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Writer Officina Blog
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Manuale di pubblicazione Amazon KDP. Sempre più autori
emergenti decidono di pubblicarse il proprio libro in Self su Amazon KDP,
ma spesso vengono intimoriti dalle possibili complicazioni tecniche. Questo
articolo offre una spiegazione semplice e dettagliata delle procedure da
seguire e permette il download di alcun file di esempio, sia per il testo
già formattato che per la copertina. |

Self Publishing. In passato è stato il sogno nascosto
di ogni autore che, allo stesso tempo, lo considerava un ripiego. Se da
un lato poteva essere finalmente la soluzione ai propri sogni artistici,
dall'altro aveva il retrogusto di un accomodamento fatto in casa, un piacere
derivante da una sorta di onanismo disperato, atto a certificare la proprie
capacità senza la necessità di un partner, identificato nella
figura di un Editore. |

Scrittori si nasce. Siamo operai della parola, oratori,
arringatori di folle, tribuni dalla parlantina sciolta, con impresso nel
DNA il dono della chiacchiera e la capacità di assumere le vesti
di ignoti raccontastorie, sbucati misteriosamente dalla foresta. Siamo figli
della dialettica, fratelli dell'ignoto, noi siamo gli agricoltori delle
favole antiche e seminiamo di sogni l'altopiano della fantasia. |
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Il salotto del libro giallo - Un omicidio a Gesualdo
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I gialli di Gesualdo Primo volume.
Una settimana dopo l'omicidio.
«Bentornate ragazze. Come state?» Annalisa accolse le sue compagne di lettura e le fece accomodare nel solito salottino. Prima di iniziare a discutere del libro letto, inevitabilmente l'argomento che trattarono fu quello che aveva tenuto banco tre giorni prima, ovvero la morte dell'imprenditore. Nessuno in paese sapeva che era stata proprio lei a rinvenire il bossolo della pistola che era stata utilizzata per uccidere Marconi. In accordo con il maresciallo Tosto, Annalisa aveva acconsentito a non divulgare tale notizia in modo da non far fare a tutti la figura degli emeriti incompetenti. «Avete sentito?», domandò Gilda «Non si è trattato di un malore. Qualcuno ha sparato a Giuseppe!» «Sì, gli hanno sparato da dietro le spalle! Che infami!», ribatté Vittoria. «Quasi fosse un'esecuzione», sottolineò Maria «Ho sentito dire che il colpo lo ha preso alla base della nuca e lui sia morto sul colpo.» «Quella massa di capelli che portava legati con un codino, hanno nascosto il punto di entrata del proiettile», commentò Bettina. «Ma possibile che quelli che hanno le finestre che danno sulla piazza non abbiano sentito lo sparo?» Annalisa ancora non si capacitava di ciò. «Ormai non ci facciamo più caso se sentiamo una fucilata. Di questo periodo poi...» sottolineò Rina. «D'accordo, ma in piazza? Non ci sono di certo animali da cacciare lì! E tutti abbiamo ancora le finestre aperte, una detonazione in quel luogo di sicuro rimbomba», continuò Annalisa. «Tu hai ragione. Dovrebbe essere così.» «Si, Maria, comprendo quello che vuoi dire, ma resta il fatto che se si tratta d'impicciarsi delle corna altrui, sono tutti pronti a farlo, ma per una cosa del genere...» «Annalì, ormai la gente vive solo così, per argomenti simili si fa i fatti suoi, è brava soltanto a parlare alle spalle di tutti. Nessuno ha il coraggio di dire le cose in faccia.» Le teste delle donne si mossero tutte su e giù concordando con le ultime parole di Gilda, ma ad Annalisa restava l'amaro in bocca. “Possibile che siano diventati tutti così insensibili?”, pensò amareggiata. «Comunque sta di fatto che sparargli alle spalle è una gran carognata!» Maria non riusciva ad accettarlo. «Ho sentito dire che il colpo non sia neppure arrivato da molto lontano. Chi ha sparato doveva essere a pochi passi da Giuseppe! Mi sembra strano che lui non si sia accorto di avere qualcuno che lo seguiva.» «Ci può stare. Se l'assassino indossava scarpe di gomma, con quelle non faceva granché rumore», fece notare Vittoria. «Ha avuto un gran bel coraggio. Sparargli in piazza e andarsene senza farsi vedere» Bettina scosse la testa «chissà se riusciranno mai a trovare il colpevole.» «Sarà dura!», confermò Rina «Gilda hai sentito qualcosa da Rosa?» «Sono andata a farle le condoglianze e mi sono offerta di darle una mano per il funerale quando le restituiranno il corpo. Poveretta! È come impietrita, guarda nel vuoto e non dice una parola. Non riesce a versare neanche una lacrima.» «Deve essere sotto shock. Quando si renderà conto di quello che è successo, non oso immaginare come starà», commentò Annalisa che nel frattempo aveva servito loro il caffè «non vorrei essere nei suoi panni», sussurrò. Per un attimo la conversazione si fermò, ognuna di loro sembrava riflettere sulle ultime parole di Annalisa mentre sorseggiavano la bevanda, così la padrona di casa, ne approfittò per cercare di riportare la conversazione sul motivo che le aveva riunite.
