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Autore: Francesca Arcelloni
Titolo: Cambi di prospettiva
Genere Fiction
Lettori 194
Cambi di prospettiva

La patente della vita.

Tornando verso casa, facendo un viaggio nei miei pensieri, sfoglio l'album dei ricordi e mi sov- vengo di ogni immagine; alla fine mi resta il sou- venir o la cicatrice di dove ho sostato una vita. Scheletri di biglietti e suole consumate di scarpe, che mi sono allacciata e che mi hanno fat- to ripartire. Tutto è stato complice delle mie av- venture e ha contribuito a spendere il mio tempo con diversi cambi di corsie o variando il passo di partenza. L'immaginazione vola in un giardino in cui un valzer suona le sue note e la mia vita, come una ballerina, danza e aleggia come una farfalla; in ogni fotogramma traspare l'emozione di un sor- riso è c'è tutto dentro: il bene e il male! In un attimo, tutto ciò che erano i sorrisi esplosivi di una vita, di una leonessa pronta e sempre all'attacco si è spento: la luce nella mia vita era diventata grigia, quasi nera.. Erano cambiate di colpo le cose: ero annerita di dolore e rabbia, ed è per questo che sono qui a lavare di gomito le cose che non voglio più con me. Voglio svuotare l'armadio di tutte quelle cianfrusaglie che occupano spazio e impediscono che tra le mie - nuvole - i raggi luminosi mi rag- giungano. Ora basta, io voglio che il sole splenda sul mio sorriso! Passo dopo passo ecco il mio ritorno: la mia tenacia sta misurando i chilometri di strada del mio viaggio, giorno dopo giorno. Mi presento, mi chiamo Tissy. Dicono di me che io abbia un carattere esplosivo e sorridente, ma tutto ciò che mi ha sbriciolato, fino alla mia rinascita, non mi ha permesso più di avere certezze! Da quel finestrino scruto la vita: è inespres- siva e assente, come se ci fosse nebbia! Forse la rabbia ha sbiancato e sbiadito i colori e li rende meno lucenti e opachi nel regalarmi quel bianco e nero, tanto da trasformare questi momenti grigi e tristi. Sono stati molti i dubbi che mi hanno portato a cambiare: l'invidia e la gelosia delle persone correva al galoppo e non permetteva di fare passi sbagliati. Eri o dentro o fuori! Ho deciso che nella mia vita voglio il gusto di vivere al punto giusto. Ho permesso per troppo tempo alle persone di invadere il mio spazio. Ho dato troppo di me stessa non capendo che dare senza ricevere non è una giusta ricompensa. Ho rispetto delle persone e voglio il rispetto che mi merito. Ogni volta che mi verrà chiesto aiuto tenderò la mano, ma con riserva. Sorprenderò sempre chi avrò davanti la- sciandomi il giusto spazio per non fare il passo più lungo della mia gamba. Darò energia e coraggio ai momenti in cui la nebbia imballerà il mio corpo e le mie emozioni, e cercherà di non permettermi di trovare la bussola che, orientata verso nord, mi farà seguire la mia - stella polare: la vita. Permetterò a me stessa di essere impulsiva nelle scelte, di partire per qualche avventura men- tale e reale. Voglio viaggiare e scoprire cose e persone che indirizzino la mia strada nella giusta pro- spettiva. Ho aspettato troppo per far sì che il mondo mi giri intorno senza che io salga sulle giostre. Ho sognato troppo per non vedere il mondo. Sarò in grado di credere in me stessa, e ogni volta che ne avrò bisogno Angie sarà al mio fianco, non solo perché è mia sorella. Noi saremo sempre in grado di supportarci, anche solo telefonicamente se saremo lontane l'una dall'altra. Acquisirò le mie forze durante il cammino, rendendo complici i nuovi obiettivi da raggiungere, e cercherò di capire, anche se da capire non c'è poi molto; raccatterò tutte le immondizie che nella vita mi sono trascinata dietro per disegnare con colori nuovi la mia esistenza, un posto dove tuf- farmi ogni volta che ne avrò voglia, facendo in maniera di esternare tutti i miei lati caratteriali a pieno, e smettendo di vivere solo piccole emozioni. Gioie e dolori che affronterò con la grinta di chi ci prova sempre, perché mi hanno detto che la vita è come andare in bicicletta e per mantenere l'equilibrio devi muoverti.

