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Writer Officina Blog
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Manuale di pubblicazione Amazon KDP. Sempre più autori
emergenti decidono di pubblicarse il proprio libro in Self su Amazon KDP,
ma spesso vengono intimoriti dalle possibili complicazioni tecniche. Questo
articolo offre una spiegazione semplice e dettagliata delle procedure da
seguire e permette il download di alcun file di esempio, sia per il testo
già formattato che per la copertina. |

Self Publishing. In passato è stato il sogno nascosto
di ogni autore che, allo stesso tempo, lo considerava un ripiego. Se da
un lato poteva essere finalmente la soluzione ai propri sogni artistici,
dall'altro aveva il retrogusto di un accomodamento fatto in casa, un piacere
derivante da una sorta di onanismo disperato, atto a certificare la proprie
capacità senza la necessità di un partner, identificato nella
figura di un Editore. |

Scrittori si nasce. Siamo operai della parola, oratori,
arringatori di folle, tribuni dalla parlantina sciolta, con impresso nel
DNA il dono della chiacchiera e la capacità di assumere le vesti
di ignoti raccontastorie, sbucati misteriosamente dalla foresta. Siamo figli
della dialettica, fratelli dell'ignoto, noi siamo gli agricoltori delle
favole antiche e seminiamo di sogni l'altopiano della fantasia. |
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Uniti da un filo invisibile
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Erano i primi giorni di un luglio particolarmente afoso che quell'anno aveva investito la città di New Country. Affacciata alla finestra della sua camera, Allison McHollow, contemplava il sole che tramontava dietro le colline ormai bruciate dai raggi. Il panorama da quel punto della casa le piaceva particolarmente. Si potevano vedere in lontananza le colline che facevano da sfondo e sembravano proteggere la città. La rilassava vedere il colore un tempo verde brillante delle foglie che, ormai quasi secche, si riflettevano nel laghetto della loro tenuta; quelle acque erano sempre limpide e pulite e facevano da specchio alla natura tutta intorno. I ciuffi d'erba del prato inglese, che aveva bisogno di una rasata, ondeggiavano sotto la leggera brezza estiva. I salici piangenti che costeggiavano il viale d'accesso alla loro abitazione costituivano una zona d'ombra. I rami penduli accarezzavano il ghiaino bianco sotto di essi. Allie si lasciava incantare dalla danza delle fronde rapita da quell'oasi d'ombra. Aveva diciannove anni, lunghi capelli neri e ricci le incorniciavano il viso, gli zigomi alti, labbra carnose e grandi occhi azzurri. Era iscritta al secondo anno di Lettere Moderne all'Università della sua città. Studiare le materie umanistiche le piaceva. Amava la letteratura, soprattutto quella contemporanea. Era immersa nei suoi pensieri quando sentì delle voci provenire dal gazebo nel grande giardino. Si sporse dal davanzale per vedere chi fosse. Michael, suo fratello, giocava a carte con il vicino di casa e suo amico d'infanzia Robert Peterson. «Ho un tris d'assi, ti ho battuto anche questa volta Mike, sei una schiappa! Stasera mi pare il minimo che tu mi offra la cena e una bella bevuta al pub», disse Robert sorridendo. Allie li guardava affascinata, le sarebbe piaciuto poter uscire con loro, ma i suoi genitori e soprattutto sua madre erano restii a lasciarle la libertà che lei voleva. «Allison non ti voglio vedere in giro per locali a bere e fumare come fanno adesso le ragazze. La reputazione è una cosa importante». Le ripeteva sua madre Helena ogni volta che Allie chiedeva di poter uscire. La donna ci teneva molto all'etichetta. Apparteneva a una famiglia benestante di Stars Eden, era sempre vissuta nel lusso e così aveva continuato quando aveva sposato il padre di Allie, Thomas. Lui proveniva da una famiglia di industriali e aveva trovato impiego come direttore di banca a New Country, cittadina che contava poco più di centomila anime. Poco prima del matrimonio avevano comprato una bella villetta, in una zona residenziale