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Writer Officina Blog
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Manuale di pubblicazione Amazon KDP. Sempre più autori
emergenti decidono di pubblicarse il proprio libro in Self su Amazon KDP,
ma spesso vengono intimoriti dalle possibili complicazioni tecniche. Questo
articolo offre una spiegazione semplice e dettagliata delle procedure da
seguire e permette il download di alcun file di esempio, sia per il testo
già formattato che per la copertina. |

Self Publishing. In passato è stato il sogno nascosto
di ogni autore che, allo stesso tempo, lo considerava un ripiego. Se da
un lato poteva essere finalmente la soluzione ai propri sogni artistici,
dall'altro aveva il retrogusto di un accomodamento fatto in casa, un piacere
derivante da una sorta di onanismo disperato, atto a certificare la proprie
capacità senza la necessità di un partner, identificato nella
figura di un Editore. |

Scrittori si nasce. Siamo operai della parola, oratori,
arringatori di folle, tribuni dalla parlantina sciolta, con impresso nel
DNA il dono della chiacchiera e la capacità di assumere le vesti
di ignoti raccontastorie, sbucati misteriosamente dalla foresta. Siamo figli
della dialettica, fratelli dell'ignoto, noi siamo gli agricoltori delle
favole antiche e seminiamo di sogni l'altopiano della fantasia. |
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Come gocce d'acqua
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Stefano.
Celeste frequenta l'università a Trieste e oggi è libera per trascorrere una giornata insieme a Stefano gironzolando per il Mercato Europeo. È una manifestazione cosmopolita, arrivata alla sua terza edizione, che si svolge dal 25 al 28 aprile e vede la partecipazione di oltre centocinquanta espositori nazionali e internazionali. I protagonisti saranno sapori e colori dal mondo per offrire al pubblico un'ampia e variegata scelta di prodotti enogastronomici e artigianali. Appena prende posto sul treno, Stefano tira fuori il giornale e legge le notizie di attualità, che non sono mai allegre. Il treno sta quasi per arrivare quando il suo sguardo cade su una passeggera seduta pochi sedili più avanti di fronte a lui e sorride: Guia! È seduta con il viso assorto rivolto verso il finestrino. La luce del sole risalta i suoi capelli dandogli un riflesso ramato. Ha un bel profilo, è piccola, al massimo 1,60 m. Ha i capelli lunghi, mossi, sciolti sulle spalle e gli occhi marroni con lo sguardo malinconico. Lei non l'ha notato ed è seduta troppo lontana per attirare la sua attenzione. Il treno arriva a Trieste, Stefano si alza e si dirige verso la porta. Celeste lo sta aspettando sulla banchina proprio dove il treno si ferma, porta i suoi capelli lunghi legati in tantissime treccine fini. Ha la fronte alta gli occhi blu e il viso allegro. Essendo mulatta ha la pelle color del caramello, assomiglia sempre di più a sua mamma. Stefano prende Celeste sottobraccio e camminano con la calma chiacchierando lungo la costa. Hanno appuntamento con Zahir in Piazza della Borsa per prendere un caffè insieme prima di recarsi alla fiera. Stefano e Celeste attraversano la strada e passano per Piazza Unità d'Italia. È una grande piazza, si affaccia sul mare rendendola unica nel suo genere. È circondata su tre lati da palazzi eleganti e caffè mentre sulla destra, poco prima di arrivare al Palazzo del Municipio c'è la bellissima Fontana dei Quattro Continenti. Di solito quando Stefano va a Trieste, si ferma sempre al Caffè degli Specchi lì in piazza, ma oggi ha preferito andare da un'altra parte, in qualche caffetteria più nascosta, perché la piazza è affollata e lo sono anche tutti i locali. Al Molo Audace è attraccata una nave da crociera e la città è piena di gente. Trieste è una città davvero affascinante allo stesso tempo bella e ricca di storia e piace tanto ai turisti. Nonno Romano ha trascorso una parte della sua vita qui, nel secondo dopoguerra e ogni volta che gli racconta della sua gioventù, prova sempre emozioni contrastanti: curiosità, tristezza, gioia, dolore. Stefano gli ha sentito ripetere diverse volte che il passato è un passaggio obbligatorio per arrivare al presente e sapere dove si sta andando, le prove dure devono insegnare a diventare forti e a risollevarci sempre, non a buttarci giù. Zahir li vede per primo e viene loro incontro. Stava aspettando davanti all'ex edificio della Borsa, una struttura in stile greco in pietra bianca. Lui con la pelle color del cioccolato fondente, si nota da lontano. GUIA È il 25 Aprile, mi sono messa d'accordo con Damiano e il suo compagno per andare al Mercato Europeo. Riesco ad arrivare in stazione in anticipo, prendo il biglietto e salgo sul treno regionale diretto a Trieste che parte puntuale. Da dove