Rosso, un piccolo fazzoletto di terra di cui non s'ebbe più traccia nei secoli a venire. Le segrete del castello furono il teatro delle misteriose vicende che mi accingo a narrare.
Correva l'anno 1153 quando il comandante delle guardie fu stroncato da un infarto. Aveva fedelmente servito il Duca Orlando per tanti anni ed era molto esperto; non era facile trovare un successore alla sua altezza. La scelta cadde su Guido Raminghi, un giovane cavaliere davvero in gamba e promettente. Figlio cadetto di una famiglia nobile ma non particolarmente agiata, si era dato alla carriera militare, dando prova di essere un buon combattente e di avere coraggio, intraprendenza, senso pratico e buone doti organizzative, ma al tempo stesso era curioso e sentimentale. Nonostante l'alto costo dell'equipaggiamento da cavaliere, l'appannaggio lasciatogli dal padre e la paga per il servizio al Duca erano sufficienti a permettergli di vivere dignitosamente.
Questo è quello che pare abbia raccontato ai posteri su quanto accadde. Lavoravo al castello ormai da qualche anno, da quando ero diventato un cavaliere al servizio come guardia del Duca Orlando del Drago Rosso, ma conoscevo già un po' quei luoghi e i loro abitanti perché avevo vissuto in una rocca vicina fin da ragazzo, quando ero solo uno scudiero. Quando fui promosso a Capo delle Guardie fui molto soddisfatto e fiero di me. Era un ruolo di grande responsabilità, anche se in quel periodo non c'era molto da fare a parte organizzare i turni di guardia. Poi un fatto stuzzicò la mia curiosità. C'era un uomo di nome Egidio che era stato visto più volte prendere un vassoio dalla cucina senza che si capisse dove andasse. Un giorno lo vidi anch'io e decisi di seguirlo. Furtivamente uscì dalla cucina, attraversò mezzo castello e si diresse verso le scale del nucleo centrale. Riuscii a non farmi vedere fino a quando arrivò sul pianerottolo del primo piano, poi si accorse di me e fu abilissimo a seminarmi. Non lo trovai da nessuna parte. - Quella vecchia volpe! Sembrava svanito nel nulla. - mi sfogai con Cecilia, la dama di compagnia della Duchessa, con la quale allora ero fidanzato - Dopo due ore è sbucato da chissà dove e ha ripreso il suo lavoro come al solito. - - Quell'uomo mi è sempre sembrato un po' strano. - confessò lei. - Perché? - - È sempre così schivo e sospettoso, ma sa sempre tutto di tutti. A volte ho l'impres-sione che ci spii. -
Egidio era poco più grande del Duca, direi sulla cinquantina all'epoca. Dall'aspetto pareva un uomo insignificante, con il fisico esile e un po' gobbuto. Godeva però di grande rispetto da parte del Duca Orlando, che lo considerava quasi come un fratello. Sapeva tutto quello che succedeva e quello che il Duca intendeva fare. Era al suo servizio da quasi trent'anni ed era diventato abbastanza influente. Si occupava di coordinare il lavoro dei servitori e faceva da vicario al Duca in sua assenza per le questioni di minore importanza che riguardavano la gestione ordinaria del castello. Capitava che Messer Orlando gli chiedesse consigli anche sulle questioni più delicate e diverse volte l'opinione di Egidio era risultata decisiva. D'altronde aveva fama di uomo saggio e lungimirante.