esclusiva appena fuori dalla città, immersa nel verde e con il tempo e la cura ne avevano ricavato una magnifica tenuta. La zona giorno si affacciava sul giardino protetta da un ampio portico bianco circostante che veniva utilizzato perlopiù nella bella stagione. Era arredato con poltrone e divani in vimini in cui, la famiglia McHollow, passava le serate estive a godersi il fresco. Michael fu il primo figlio, tre anni più tardi nacque anche Allison. Lei era sempre stata una bambina allegra, solare e spensierata ma poco incline alle regole che sua mamma cercava di imporle. Passava le sue giornate a scorrazzare in quel giardino a arrampicarsi sugli alberi, cosa che a sua madre dava molto fastidio. Mentre suo padre Thomas la guardava sorridendo, fiero delle prodezze della piccola. Crescendo Allie cominciò a valutare il rapporto dei genitori in maniera diversa, ormai credeva che fosse rimasto solo affetto e abitudine. Parlavano quando era necessario e si era convinta che stessero insieme solo per non dare scandalo con un'eventuale separazione. Sua madre era una donna sulla quarantina. Attraente, magra e slanciata, aveva bellissimi occhi azzurri che Allie aveva ereditato e dei morbidi capelli biondi ondulati, che teneva quasi sempre raccolti in uno chignon. Helena era una donna dal carattere difficile. Per andare d'accordo con lei bisognava avere una buona dose di pazienza e stare attenti a non contraddirla; doveva sempre avere tutto sotto controllo e ovviamente, quel tutto, doveva andare come si aspettava lei altrimenti ci si trovava a dover fare i conti con una delle sue sfuriate. Caratterialmente la si poteva descrivere con tre aggettivi: viziata, volubile e suscettibile. Allie e la madre erano in lotta continua, su tutti i fronti. La mania del controllo di una e il non poter contraddirla dell'altra erano motivo di frequenti battibecchi. Suo padre al contrario era un uomo buono, cordiale, riservato e rispettava il punto di vista degli altri. Thomas e Helena avevano quasi la stessa età. Era leggermente robusto, con i capelli brizzolati e gli occhi verde oliva. Con lui Allie andava decisamente d'accordo e avevano tante passioni in comune come quella per l'equitazione. L'unico punto su cui Allie poteva avere da ridire sul padre era che partecipava poco alla vita familiare e lasciava alla moglie tutte le scelte sull'educazione dei figli senza mai mettersi in mezzo. Crescendo, il suo rapporto con la madre divenne sempre più teso a causa delle continue restrizioni che le imponeva; la faceva uscire molto raramente, solo la sera, mai la notte. Diceva di aver paura che potesse fare qualche sciocchezza di cui poi si sarebbe pentita. Mike invece godeva di piena libertà cosa che accresceva il risentimento di Allie verso sua madre. Non sopportava le disparità che c'erano tra lei e il fratello. Non aveva tante amiche proprio a causa delle limitazioni che le venivano imposte: tanto che solo in casi eccezionali poteva anche permettersi il lusso di mangiare una pizza con i suoi coetanei, dopo cena però doveva rientrare subito a casa se non voleva assistere all'ennesima sfuriata . Le amiche che più spesso frequentava erano Serena e Brittany. Si erano conosciute a scuola e avevano allacciato un ottimo rapporto che ormai durava da anni. Passavano le serate a confidarsi, spesso facevano shopping o leggevano riviste di gossip e moda e spettegolavano sulle loro conoscenze. Brittany era iscritta al secondo anno di scienze infermieristiche, era una studentessa brillante e pignola mentre Serena stava ripetendo per la seconda volta l'ultimo anno della High School. *** Allie rimase al davanzale a seguire la partita di Mike e Robert sino a quando i due ragazzi si alzarono in piedi e raggiunsero la Ford Mustang nera del fratello. Gli ultimi raggi di sole splendevano sui capelli dorati di Mike. Era un bel ragazzo suo fratello. Biondo, occhi azzurri, alto e slanciato; avrebbe potuto avere qualsiasi ragazza della città essendo anche un buon partito ma a lui non interessava avere storie serie. Diceva sempre che alla sua età, ventidue