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Manuale di pubblicazione Amazon KDP. Sempre più autori emergenti decidono di pubblicarse il proprio libro in Self su Amazon KDP, ma spesso vengono intimoriti dalle possibili complicazioni tecniche. Questo articolo offre una spiegazione semplice e dettagliata delle procedure da seguire e permette il download di alcun file di esempio, sia per il testo già formattato che per la copertina.
Self Publishing. In passato è stato il sogno nascosto di ogni autore che, allo stesso tempo, lo considerava un ripiego. Se da un lato poteva essere finalmente la soluzione ai propri sogni artistici, dall'altro aveva il retrogusto di un accomodamento fatto in casa, un piacere derivante da una sorta di onanismo disperato, atto a certificare la proprie capacità senza la necessità di un partner, identificato nella figura di un Editore.
Scrittori si nasce. Siamo operai della parola, oratori, arringatori di folle, tribuni dalla parlantina sciolta, con impresso nel DNA il dono della chiacchiera e la capacità di assumere le vesti di ignoti raccontastorie, sbucati misteriosamente dalla foresta. Siamo figli della dialettica, fratelli dell'ignoto, noi siamo gli agricoltori delle favole antiche e seminiamo di sogni l'altopiano della fantasia.
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Writer Officina
Autore: Cesare Bartoccioni
Titolo: Di robot, AI, androidi docenti e umani piangenti
Genere Fantascienza
Lettori 185 1
Di robot, AI, androidi docenti e umani piangenti
Un'ultima conferma

Il Ministero dell'Istruzione Aumentata aveva indetto, finalmente, dopo le ripetute richieste dei sindacati di categoria, il Concorso Pubblico per titoli ed esami finalizzato all'assunzione di cinquantamila docenti a tempo indeterminato, per le varie classi di insegnamento.
Il Ministro, a reti unificate, aveva annunciato, in pompa magna, con tutto il Governo presente disposto a teatro dietro di lui, l'imminente avvio delle procedure:
“Dopo dieci anni dall'ultimo concorso”, aveva principiato il Ministro, infilato in un sobrio vestito in doppiopetto blu scuro, camicia bianca, cravatta rossa, e scarpe da ginnastica bianche Ipertecno (di quelle che aumentano la spinta del passo, ultimo ritrovato della scienza sportiva), la pelata lucida e gli occhiali con la montatura in filo d'oro, che costituiva l'unico blando segno distintivo del volto altrimenti amorfo, “il nostro Governo vuole ridare valore alla Scuola e alla professione docente, confermando l'impegno che ci ha caratterizzato fin dall'inizio della legislatura per garantire l'oggettiva meritocrazia e la linearità dell'insegnamento pubblico, scevro come dev'essere da qualsiasi deriva alternativa o radical chic che tanto minacciano le nostre future generazioni.”
Il Ministro aveva proseguito quindi, dopo lo stacco pubblicitario, a dettagliare le fasi del Concorso, al quale avrebbero potuto accedere tutti i detentori del regolare titolo universitario previsto, oltre ai nuovi diplomati presso la recentemente costituita UDAD, Università Digitale A Distanza, ideata dal multitrilionario Eloardo Musetti, principale finanziatore del partito di governo, che negli ultimi anni si era aggiudicato tutti gli appalti pubblici per i servizi accessori scolastici (mense, edilizia, fondi pensione, scuole paritarie, istituti d'istruzione superiore online, digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, gestione dei piedibus) reinvestendo i fondi legittimamente ricavati da un non meglio specificato commercio triangolare tra Colombia, Sicilia e Stati Uniti.
La UDAD, nel primo anno di attività, grazie alla sua premiata formula quattro in uno, aveva già sfornato cinquantamila docenti diplomati in pedagogia e specializzati in docimologia.