Energia e coraggio

Ognuno di noi ha una storia per raccontarsi ed è arrivato il mio momento: - Io, ce l'ho fatta con i fiori di Bach! Sono 'positiva' all'effetto pla- cebo - , il mio corpo ha reagito prestandomi l'idea mentale che le mie energie, per una giusta causa, nei miei cambi di prospettiva, mi hanno ridato la forza! Nel mio lavoro devo essere sempre precisa e creativa, ma anche molto esigente. Lavoro nella cucina di un asilo privato a Piacenza, ma vivo a Grazzano Visconti, nella provincia piacentina. Avrei voluto diventare - Tissy, la Chef - , ma la vita mi ha fatto accontentare di un lavoro nor- male come cuoca. Il mio è un ruolo molto impor- tante che riguarda la nutrizione di piccoli adulti di domani.
Mi sentivo così estrosa che volevo portare la semplicità cucinando per i bambini, e ho voluto trovare un modo diverso presentando loro cibi che solitamente non amano mangiare. Il mio rimedio era semplice: disegnare con gli alimenti soggetti simpatici... in maniera da at- trarre la loro curiosità. Mi sono sempre detta che - la cuoca Tissy (tramortita dalla depressione) aveva capito e avrebbe potuto cambiare la sua vita - . Ho parlato di - Lei - come la parte più corag- giosa di me, quella che ha preso una decisione, che ha cambiato la rotta e invertito tutte le negati- vità mentali in una scossa positiva: ha cambiato la mia vita! Tengo sempre sott'occhio, ma guardo distrat- tamente, la porzione nel mio piatto che la vita mi offre, e sorseggio dal mio bicchiere mezzo pieno. Con rispetto e gioia riprendo in mano situa- zioni che automaticamente erano diventate la mia zona di comfort, in cui mi adagiavo senza pensare a domani. Ora penso giorno per giorno e organizzo le cose che mi fanno stare bene: tutto ciò che mi fa sentire coerente con me stessa e il mio corpo. La voglia di non sentirmi mai ospite di un posto ma a casa, mi permette di incontrare nuovi orizzonti e persone con la consapevolezza che le cose non sono mai per sempre, anche se farò in modo che non siano solo un evento parte delle mie cono- scenze, del mio viaggio. Passo dopo passo tutto si trasforma: amici, luoghi, pensieri mutano in un'evoluzione di cre- scita interiore che mi permetterà di essere una spugna di emozioni. Tutto mi ha cambiato! Ho riordinato l'armadio dove ripongo le mie armi che osservano e difendono il percorso della mia vita. Ho rigirato pensieri che nel buio hanno acceso la lucentezza di un sogno. Ogni tanto, è vero, il buio torna, con piccole stanze paurose e tetre, ma lascio che passi la pioggia, mentre arriva e mi rigenera. Batto i piedi e lei prende il sopravvento su di me, che nei miei smielati pensieri vado al largo lontano dalla costa, con la barca in mezzo al mare che naviga lenta- mente e senza fare tanti schizzi. Si defila senza troppa fretta, piano piano, come alla presenza di pericoli. Penso a portare a casa la pelle. Ma intanto inspiro dal naso fino a riempire ogni minimo spa- zio e lento, lento, il pensiero sbagliato tende a par- largli: arrenditi non hai scampo... però, il battito testardo, quasi più di me, ci riprova, ed ecco che gradualmente rallenta e lo rassicura, come se stes- se consolando il pianto - disperato - di un bambino facendogli sentire di essere al sicuro. I battiti pa- catamente diminuiscono fino a rendermi più flui- do il respiro, ma lo stomaco a volte avverte come una pugnalata alta che mi fa sentire in apnea: uno stato emozionale involontario!Respiro, respiro lentamente, tanto che la testa si distrae e mi rende confusi i pensieri e va fuori servizio in modalità off, ma non gli permetto più di rovinarmi la festa! Mentre mi lascio trasportare dalla musica che proviene dalle mie cuffie, che decido di mettere per spezzare la stanchezza. Taglio la nebbia nella testa, mentre la mia musica preferita sale in cattedra: pulsa il ritmo al mio cuore, quasi più forte del mio battito. Sta combattendo la sua battaglia a ritmo tachicardico! Entra l'aria nei polmoni, una sensazione di potenza, e