anni, era uno spreco di tempo e che preferiva uscire con gli amici a fare baldoria, cosa che gli veniva benissimo e che occupava la maggior parte della sua giornata. Dopo il diploma, Mike e Robert avevano tentato insieme il test di ammissione alla facoltà di legge a Yale ma entrambi non lo avevano passato. A Mike non era importato praticamente nulla, lui sarebbe andato solo per seguire l'amico invece a Robert era pesato tanto il fatto di non esserci riuscito. Non gli restava che accettare il posto di vice direttore nell'azienda di famiglia gestita da sua madre, da quando il padre era venuto a mancare. Mike e Robert salirono in macchina e si allontanarono lungo il viale che portava all'uscita del giardino. Allie concesse ancora qualche minuto a sognare a occhi aperti su quanto si sarebbe divertita se fosse potuta andare con loro. «Sono solo sogni», concluse e andò a fare una doccia rinfrescante visto che ormai era quasi ora di cena. Arrivò nella grande sala da pranzo appena in tempo, i genitori erano già seduti a tavola e la cameriera stava servendo gli antipasti. «Allison hai visto per caso tuo fratello? Mi pare strano non sia ancora arrivato», esordì Helena. « È andato a cena fuori con Robert. Lui può!» rispose Allie un può scocciata. Helena fece un movimento della mano come se volesse scacciare una mosca. «Ah quel Robert non mi è mai piaciuto! E poi cos'è questo tono? Cosa vorresti intendere?» Allie non credeva alla faccia tosta della madre e cercò di trattenersi per non urlarle in faccia quanto la odiasse in quel momento. «Voglio intendere, cara mamma, che se anche io potessi, qualche volta, godermi una serata fino in fondo senza dover rientrare subito dopo cena non cascherebbe il mondo, ho diciannove anni, porca miseria!» Sua madre la guardò un po' sorpresa, si rendeva conto che la figlia stava per scoppiare quindi le ricordò: «Allison, abbiamo già affrontato questo discorso. La reputazione è una cosa importante. Si tratta di ciò che la gente pensa di te e se quel pensiero risultasse negativo è pressoché impossibile pretendere il rispetto dagli altri». Allie quasi si strozzò col boccone che stava masticando, era così assurdo per lei e per l'anno in cui vivevano il modo di pensare della mamma. Riteneva che per potersi dire soddisfatta della vita una donna dovesse trovare un buon partito da sposare e fare la bella vita attorniata da domestiche e cameriere. Trovava molto medievale il ragionamento della madre e ogni volta che toccavano l'argomento andava su tutte le furie. « E pensi che invece vivendo una vita da reclusa io ottenga rispetto e considerazione? Mike ha tutte le libertà che vuole e nessuno si permette di dire nulla. Prima o poi me ne andrò da questa prigione». Scattò in piedi lanciando il tovagliolo sul tavolo, suo padre la guardò sorpreso ma si limitò a osservarla senza proferir parola. Non era abituato a reazioni del genere da parte di Allie che solitamente riusciva a mantenere la calma. «Mi hai anche fatto passare l'appetito mamma», annunciò fulminandola con i suoi grandi occhi azzurri. Uscì dalla sala da pranzo con le lacrime e si avviò verso le scale per salire in camera sua. Si tolse l'abito restando in sottoveste, si buttò sul letto e iniziò a piangere. Trovava talmente ingiusto non poter godere delle stesse libertà del fratello che pianse finché si addormentò. Nel sogno sentiva un ticchettio nella finestra, si girò per vedere cosa poteva essere ma non vedeva nulla. Il ticchettio si faceva sempre più forte e insistente... Allie aprì gli occhi. Ci mise un po' per capire che il rumore alla finestra non era un sogno ma sembrava che qualcuno stesse lanciando dei sassolini sui vetri. Si alzò dal letto e andò a vedere. Aprì la finestra e scorse la sagoma di Robert. «Allie apri la porta per favore, corri», disse Robert quasi sottovoce. Allie scese al piano di sotto di corsa e al contempo cercando di non fare rumore. Aprì il portone d'ingresso e vide Robert che teneva Mike a braccetto e cercava di reggerlo in piedi. «Hey sorellina», farfugliò Mike. Era in uno stato pietoso, gli occhi erano