Seguii Egidio altre volte, ma egli fece sempre abilmente perdere le sue tracce. Cominciai a sospettare che usasse il passaggio segreto per portare rifornimenti a qualche fuggitivo nascosto fuori del castello. Nel salotto privato del Duca vi era infatti una porticina ben occultata dentro un armadio dalla quale, attraverso una scala, si accedeva ad un cunicolo segreto che in caso di necessità avrebbe dovuto consentire al Duca una fuga sicura. I segni sul fondo dell'armadio dimostravano inequivocabilmente che la porta era stata aperta spesso. Il che non doveva essere, in quanto non c'era motivo di andarci se non per le ispezioni periodiche di sicurezza. Era evidente che passava di lì, ma volevo averne la certezza e decisi quindi di verificare. Così per alcune notti mi appostai in vari punti del cunicolo. - Voglio assolutamente scoprire cosa combina Egidio. - dissi a Cecilia - Devo sapere se la persona che nasconde può essere pericolosa. - - Dubito che Egidio farebbe mai qualcosa che possa nuocere al Signor Orlando, sono così legati. Però in effetti potrebbe in buona fede dare ospitalità a un soggetto pericoloso. Non abbiamo idea se sia un fuggitivo, un ribelle o un semplice poverello. - osservò lei. - Qualche sera fa finalmente l'ho visto entrare dalla porta segreta. Ho provato in vari punti del passaggio, ma ancora non ho capito dove sparisce. Stasera voglio verificare se esce. Mi nasconderò vicino all'uscita e spero di riuscire a seguirlo fino al nascondiglio. - - Buona fortuna Guido - mi augurò Cecilia. Ma quella notte la fortuna sembrò non assistermi. Egidio non uscì mai dall'altro capo del cunicolo. - Eppure sono sicura che sia entrato nel passaggio, ieri sera l'ho visto entrare nel salotto del Duca e uscire almeno un'ora dopo. - mi disse Cecilia l'indomani. - Sì, ho notato che il pezzetto di stoffa che avevo infilato tra la porta e lo stipite era per terra, quindi l'ha aperta, ma magari se ne è accorto e ha cambiato programma. Ci riproverò stasera. - Ma anche quella notte e le due successive Egidio non uscì mai dall'altra parte del cunicolo. Scoprire dove diavolo finisse era ormai diventata una questione di principio e d'onore. Il Capo delle Guardie deve avere tutto sotto controllo, non esiste che un servitore (o com'è che si potesse definire il suo ruolo) faccia quello che vuole. - Comincia un po' a spaventarmi questa storia - confessò Cecilia. - E se... fosse... quel lupo mannaro di cui parlano i contadini? - continuò lei bisbigliando esitante. - La conosci la storia, no? L'hai certamente sentita. - - Ma dai! - sorrisi divertito - Non crederai mica a quella leggenda?! - - Saranno pure leggende, ma... Perché no, magari Egidio passa dal cunicolo segreto per non farsi vedere mentre si trasforma in lupo mannaro. Diverse persone dicono di averne visto uno in tempi recenti. - - Comunque non credere a tutto quello che dicono quei contadini, tra la stanchezza dovuta a giornate di duro lavoro nei campi e le bevute che fanno nei giorni di festa chissà cos'hanno visto veramente. Magari era semplicemente un lupo molto grande o magari un uomo molto peloso! C'è in particolare il buon vecchio Alfonso, che racconta certe balle spettacolari! - Sghignazzai divertito, perché queste storie mi erano sempre sembrate delle sciocchezze, delle favole per spaventare i bambini e tenerli a bada, solo che spesso continuavano a crederci anche da adulti. Lasciai trascorrere qualche settimana senza seguirlo per fargli credere che avessi rinunciato. Poi ritornai all'attacco. Decisi che era il caso di affrontarlo e mi riappostai all'interno del passaggio, stavolta all'inizio. Volevo proprio sentire come si sarebbe giustificato. Fu così che quando entrò me lo ritrovai davanti, colto in flagrante. - Dove andate, Egidio, così di fretta per questo passaggio? - gli chiesi. - Signore, non me ne vogliate, ma è un segreto... e se ve lo dicessi che segreto sarebbe. - disse lui sornione. - Egidio, ma avete capito con chi state parlando? Con tutto il rispetto per Voi che siete più anziano di me, ma io sono il Capo delle Guardie e devo sorvegliare su tutto. Spero vi rendiate conto dell'importanza del fatto che io sia messo al corrente. - - Conosco bene il vostro ruolo qui al castello, ma io rendo conto in primis a Messer Orlando. - controbatté lui serafico - E siccome non posso mostrarvi dove vado, ora sono costretto a rimandare quel che stavo facendo ad un momento in cui non mi spiate. - aggiunse.
- D'avvero ha detto questo? - disse Cecilia quando le riferii l'accaduto. - Ormai va avanti da troppo tempo questa storia. Forse dovresti parlarne col Duca, non credi? - - Non volevo preoccuparlo inutilmente, perché all'inizio pensavo o speravo che magari si trattasse solo di un poverello bisognoso a cui Egidio portava degli avanzi, ma a questo punto... - Non sapevo più che pensare. Forse il Duca ne sapeva qualcosa? Che altro poteva significare quella frase sibillina di Egidio? («io rendo conto in primis a Messer Orlando») - E poi com'è finita? - mi incalzò Cecilia. - A quel punto gli ho detto: «Scoprirò cosa combinate, statene certo» e lui se n'è tornato da dove era venuto. È riuscito a seminarmi un altro paio di volte, poi ho dovuto interrompere il pedinamento per tornare ai miei incarichi. - |
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