Il Concorso, aveva continuato a spiegare il Ministro, si sarebbe svolto in tre fasi distinte: una prima prova scritta di cultura generale; una seconda prova orale incentrata su pedagogia e docimologia; una terza prova pratica dove l'aspirante docente avrebbe dovuto simulare una lezione di fronte alla commissione esaminatrice. Una volta terminate le prove con esito positivo, aveva concluso il Ministro, per poter garantire una effettiva corrispondenza identitaria, il candidato avrebbe dovuto completare un'ultima conferma, le cui istruzioni avrebbe ricevuto al termine delle procedure.
Il professor Filetti, precario da vent'anni per la classe di concorso AM2B, lingua inglese per la scuola secondaria di I grado, si preparò con cura al concorso, acquistando per la modica somma di Euro 2.500 (per il cui acquisto non era valida la Carta Docente) il volume obbligatorio di preparazione: Come affrontare e superare il Concorso Pubblico per Titoli ed Esami e Diventare Docente a Tempo Indeterminato, pagine 6.500, edizioni Eloardo Musetti.
Dopo essersi iscritto online al Concorso, inserendo nell'apposito campo il codice riportato nel talloncino del volume, a controprova dell'acquisto, il professor Filetti dedicò i tre mesi successivi allo studio del testo, chiedendosi se avesse dovuto segnalarne gli innumerevoli errori ortografici e grammaticali, oltre alle pagine stampate male e quelle ripetute (circa la metà del totale).
Il primo settembre, nella palestra della scuola media più vicina a casa, il professor Filetti affrontò la prova scritta, che consisteva nello svolgimento di un tema riportante la traccia seguente:
“Esamina la professione docente alla luce dei valori giudaico-cristiani della società occidentale, evidenziando le criticità derivanti dalle problematiche new age, woke e radical chic che minacciano il corretto sviluppo culturale delle nuove generazioni”.
Una settimana dopo, il professor Filetti rispose alle domande della Commissione su pedagogia e docimologia, notando una certa insofferenza da parte degli esaminatori quando fece loro notare i numerosi errori, anche terminologici, riscontrati nel testo di preparazione.
Dieci giorni più tardi, il professor Filetti diede il meglio di sé, dall'alto della sua ventennale esperienza, nella sua lezione tipo, durante la quale portò alcuni esaminatori assolutamente negati non solo nelle lingue, ma anche nella più elementare espressività italiana, a comunicare tra loro in inglese.
“Bene, professore”, gli sorrise con la bocca, ma non con gli occhi, la Presidente della Commissione d'esame, “nel caso di superamento, le giungeranno per e-mail le istruzioni per l'ultima conferma”.
“Posso fare una domanda?”, azzardò Filetti.
I Commissari si guardarono l'un l'altro interdetti.
“Beh...”, rispose la Presidente dopo un momento di sconcerto, “... dica pure, ma non abbiamo molto tempo...”.
“Ah, no, è solo una curiosità”, si affrettò a tranquillizzare Filetti, agitando la mano destra col palmo aperto come a voler significare che non era nulla di troppo importante. “Ho solo notato che in questa palestra avremmo dovuto essere più di mille candidati, in base ai tabelloni appesi all'ingresso, ma a occhio siamo al massimo un centinaio. Vuol dire che molti non si sono presentati?”
La Presidente si irrigidì impercettibilmente, ruotando lo sguardo a destra e a manca verso i suoi colleghi esaminatori, quindi si profuse in un sorriso forzato e, con una innaturale nonchalance, spiegò al professor Filetti, con un tono di vaga supponenza, che il grosso degli iscritti era formato dai diplomati della UDAD, i quali, in base al regolamento ministeriale approvato in concomitanza con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Concorso, potevano sostenere le prove online.
Il professor Filetti, senza proferir altro, si alzò, strinse la mano dei Commissari, salutò rispettosamente e altrettanto rispettosamente si congedò.
Alla fine di settembre, il professor Filetti ricevette un'e-mail direttamente dal Ministero dell'Istruzione Aumentata, ove si confermava il superamento del Concorso Pubblico per titoli ed esami, e si invitava l'aspirante docente a procedere senza indugio alla conferma finale della propria identità, cliccando sul link riportato e accedendo al portale tramite credenziali SPID (servizio che era stato ultimamente appaltato alla Eloardo Musetti Digitalization Ltd, start up con sede a Cipro, e che, per migliorarne la fruibilità, era ora diventato a pagamento, al modico canone annuo di 1.500 euro).