ridotti a due fessure e i suoi capelli biondi erano completamente scarmigliati. «Abbiamo bevuto parecchio ma Mike ha dato il meglio di sé, ha perso le chiavi di casa o perlomeno non ricorda dove siano». Robert biascicava le parole. L'odore di alcool era notevole, pareva di essere in una distilleria, Allie quasi divertita disse: «Il meglio mi pare lo abbiate dato entrambi ma non posso negare che mio fratello ti superi di gran lunga. Ti aiuto a portarlo in camera sua, ovviamente non dobbiamo far rumore». Sistemarono Mike a letto e tornarono fuori sotto il portico; il bagliore della luna illuminava la figura di Allie, non aveva indossato la vestaglia e ora si ritrovava con quella trasparente sottoveste di raso bianco che metteva in risalto tutte le sue forme. Robert rimase quasi a bocca aperta. Non aveva mai visto Allie come una donna; per lui era la sorellina del suo migliore amico. Ma adesso la vedeva per quello che era diventata: una bella ragazza, slanciata e con un fisico quasi perfetto e trovava particolarmente sensuale il contrasto tra i capelli scuri e i suoi occhioni azzurri. Non c'era più nulla di quella bambina che insisteva per poter giocare con loro e che puntualmente veniva mandata a giocare con le sue bambole. «Ma cosa avete combinato stanotte? Avete esagerato parecchio», si voltò verso il ragazzo e si rese conto del suo sguardo penetrante. La fissava con insistenza, all'inizio non capì cos'è che poteva aver attirato la sua attenzione, poi abbassando lo sguardo notò di essere mezza nuda. Arrossì e rimase a fissarsi i piedi imbarazzata.. Robert si accorse del disagio di lei, questo lo stuzzicò ancora di più; le scostò un ricciolo che le era scivolato sulla fronte. Lei si sentì avvampare e fece un passo indietro colta alla sprovvista dal gesto di Robert e dalla sensazione, per lei estranea, che stava provando. «Non sono abbastanza ubriaco per provare a baciarti ma in questo momento lo vorrei tanto», confessò a bassa voce avvicinandosi sempre di più. «Poi rischierei di prendermi un ceffone. Posso rischiare?» La fissava negli occhi con vivo desiderio e mordendosi il labbro inferiore. Allie era bloccata, il suo corpo era un turbinio di emozioni nuove e bellissime, avrebbe voluto dirgli di sì ma muoveva la bocca e non usciva nessun suono. Lui continuava a guardarla con i suoi profondi occhi verdi aspettando una risposta. Passarono dei secondi interminabili, poi le posò un bacio sulla guancia e si avviò verso casa con passo incerto mentre Allie rimase a guardarlo. Finalmente salì in camera sua, era in fibrillazione. Allora è questo che si prova quando ci si invaghisce di un ragazzo? C'era stato qualcuno a scuola che le interessava ma non aveva mai avuto un incontro così ravvicinato, aveva sempre preferito concentrarsi sullo studio e non aveva mai dato importanza ai ragazzi più di tanto. Non poteva negare di aver già notato quanto Robert fosse diventato un bel ragazzo. Occhi verdi, capelli scuri un po' ondulati, alto e fisico da sportivo. Però era l'amico del fratello e non aveva mai fatto pensieri strani su di lui. Veramente non aveva mai fatto pensieri strani su nessuno tranne che sui personaggi dei suoi libri preferiti come Persuasione e Uccelli di Rovo. Si lasciò andare sul letto e iniziò a fantasticare su Robert. Lo sguardo e il suo bacio le avevano lasciato una sensazione strana e allo stesso tempo bellissima. Non riusciva a descriverla, ma continuava a pensare cosa aveva provato quando Robert l'aveva toccata e baciata. Si sentì umida nelle parti intime, allora si ricordò delle confessioni di Serena e Brittany che tanto la mettevano in imbarazzo. Infilò la mano nelle mutandine e con le dita iniziò a esplorare. All'inizio fu strano poi il piacere si fece più intenso e lei non poté più fermarsi finché non raggiunse l'orgasmo. Frastornata per le nuove sensazioni che aveva appena scoperto, realizzò che per lei sino a pochi minuti prima la masturbazione era solo teoria. Aveva letto qualcosa sull'argomento ma non aveva mai pensato che fosse così travolgente. Assonnata e appagata si addormentò.
