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Writer Officina Blog
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Manuale di pubblicazione Amazon KDP. Sempre più autori
emergenti decidono di pubblicarse il proprio libro in Self su Amazon KDP,
ma spesso vengono intimoriti dalle possibili complicazioni tecniche. Questo
articolo offre una spiegazione semplice e dettagliata delle procedure da
seguire e permette il download di alcun file di esempio, sia per il testo
già formattato che per la copertina. |

Self Publishing. In passato è stato il sogno nascosto
di ogni autore che, allo stesso tempo, lo considerava un ripiego. Se da
un lato poteva essere finalmente la soluzione ai propri sogni artistici,
dall'altro aveva il retrogusto di un accomodamento fatto in casa, un piacere
derivante da una sorta di onanismo disperato, atto a certificare la proprie
capacità senza la necessità di un partner, identificato nella
figura di un Editore. |

Scrittori si nasce. Siamo operai della parola, oratori,
arringatori di folle, tribuni dalla parlantina sciolta, con impresso nel
DNA il dono della chiacchiera e la capacità di assumere le vesti
di ignoti raccontastorie, sbucati misteriosamente dalla foresta. Siamo figli
della dialettica, fratelli dell'ignoto, noi siamo gli agricoltori delle
favole antiche e seminiamo di sogni l'altopiano della fantasia. |
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Sogni
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Incubi, Viaggi Astrali, Sogni Lucidi, Premonizioni, Paralisi del sonno e notti movimentate in compagnia di stati di coscienza alternativi.
Se stai leggendo queste righe è perché sei affascinato dal mondo onirico, da tutto ciò che esso nasconde, provoca e smuove, sia a livello spirituale che fisico. Attratto da quel mondo che occupa buona parte della nostra esistenza, ma che nonostante ciò molte persone vivono come un piccolo contorno a tutto quello che affrontano nel mondo dei limitati sensi della veglia, senza scavare curiosamente nei profondi significati che esso cela, ma soprattutto senza avere la minima idea del potere che deteniamo e che possiamo esercitare nel controllarli, gestirli e viverli. Senza lontanamente immaginare quali esperienze uniche abbiano il potere di farci vivere. Non mi addentrerò nei fantomatici significati che possano avere determinati sogni; ognuno possiede uno specifico inconscio, nascosto, costruito durante tutto il proprio percorso di vita, con il proprio immaginario e le proprie esperienze e modellato sulla propria personalità e da molteplici fattori ambientali, fisici e chimici. Quindi non credo molto alle classificazioni e ai significati spalmati a 360 gradi. Sicuramente esistono simbologie universali e “comprovate” già sviscerate e riportate in centinaia di testi di psicologia e sciamanesimo e non credo ci sia bisogno di continuare a scriverne. Questa vuole essere una sorta di diario che illustrerà la mia esperienza personale nel mondo onirico, senza un ordine cronologico o argomentativo specifico, ma piuttosto come un insieme di pensieri, racconti e pratiche che si riallacciano ad un unico filo conduttore, essendo io un sognatore cronico fin dalla più tenera età e avendo sperimentato e approfondito per decenni questa strabiliante possibilità che la natura umana offre. Partendo da semplici e strane esperienze del dormiveglia vi illustrerò le tecniche per indurre viaggi incredibili, vi porterò a conoscenza di erbe assolutamente legali che esaltano il sogno, transitando per il sogno lucido, fino ad arrivare al viaggio astrale e vi racconterò ciò che ho vissuto e vi insegnerò ciò che ho imparato. Non credo esistano spiegazioni granitiche a certe esperienze e non credo che nessuno abbia la verità a portata di mano quando si parla del mondo onirico, anche se la scienza può rispondere in parte ad alcune domande. Sta di fatto che abbiamo la possibilità di vivere questa “dimensione” in modalità che possono essere letteralmente allucinanti, con strascichi nella vita “reale”. Durante questa lettura spero vi troviate a vostro agio immedesimandovi