L'ultimo libro letto dal gruppo era appunto un romanzo contemporaneo che non aveva nulla a che vedere con il giallo: La doppia vita di Piero. «Cosa ne dite della storia che abbiamo appena letto?» Quella domanda distolse le donne dall'argomento che teneva banco ogni momento della giornata. Per un attimo nessuna di loro parlò. Sembravano essersi perse fin quando iniziarono a brontolare sottovoce. «Sembrava una storia vera.» La trama di quell'opera, scatenò nel gruppo la solidarietà femminile nei confronti di tutte quelle donne che, purtroppo, vengono cornificate dai rispettivi consorti. Nel mondo ci sono moltissimi “Piero”, sia in versione maschile che femminile... «Mamma mia Annalisa!», saltò su Maria «Hai scelto un libro che mi ha sconquassata!» «Sì, concordo con Maria. Piero mi ha fatto così arrabbiare che se lo avessi avuto davanti gli avrei spaccato la testa!» «E avremmo avuto un nuovo caso da risolvere!» Tutte risero alla battuta di Maria. «Sì, Annalisa. E ti dirò di più: La madre di Piero mi ha irritata più di tutti... è un personaggio impossibile da amare.» «Hai ragione Verò. Lui, è un uomo egoista e manipolatore e su questo siamo tutte d'accordo, ma la madre! Uhh! Lei che lo ha coperto e sostenuto in tutte le sue nefandezze è da prendere a calci! Fortuna che non ho una suocera così!» la rimbeccò Gilda. «Se devo essere onesta ero dispiaciuta per la moglie, ma anche per l'amante! In fondo le stava prendendo in giro entrambe!» «Sì, Bettina. In questo libro ci sono due donne che meritano tutto il nostro appoggio mentre la suocera... quella proprio è una vera stronza», rispose Gilda. «Ma in tutto questo, cosa ne pensate della scelta dell'autrice di pubblicare questo libro?» Annalisa era curiosa, tanto più che il prossimo romanzo che intendeva proporre loro era il seguito giallo di quella storia. «Oh beh, la scrittrice ha avuto un gran coraggio. Non è certo un argomento facile. Piero non si ama e nonostante ciò, la lettura scorre via veloce. Non volevo andare avanti, ma nello stesso tempo volevo vedere come andava a finire», rispose Angela e tutte furono d'accordo con lei. Gilda, non potendo fare a meno di atteggiarsi a protagonista, partì a raffica con i suoi soliti pettegolezzi. «Mentre leggevo di Piero non ho potuto fare a meno di pensare che anche qui da noi ci sono così tante coppie che hanno mariti o mogli che si comportano allo stesso modo...» e mentre le altre annuivano lei scuoteva la testa continuando «Prendete Nadia la sarta. Ho sentito dire che il marito è sempre ubriaco, dalla mattina alla sera e non fa altro che girare per tutti i bar di Gesualdo, se non lo trovi a quello in piazza Neviera a giocare a carte con il suo “bicchieruccio” accanto, lo trovi a quello del B&B Pietra Spaccata, poi passa alla pasticceria e a quello in corso Italia e non si accorge mai di niente mentre lei tiene banco qui e là, non so se mi capite...» terminò di parlare e fece una smorfia quasi disgustata. «Ma lo sanno tutti che Nadia è una tipa allegra!», commentò ridacchiando Rina. «Però c'è di peggio! Ci sono quelli che invece se ne vanno in quel club a... non mi ricordo dove, me lo avevano detto, ma mi sono dimenticata», alzò le spalle, tanto il luogo non era importante quanto il comportamento «vabbè non importa dove si trova. So comunque che è un club privato e che lì fanno un sacco di zozzerie! Vanno marito e moglie e si scambiano con altri. Che schifo!» «Rina! Ma cosa dici?» si scandalizzò Bettina. «Sì, l'ho sentito dire anch'io! Non si sta inventando niente.» «Non faccio nomi, ma so per certo che ci sono almeno tre o quattro coppie di qui che ci vanno, e mentre lui se la spassa con la moglie di un altro, lei si fa ripassare dal marito di un'altra.» «Io uno così lo prenderei a padellate!» «Abbiamo letto un libro, ma in fondo, il romanzo rappresenta davvero la realtà della vita» le rispose Gilda. Annalisa, mentre le donne spettegolavano ancora su fatti e misfatti del loro circondario, aveva ascoltato senza intervenire, ma quando è troppo è troppo! Doveva riprendere in mano le redini del discorso e riportarlo su binari meno personali. «Allora se siete tutte d'accordo con la nuova lettura, possiamo darci appuntamento alla prossima settimana.» Le donne si alzarono, un ultimo sguardo al cellulare e si accomiatarono. |
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