Allie si svegliò di soprassalto sentendo la porta di camera aprirsi di scatto con un gran trambusto. Entrò Mike con ancora addosso gli abiti della sera precedente, bianco come un cencio e con lo sguardo preoccupato, i suoi occhi erano arrossati e gonfi di sonno. Alle si sedette sul letto e sollevò il lenzuolo in modo da coprirsi il petto memore della trasparenza della sua sottoveste. «Non hai una bella cera fratellino», esclamò con tono divertito. «Cos'è successo ieri notte con Robert?» chiese Mike agitato mettendosi di fronte a lei. Allie si sentì avvampare, come faceva suo fratello a sapere cos'era successo? L'aveva forse vista qualche domestica? Aveva paura della risposta ma voleva sapere di più. «Perché, cosa ti è stato riferito? Comunque non è successo nulla, avevate bevuto troppo e Robert è stato molto gentile, è colpa mia mi ero dimenticata...» farfugliò lei presa dal panico. Mike la interruppe senza quasi ascoltare ciò che Allie aveva appena detto. «Come sono rientrato? Sul mio comodino ci sono solo le chiavi della decappottabile ma non quelle del portone e la macchina è parcheggiata davanti al portico e io non la parcheggio mai lì. Non mi ricordo nulla». Si sedette sul letto e si prese la testa tra le mani massaggiandosi le tempie. In quel momento Allie capì il malinteso. «Oh Mike, stai tranquillo. Robert ti ha riportato a casa e la macchina l'ha parcheggiata lui davanti al portico, l'ho aiutato io a metterti a letto. Ci avete dato dentro ieri notte, eh?» Mike la guardò sollevato, si alzò e fece per avviarsi fuori dalla stanza, poi ricordandosi della frase ambigua della sorella voltandosi le disse: «Mi rincuori sorellina, ma prima stavi dicendo qualcosa su Robert e su una tua colpa, a cosa ti stavi riferendo?» Allie arrossi cercando mentalmente una scusa. «No, colpa mia nel senso che non ho detto a Robert di parcheggiare la macchina in garage, tutto qui». Mike la guardò con circospezione, aveva notato che era arrossita, ma aveva troppo mal di testa per pensarci. « Ok, ci vediamo di sotto». Quello scambio con il fratello l'aveva turbata. Lui sapeva che Allie stava mentendo e anche per questo aveva preferito lasciar cadere il discorso. Mike poteva essere un ragazzo a cui piaceva divertirsi e poteva dare l'impressione di essere un po' superficiale, ma non era di certo stupido. Avevano sempre avuto un buon rapporto e non riusciva a capire come mai avesse avuto l'esigenza di nascondergli qualcosa. Forse perché nonostante tutte le emozioni che aveva provato in fin dei conti non era successo nulla con Robert; forse perché essendo Robert il migliore amico di Mike lei si trovava un po' in imbarazzo ad ammettere al fratello di provare dei sentimenti verso il loro amico d'infanzia. Aveva l'impressione di stare esagerando con le fantasie sulla notte precedente; dopotutto era solo un bacio sulla guancia e per giunta Robert era ubriaco. Ma allora perché si sentiva così agitata? Forse perché nessuno le aveva mai dato quelle attenzioni? Non lo sapeva. Allie rimase ancora a letto qualche minuto a pensare alla notte precedente. Le sembrava un sogno, tutto un sogno. Anche quello che poi aveva fatto in solitudine sotto le lenzuola e che le costava ammettere quanto le fosse piaciuto. Le sue amiche le raccontavano le loro avventure, sia con i ragazzi e sia in solitudine e, questo, ad Allie la imbarazzava molto. Sia perché essendo ancora vergine non riusciva a comprendere appieno quello che le amiche le dicevano e sia perché si sentiva in difetto per non aver ancora avuto esperienze simili. Serena aveva perso la verginità quando aveva sedici anni ed era la più sveglia del terzetto da quel punto di vista, anche troppo secondo Allie, che credeva che l'amica si concedesse con troppa facilità e che i ragazzi tendessero a mostrarle poco rispetto. Brittany invece era ancora ferma al petting ma prevedeva di passare alla fase successiva il prima possibile appena avesse trovato la persona giusta. Invece lei, Allison McHollow, alla veneranda età di diciannove anni suonati non aveva mai baciato un ragazzo. Il primo ad essersi avvicinato a lei era stato proprio Robert. Sentiva una voglia irrefrenabile di rivederlo e al contempo provava vergogna. Aveva paura che Robert avesse reagito così per il