sono seduta tra poco potrò ammirare anche il mare. Dal mio finestrino adesso vedo il Carso e una buona fetta di cielo azzurro. Poco prima di arrivare, mi accorgo di conoscere l'uomo dal viso familiare che si è appena alzato per dirigersi alla porta. È Stefano! Ha un bel portamento. Porta i capelli brizzolati corti a spazzola. I suoi occhi sono di un blu così chiaro che crea un bel contrasto con il colore scuro dei capelli e delle sopracciglia. Ha la barba lunga di qualche giorno. Sotto le maniche arrotolate della camicia, noto i suoi tatuaggi tribali a bracciale all'altezza del gomito del braccio destro. Arriviamo a Trieste, lo seguo da lontano con lo sguardo. Una giovane donna gli si avvicina fuori dal treno e gli getta le braccia al collo. Ah ecco! È venuto a trovare la sua ragazza! Lui sembra davvero felice di vederla ma lei è molto giovane. Mi sento stranamente infastidita e non ne capisco il motivo. Scendo dal treno e mi avvio verso l'uscita che dà sul giardino di Piazza della Libertà. Damiano e io ci diamo sempre appuntamento sotto la statua della principessa Sissi quando arriviamo a Trieste in due momenti diversi. Qualcuno mi fa l'agguato da dietro facendomi il solletico. Il mio migliore amico mi è venuto incontro insieme al suo compagno. Ci abbracciamo affettuosamente e ci incamminiamo tutti e tre, con me in mezzo, per Riva 3 Novembre poi giriamo per via Rossini. Ci fermiamo in un bar lungo la strada a prendere un caffè. Approfittiamo di questo bar lontano dalla piazza principale e dalla folla, perché tra i turisti scesi dalla nave da crociera e il Mercato Europeo, penso sarà dura trovare posto dove sederci più avanti. La tovaglia di carta che copre il nostro tavolino ha una scritta molto bizzarra che attira l'attenzione di Nathaniel: "Ordinare un caffè a Trieste non è cosa da tutti!" Non fa in tempo a chiedere spiegazioni perché arriva la cameriera a prendere le ordinazioni. Damiano tace e lascia fare a lui. Nathaniel è inglese e vive in Italia da pochi anni dove fa il pediatra. Sta imparando la nostra lingua ma le sfumature dialettali gli sfuggono ancora. Ce la mette tutta per dire con il suo italiano dal forte accento inglese: «due espressi e un caffè macchiato per cortesia». Era così serio nel parlare e nel non sbagliare che fa scatenare l'ilarità della cameriera e di Damiano. Damiano si gira verso la ragazza e le sfodera il suo sorriso più bello. «Due neri in B e un capo in B per favore!» Dopo esserci gustati i nostri caffè, Nath mi prende sottobraccio e camminiamo tutti insieme piano tra le varie bancarelle che ci sono alla fiera del Mercato Europeo. Sembra di essere in una Babele. Bandiere di diverse nazionalità sventolano da ogni dove e non sono solo europee. Le bancarelle sono da tutte le parti dell'Italia, dell'Europa e del mondo. Ricche di tanti colori, profumi speziati, sapori variegati. Una gioia per tutti 5 i sensi! Ciascuno ha messo la sua bandiera per indicare il proprio orgoglio nazionale ma tutti in un modo o nell'altro, parlano italiano. Chi esponeva oggetti tipici del luogo, chi carni e grigliate, chi dolci e chi solo ingredienti tipicamente locali. Tutti sorridono e cercano di attirare la nostra attenzione verso i loro prodotti. Iniziamo il nostro giro dalla bancarella modenese assaggiando l'aceto balsamico invecchiato di venticinque anni per poi passare alla focaccia genovese. Mi fermo ad ammirare i gioielli con l'ambra proveniente dalla Polonia, scoprendo che a Danzica si produce una grande percentuale della produzione mondiale di gioielli con l'ambra. Nath mi convince a prendermi un paio di orecchini a pendente. Provo un paio per vedere se mi stanno bene e la commessa mi passa uno specchio per guardarmi. Sento una voce profonda dietro le mie spalle che non appartiene ai miei amici. «Ricordano tanto il colore dei tuoi occhi!» Arrossisco di colpo! Il suo riflesso è nello specchio che tengo in mano. Ero così concentrata sulla scelta degli orecchini che non mi ero accorta dell'arrivo di Stefano alle mie spalle. Era solo, chissà dov'è finita la ragazza che avevo visto con lui! Gli sorrido e lo presento a Damiano e a Nathaniel. Ci fermiamo a chiacchierare mentre si fa aiutare dai miei due amici a scegliere un gioiello alla sua ragazza. Continuo a gironzolare fino al banco delle spezie e lì mi sembra di essere arrivata in paradiso! Damiano e io avevamo imparato da un cuoco indiano l'uso corretto di tantissime spezie e quando lui nota dove mi sono fermata va in estasi. Il pomeriggio trascorre alla grande: un assaggio all'americana, un bretzen tedesco, una birra irlandese e tanti assaggini di vari formaggi francesi e svizzeri. Certo che scegliere dove fermarci per cena è davvero difficile! Poi chi ce la fa a mangiare ancora!
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