sento che quelle sensazioni da dove so- no arrivate se ne sono anche andate. La crisi è finita. I fiori di Bach mi sono corsi in aiuto! Si avvicinano appuntamenti importanti. Vor- rei tirare in aria quella moneta e sperare che esca - croce - per far provare la stessa scomodità. Cara amica e nemica, vincere con te mi porta a stare bene ed è giusto che tu capisca che certe battaglie alla fine saranno uno scontro vinto da me e sono per me la vittoria di una guerra. In effetti, ho soppesato tutto nella pesantezzache mi rilasci: ti sento come una zavorra che mi tiene ancorata a terra. Per un bel po' non mi hai permesso di volare, ma a un certo punto l'ironia è arrivata in soccorso aiutandomi con la respirazio- ne che, profondamente e lentamente si introduce, genera immagini, lettere e numeri, come se uscis- sero dalla mia bocca sotto forma di fumo o neb- bia.
Un fumetto alibi dei miei fantasmi e dirigo il pensiero a volare alto mantenendomi salda sulla rotta. Come in un terremoto, piccole crepe accen- tuano la nuova traccia lungo la via del dolore: so- no stanca di affrontare l'ennesima ferita morale mentre nel frattempo la mente connette tutte le sue funzioni e riesce a tenere il controllo. Continuo a respirare piano, ma sembra che qualcosa non molli la presa e lì, dietro l'angolo, ci sia quasi la voglia di dire basta: ma io no non mol- lo! Amo la mia vita e quello che sto creando, mentre mi risuona in mente il motivetto di Tarzan con il titolo della canzone della colonna sonora che, se non ricordo male, si chiama - Trashin' The Camp - cantata da Rosie O' Donnel. Note che scorrono e trasformano le immagini in ritmo: pas- seggiando e saltellando felici per la strada c'è chi canticchia e chi balla. La più bella espressione per ricordare al mio corpo che - non corro - più cara - nemica ansia - ! Non ti lascio manipolare il mio corpo. Sì, lo so, ti ho lasciato entrare nella mia vita non conoscendoti abbastanza e tu, subdola come un virus informatico, hai mandato k.o. la mia esi- stenza. Mi tenevo forte con la mano per non cadere ed ero aggrappata alle sbarre laterali della metro- politana, mentre la mia mente scorreva le fermate, quelle in cui ho sotterrato l'ascia di guerra e che, stranamente, mi fanno sentire una combattente, come un gladiatore nei suoi combattimenti: vivo serena e tutto ciò mi basta!Costantemente, con la sensazione di sentirmi al punto di partenza − certo che lo è! − mi sento come se ogni strada abbia le sue scale con gradini a cui devo stare attenta per non inciampare; devo riprendere la mia posizione: sono qui! I miei sono cambi di prospettiva. Sono orgo- gliosa di chi sono, non che disprezzassi la parte vecchia, interiore di me, ma si arriva sempre al cambiamento (per un motivo o per un altro) e ti accorgi che è disponibile una versione di aggior- namento che ognuno di noi può testare su se stesso: la propria vita! Gli obiettivi nella mia testa so- no molti, il tutto e subito non mi è mai piaciuto eho capito che se sei sulla strada giusta tutto si il- lumina da sé. Le strade sconosciute le affronterò passo dopo passo e diventeranno amiche. Proverò emozioni nuove che riporrò nelle scorte riempiendo cisterne di energia solida! Ogni giorno vedo l'immagine di me stessa, ipotetica- mente su una barca a vela con le vele spiegate e con la prua verso l'orizzonte: all'alba del mio giorno e pronta a decidere con elastica e malleabi- lità i miei cambi di direzione, ovunque io voglia andare, ma con un - governo interiore - che voglia il meglio per me. Ora, cambi di prospettiva hanno voluto che cedessi il passo a me stessa in un per- corso che ha lasciato l'orma di chi sono veramen- te. Chi sono? Cosa voglio? Ho raggiunto i miei obiettivi? Domande importanti che fanno comizio nella mia vita, adesso nella giusta direzione, e io sono qui, in piedi con il mio zaino in spalla, ovunque io voglia andare materialmente o con i miei sogni.

Francesca Arcelloni
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