in situazioni che voi stessi avete vissuto e dalle quali avete tratto beneficio, siano esse state serene o terrificanti. Non sono mai stato uno studioso vero e proprio della materia, nel senso che ho sempre preferito soprattutto sperimentare ed imparare sul campo piuttosto che apprendere da esperienze altrui e questo è sempre successo in tutti i campi a me congeniali, dalla musica, al disegno, al tatuaggio, alla scrittura. Questo testo è decisamente alla portata di tutti, perché mi sento “tutti”, né più né meno. Sarà una conversazione confidenziale con argomenti poco convenzionali. Ognuno di noi possiede facoltà o abilità differenti in diversi campi e in questo frangente credo di avere una marcia in più del normale, avendo interloquito di questo argomento con centinaia di persone durante tutta la vita e avendo capito di far parte di quella piccola percentuale in grado di riuscire ad entrare in contatto con una realtà sconosciuta ai più. Di riuscire ad entrare in stati di coscienza alternativi, spesso inaccessibili senza la dovuta esperienza e preparazione, senza una consapevolezza che contraddistingue chi non si dà limiti. Chi è pronto a conoscere e a conoscersi evitando superficiali preconcetti dovuti a paletti che ingabbiano la nostra mente avrà sempre illimitate possibilità, a confronto di chi rimane sulla superficie visibile, palpabile. Non possiamo permetterci di ignorare un terzo della nostra vita, cioè il tempo che passiamo a dormire, a sognare e a ricaricarci. Quel terzo che non si palesa fisicamente presentandosi come un libro aperto e di facile accesso, ma che ha bisogno di essere cercato e accolto. Possiamo comunque parlare di prove scientifiche e innegabili, del fatto che sia provato che durante la fase REM del sonno le nostre cellule vengano rigenerate, le nostre potenzialità cognitive potenziate, che la memoria venga “incasellata” ed archiviata e che avvengano revisioni e decifrazioni delle esperienze, delle emozioni e dei traumi e una riorganizzazione cerebrale benevola per il nostro benessere non solo psicologico. Detto ciò, credo sia il caso di dare lo spazio che merita al sonno e ai misteri che nasconde. Quindi preparatevi ad un viaggio introspettivo nelle viscere dell'inconscio, dei suoi messaggi da decriptare e in mondi paralleli inesplorati nei quali incontrerete cose a voi familiari, altre sconosciute ed altre incredibili. Mischieremo la scienza al misticismo, il tangibile si mescolerà all'impalpabile e l'inconscio incontrerà la ragione... in un mix forse indecifrabile, ma affascinante. Fin dall'infanzia sono stato letteralmente martoriato da incubi di varia natura. Ora, non voglio entrare nel merito delle eventuali cause per cui fossi assillato da questi spiacevoli eventi, mi limiterò a dirvi che seri problemi di salute piuttosto gravi e incertezza sul mio futuro hanno sicuramente contribuito massicciamente. Sognavo, per esempio, molto spesso di perdere i denti. Era un incubo ricorrente e spesso commentato da terzi con superficiali conclusioni riguardanti strambe superstizioni sul fatto che stessi per perdere un caro parente o una persona a me vicina. Cosa che, oltretutto e fortunatamente, è accaduta molto di rado durante la mia esistenza. Nei miei incubi io stringevo i denti gli uni contro gli altri e questi si spezzavano in bocca e puntualmente perdevo molto sangue. Li raccoglievo da terra o me li sputavo nella mano, li portavo spesso a far vedere a mia madre o a mio padre e loro non davano peso all'accaduto o addirittura mi incolpavano e inveivano contro di me. Ci tengo a precisare che i miei genitori sono sempre stati molto presenti e facili conclusioni sul fatto che fossi stato un bambino solo e non considerato e quindi facessi questo genere di sogni per quel motivo possono finire nel dimenticatoio subito. Poi, che mi sentissi non capito... forse sì. Torniamo ai denti. Quello era veramente un incubo terrificante, una situazione che nella vita reale avrebbe determinato ipotesi drastiche, come gravi malattie o comunque un fatto molto traumatico e poco spiegabile. Non possiamo tralasciare il