Il professor Filetti cliccò sul link, si autenticò al portale, pagò la tassa prevista di 800 euro per aprire la finestra pop-up di conferma, che gli presentò le seguenti opzioni:

[] sono un robot [] non sono un robot

Il professor Filetti spuntò senza esitazione “non sono un robot”.
Si aprì una seconda finestra, con il seguente messaggio:

“Siamo spiacenti, ma non hai superato l'ultima conferma.”

6. Il secondo lavoro del signor D.

Il signor D., impiegato al catasto del Comune di P., aveva un problema.
A fronte di uno stipendio netto di 1.300 scudi mensili, stipendio già decurtato dalle rate per prestiti accesi a causa del blocco dei salari attuato dal Governo nei dieci anni di crisi finanziaria in cui il Paese si era venuto a trovare per via delle politiche di investimento sulle grandi opere infrastrutturali le quali erano tosto rimaste a un terzo dei lavori previsti macinando otto volte tanto il budget inizialmente accantonato provocando quindi il default del debito sovrano per il cui ripianamento il Parlamento, in via del tutto emergenziale, aveva sospeso sine die le elezioni attuando la clausola 66 della Costituzione che recitava “... nei casi previsti dalle leggi ordinarie, i cicli normalmente previsti delle tornate elettorali possono essere interrotti qualora si rilevi la necessità, a insindacabile giudizio del Consiglio dei Ministri, di evitare ulteriori aggravi alla spesa pubblica nazionale ...”, il signor D. doveva affrontare costi di affitto e utenze pari a 1299 scudi al mese.
Il problema del signor D. consisteva quindi nel semplice fatto matematico di non poter sopravvivere per un mese intero con soltanto 1 scudo.
Il contratto pubblico, che era tenuto a rispettare pena il licenziamento in tronco senza risarcimento con contestuale decaduta di qualsiasi spettanza pensionistica, prevedeva l'assoluto divieto di svolgere altre attività.
Per quanto riguardava la spettanza pensionistica, ad ogni modo, rifletté tra sé e sé il signor D., mentre diligentemente archiviava gli ultimi censimenti degli immobili comunali, tra cui otto nuove ville con piscina intestate al figlio primogenito del Presidente del Consiglio dei Ministri, già Sottosegretario alle Opere Pubbliche durante gli anni delle Grandi Opere Infrastrutturali, e la demolizione di quarantasette alloggi popolari, ritenuti ormai obsoleti e malsani, il cui terreno era già stato destinato alla realizzazione di un resort di lusso il cui responsabile di progetto era il figlio secondogenito del Presidente del Consiglio dei Ministri, tale spettanza era già un problema superato, poiché il fondo pensione privato gestito dal figlio terzogenito, e fortunatamente, meditò il signor D., ultimo, del Presidente del Consiglio dei Ministri, su cui erano confluite negli anni precedenti tutte le somme fino ad allora accantonate per i dipendenti pubblici, causa la congiuntura finanziaria sfavorevole, pur avendo investito in quelli che erano stati dal Governo stesso definiti sicurissimi titoli pubblici dei paesi emergenti, che nel solo primo anno avevano perso il 97% del valore originario, aveva da poco dichiarato la bancarotta con conseguente insolvenza.
Ergo, il signor D. si sentì vagamente legittimato nell'accettare la proposta che gli era giunta il giorno prima per posta elettronica da parte di una certa “AIA, Azienda indipendente per lo sviluppo dell'Intelligenza Artificiale”.
La richiesta era abbastanza innocua e semplice, considerò il signor D. Si trattava soltanto di inserire, in appositi campi di appositi moduli che avrebbe ricevuto giornalmente sempre per posta elettronica, i dati catastali richiesti. Il pagamento offerto era di 1 scudo per ogni inserimento.