semplice fatto di aver bevuto troppo e che non provasse nessun interesse nei suoi confronti. Si concesse ancora qualche minuto per fantasticare poi scese dal letto, si diede una sistemata e scese al piano di sotto per fare colazione. *** Più tardi andò nello studio del padre per scegliere un libro dalla libreria, scelse Cime Tempestose di Charlotte Brönte, e andò a sedersi sotto il portico. Forse si sarebbe tenuta la mente impegnata e avrebbe smesso di fantasticare sulla notte precedente. Aveva letto poche pagine quando arrivò Helena con il suo incedere sicuro, si guardava intorno per essere certa che tutto fosse a posto. «Allison, cara», disse poggiandole una mano sulla spalla. «Oggi verranno a pranzo i signori Green con il loro figlio, Sebastian. Un ragazzo d'oro, lavora nella banca in cui lavora tuo padre, vedrai, ti piacerà». Allie alzò lo sguardo dal libro mentre la donna si stava già allontanando. «Scusa mamma, non ho capito, Sebastian chi?» La madre senza nemmeno voltarsi aggiunse: «Ti piacerà». Era quasi ora di pranzo ed Allie andò a cambiarsi d'abito. Trovò steso sul letto un abitino azzurro in seta sicuramente messo lì da sua madre. Crede che non riesca nemmeno a scegliere un vestito, pensò storcendo il naso. Lo indossò e si guardò allo specchio. Indubbiamente era un bel vestito e le stava veramente bene, metteva ben in evidenza le sue curve. Il suo era un corpo ben proporzionato con gambe lunghe e seni morbidi e rotondi. Si sistemò i capelli in uno chignon e mise un filo di trucco. Quando entrò nella sala da pranzo vide che gli ospiti erano già arrivati. C'erano almeno una quindicina di persone nella sala, alcuni bevevano l'aperitivo, altri chiacchieravano animatamente. Appena sua madre la intercettò le porse un drink e la condusse di fronte a un ragazzo alto con capelli castano chiaro e grandi occhi marroni, non era nulla di particolare ma poteva dirsi indubbiamente carino «Allison cara , lui è Sebastian, il figlio dei signori Green. Ricordi che te ne avevo parlato?» Sebastian le prese la mano e gliela baciò. «Signorina Allison, lieto di fare la sua conoscenza». «Oh Sebastian», intervenne Helena. «Dalle pure del tu, avete più o meno la stessa età». Allison ritrasse la mano, fece un cenno con la testa e si rivolse a quel ragazzo. «Il piacere è tutto mio Sebastian, spero che tu e i tuoi genitori vi possiate trovare bene a casa nostra». Gli regalò un sorriso di circostanza e si girò di spalle allontanandosi da loro e lasciando Sebastian ed Helena di sasso per la sua freddezza. Intravide Robert intento a sorseggiare un drink insieme a Mike in disparte in fondo alla sala, provò un tuffo al cuore e arrossì. Robert la fissava con uno sguardo indecifrabile, finì di bere il suo drink e si diresse verso di loro. Appena li raggiunse afferrò il bicchiere del fratello annusandolo e storcendo il naso per il forte odore di whisky. «Non vi sono bastati i bagordi di ieri? Stanotte non uscirò dal mio letto per aprire la porta a nessuno, sia chiaro», esclamò Allie. L'alcool le stava già dando alla testa, non era solita bere. Si sentiva nervosa sia per la gradita presenza di Robert sia per quella sgradita di Sebastian che a quanto pareva sua madre aveva deciso di accollarle. Odiava quando sua madre si immischiava nella sua vita privata. «Sorellina cara, non posso che ringraziarvi per avermi salvato ieri notte quindi a tavola vi voglio seduti vicini», fece Mike, già di nuovo mezzo sbronzo. Cinse le spalle di Robert e Allie e li condusse verso il tavolo apparecchiato. Lasciò Robert a capotavola e lui e Allie si sistemarono ai lati. «Sebastian vai a sederti a fianco a Allison», fece Helena guardando in cagnesco Allie. «Sono sicura che ti allieterà con i suoi racconti sui cavalli, sai abbiamo ottimi cavalli da corsa e Allison è una buona amazzone». Il pranzo ebbe inizio. Allie si sentiva in imbarazzo. Da una parte c'era Sebastian che vantava le sue doti di fantino e di grande intenditore nonché possessore di ottimi stalloni, dall'altra c'era Robert che puntava gli occhi su di lei cercando di attirare la sua attenzione. Allie ovviamente preferiva parlare con Robert ma le dispiaceva essere scortese con Sebastian così a metà pranzo era sfinita dall'atmosfera pesante che si era