fatto che i denti sono in pratica uno dei mezzi più importanti per nutrirsi e quindi associati ad un bisogno primario che lascia spazio a significati simbolici innumerevoli. Quelle notti mi svegliavo in un bagno di sudore, molto angosciato, e necessitavo di vario tempo prima di tornare pienamente “in me”, prima che si dileguasse questo senso di terrore. Quando questo accadeva in orari vicini al risveglio mattutino riuscivo a sbrigarmela da solo diciamo, senza l'aiuto di nessuno, ma se mi svegliavo nel cuore della notte dopo un sogno simile, nel migliore dei casi finivo nel lettone dei miei genitori. Cosa che ho continuato a fare fino all'età di 12 anni, credo. Quest'incubo mi ha accompagnato per molti anni, era un sogno ricorrente che puntualmente mi faceva visita. Questa era una delle tante esperienze molto potenti che mi hanno segnato ed affascinato allo stesso tempo, ma lasciamola per un attimo perché ora vorrei raccontarvi un singolo incubo che mi ha segnato tutta l'infanzia e che mi sono portato dentro per molto tempo, avuto a circa 8 o 10 anni. Dopo quell'incubo ricordo bene che non entrai più da solo in camera dei miei genitori per molto tempo e che ogni volta che ripensavo a quelle immagini oniriche un brivido mi passava lungo tutto il corpo e rivivevo per un istante quel terrore indescrivibile, un'angoscia molto profonda da cui non sapevo difendermi in nessun modo. Ancora oggi mi si gela la schiena a ripensarci. “Sono in salotto con i miei genitori e vari parenti durante una cena di famiglia. I miei zii sono seduti al tavolo che si divertono, mio cugino è molto piccolo e mia madre lo tiene in braccio e lo fa divertire. Mio padre sembra catatonico, lo vedo che fissa il vuoto, sta immobile mentre tutti ridono e scherzano. Non capisco perché si comporti così. Mi spavento, ho paura stia male. L'angoscia mi rende nervoso e voglio sincerarmi subito del fatto che stia bene. Vado verso di lui dall'altra parte del tavolo, ma lui girandosi di scatto improvvisamente si rivolge a me severo e mi dice scontroso di andare a prendere il seggiolone di mio cugino nella sua camera. Io, afflitto, esco dal salotto e mi dirigo verso la camera sempre più sofferente. Il corridoio che divide il salotto dalla zona notte è buio e tutt'altro che rassicurante. Fortunatamente è molto corto. Provo ad accendere le luci ma non funzionano, faccio fatica ad avanzare ma a tentoni riesco ad arrivare alla porta della camera. È chiusa. Faccio scattare la maniglia e lentamente apro la porta. Come una coltellata mi si presenta una scena terribile. Di fronte a me, a meno di un metro, vedo il seggiolone di mio cugino, un seggiolone verde e bianco, a quattro piedi, con il tavolino per mangiare sollevato e sopra vi è appoggiato un cestino di vimini ricoperto da un fazzoletto di stoffa a quadri, il classico da pic-nic, sporco e vecchio. Dentro il cestino c'è chiaramente qualcosa che si muove facendo spostare il fazzoletto freneticamente. Ho il terrore che improvvisamente esca qualche essere e mi salti addosso. Tolgo lo sguardo e vedo sulla destra, al fianco dell'armadio e vicino alla finestra, sul puff a sedere, una donna anziana, vestita di stracci, con un cappellaccio sulla testa dal quale escono dei capelli crespi che le coprono gli occhi. Sembra decisamente una strega. Sta ferma lì, come imbalsamata. Il suo sguardo lo associo a quello di mio padre un attimo prima. Spento. Inespressivo. Io sono pietrificato e in ansia, aspettandomi che da un momento all'altro si svegli e mi gridi addosso o mi afferri. Ma il peggio viene ora. Vedo nel letto dei miei genitori, dal lato dove normalmente dorme mio padre, un cadavere putrefatto che fuoriesce dalle coperte e al fianco del letto, sempre dallo stesso lato, mio padre in pigiama che, in una posizione impossibile, dorme rannicchiato sul comodino in posizione fetale e trema tutto. Vorrei aiutarlo ma non riesco a muovermi. Grido soffocato. Dalla mia bocca esce solo un silenzio disperato. Il petto mi sembra compresso, sono letteralmente paralizzato dal terrore.” |
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