Al termine della giornata lavorativa, il signor D. quindi, aperto il modulo appena ricevuto, inserì i 58 dati richiesti. La mattina dopo, si ritrovò 58 scudi accreditati sul suo conto.
Il secondo lavoro del signor D. andò così avanti per i tre mesi successivi, con inserimenti puntuali e altrettanto puntuali pagamenti, tanto che il signor D. poté ripianare gran parte dei debiti a suo tempo contratti e, con gli scudi rimanenti, concedersi perfino il lusso di una pizza, anche se dovette accontentarsi di normale acqua del rubinetto come bevanda, in quanto la birra alla spina, gravata com'era dalle nuove tasse sugli alcolici, approvate dal Governo per combattere la tanto incomprensibile quanto dilagante propensione all'alcolismo della popolazione, si trovava leggermente al di sopra del budget rimastogli.
Il giorno dopo la pizza, a fine lavoro, si stupì nel non ricevere, come ormai era diventata un'abitudine giornaliera, il consueto modulo per l'inserimento dei dati.
Il giorno successivo, neanche.
Il giorno dopo ancora, idem.
Il quarto giorno il signor D. pensò di contattare la AIA per chiedere delucidazioni sull'interruzione dei moduli e, di conseguenza, dei pagamenti connessi.
Le e-mail inviate gli tornarono al mittente con la dicitura “destinatario inesistente”.
Provò a connettersi al sito, il cui indirizzo era riportato in calce alla prima e-mail ricevuta, quella della proposta lavorativa, e si trovò di fronte una pagina nera con il seguente messaggio pop-up:
“Grazie per essere stati con noi. Vi auguriamo tutto il meglio.”
Va be', allargò le braccia in segno di rassegnazione il signor D., con tutti i fallimenti in giro per il paese, sarà fallita anche questa. Pazienza, almeno tra tutto son riuscito a mangiarmi una pizza.
Giorni dopo, il signor D., al termine di un'ennesima giornata lavorativa, uscì dal palazzo comunale e si diresse verso casa.
La sua meditazione a testa bassa sul prossimo e inevitabile distacco di gas e luce, previsti a fine mese, fu interrotta da un vociare concitato proveniente dall'edicola posta all'angolo tra la piazza comunale e la via del Duomo.
Si avvicinò e chiese cosa fosse successo.
Uno degli avventori, per tutta risposta, gli spinse in mano un giornale aperto.
Il signor D., stupito dalla mancanza di gentilezza altrui, posò lo sguardo sull'articolo d'apertura e lesse con gli occhi.
“Terremoto politico ai vertici della nazione. Il Governo si è dimesso! Per cause ancora da definire, nell'ultima settimana vi è stato un generale passaggio di proprietà di tutte le unità immobiliari del Paese. I soggetti più colpiti, che pare abbiano svenduto tutti i loro beni per la cifra simbolica di 1 scudo, sono, a quanto trapela, i tre figli del Presidente del Consiglio dei Ministri, i quali, come si sa, possiedono, o meglio possedevano fino a sette giorni fa, il 98,5% di tutti i beni nazionali. Questo trasferimento proprietario senza precedenti sembra inoltre non limitarsi alle proprietà materiali, ma anche a tutte le quote societarie che i tre noti pargoli detengono, o meglio detenevano, nelle principali aziende pubbliche e private dei settori strategici (energia, banche, trasporti, sanità, casse di deposito e partecipate della difesa e delle gestioni carcerarie). Secondo i nostri inviati, l'acquirente sarebbe una non meglio identificata AIA, Azione per l'Indipendenza Artificiale. Non sappiamo chi vi sia dietro tale dicitura, in quanto tutti i nostri tentativi di richiesta di contatto, tramite il sito web riportato nei contratti di acquisto, vengono costantemente respinti al momento di spuntare la casella obbligata riportante la dicitura [] non sono un robot”. Vi terremo aggiornati nei prossimi giorni.
Cesare Bartoccioni
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