creata. Mike non si rendeva conto di nulla, il suo unico pensiero era avere il bicchiere sempre pieno, Sebastian invece continuava il suo soliloquio. «Scusatemi», esclamò Allie alzandosi da tavola. Si diresse verso lo studio del padre, entrò, si chiuse la porta alle spalle e si lasciò sprofondare su una poltrona. Accese una sigaretta con la speranza che la madre non la andasse a cercare. Non era una gran fumatrice e ogni tanto se ne concedeva una. Sentì dei passi arrivare verso lo studio. Spense la sigaretta nel posacenere in tutta fretta un attimo prima che si aprisse la porta. Allie rimase impietrita alla vista di Robert. Rimasero a fissarsi per qualche secondo senza dire nulla, Allie sentiva il suo cuore battere all'impazzata; poi Robert ruppe il silenzio. «Allie, riguardo a ieri... mi dispiace se ti ho importunata, avevo bevuto troppo e tu eri così bella. Possiamo dimenticare l'accaduto se vuoi, oppure...» Allie si alzò e si mise di fronte a lui fissandolo negli occhi. «Non ti devi scusare, non ho fatto altro che pensare a ciò che è successo ieri notte. Continua la frase Robert: oppure?» Robert in tutta risposta la raggiunse tenendo gli occhi fissi in quelli di lei, la prese tra le sue braccia baciandola sulle labbra. Un bacio lungo, cercato e desiderato. Allie si sentiva come se il pavimento sotto i suoi piedi non esistesse più, le mani le sudavano, tremava e non capiva più nulla. Era forse quello l'amore? Non lo sapeva, non aveva mai provato tanta eccitazione, felicità e paura tutte insieme. Sentirono dei passi in lontananza, Allie si staccò da Robert, lo prese per mano e lo condusse verso una porta di servizio seminascosta, tra la libreria e la finestra che Robert non aveva mai notato. Salirono le scale e arrivarono in un corridoio stretto. Allie aprì la seconda porta, entrarono e la chiuse a chiave. «Tranquillo qui non viene nessuno, è la camera di una delle domestiche che è appena andata in pensione». Si strinse a lui cercando le sue labbra, lui non ci pensò due volte. La strinse a sé e continuò a baciarla con passione, la sua mano sicura si muoveva tra i capelli sciogliendole l'acconciatura. Lei spinta dal desiderio poggiò le mani sul suo petto cercando di sbottonare la camicia, poi ebbe un attimo di esitazione. « Forse ho bevuto troppo... non ho mai avuto, come dire, esperienze del genere». Robert si bloccò e fece un passo indietro, scrutandola. «In che senso non hai mai avuto esperienze del genere? Hai quasi vent'anni se non sbaglio, credevo che...». Si sentiva in imbarazzo a alludere al fatto che lei probabilmente non aveva mai avuto esperienze sessuali. Allie abbassò lo sguardo e arrossì. «Credevi male, il tuo è il primo bacio che ricevo, per me è molto imbarazzante tutto ciò. Adesso riderai di me», sussurrò andando a sedersi sul letto. Lui la guardò dolcemente e le si sedette di fianco stringendola tra le sue braccia. «Ma come posso ridere di te? Non ti devi vergognare, se devo essere onesto, devo dire che la cosa mi fa piacere. Sei così bella Allie, non ho chiuso occhio stanotte pensando a te. Quando tuo fratello mi ha invitato a pranzo non ci ho pensato due volte a accettare, sono venuto qui per te. Poi ho visto che tua madre stava cercando di farti fare il filo da quel presuntuoso di Sebastian. Avrei voluto prenderlo a pugni»., fece con un sorriso complice. Allie si rese conto che Robert era geloso , forse provava veramente interesse per lei, pensò. Robert la guardò negli occhi e il suo sguardo divenne nuovamente dolce. «Ci andremo piano, non ti preoccupare, il tempo lo abbiamo». La baciò con passione e trasporto, Allie era al settimo cielo, non pensava si potessero provare tante emozioni tutte insieme. Sì quello era l'amore. Passarono il pomeriggio a scambiarsi carezze e a scherzare, ricordando aneddoti divertenti della loro infanzia, come quando Mike era caduto nel laghetto della tenuta cercando di acchiappare una rana e Robert era caduto a sua volta cercando di salvarlo. Allie si rese conto con piacere di quanto le venisse semplice e di quanto si trovasse bene a parlare con Robert. In quei momenti era certa che la felicità per lei fosse finalmente arrivata e che nessuno gliela potesse portare via. |
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