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Autore: Sephy Fontaine
Titolo: Heart of Darkness: Metamorphosis
Genere Urban Fantasy
Lettori 124
Heart of Darkness: Metamorphosis

Gli occhi di Chris erano rosso sangue. Quando era sgattaiolata via dal Jazz Club lasciando Kyle e i suoi amici senza avvisare, continuava a pensare che non poteva essere possibile che fosse diventata un vampiro.
Credeva fosse una visione, un'immagine concepita dalla sua fantasia, una specie di trauma che aveva vissuto di recente, e forse le aveva lasciato degli strascichi.
Forse sarebbe finita come Natalee, o peggio. Sarebbe stata ricoverata in una clinica psichiatrica, delirando a proposito di occhi rossi, vampiri e lupi mannari, finendo i suoi giorni internata in un deprimente manicomio per colpa di un vampiro.
Perché potrebbe essere stato Derek a usare il suo potere in lontananza, mostrandole cose che non esistevano. "I vampiri conoscono i tuoi desideri più segreti", aveva detto Kyle. E lei aveva desiderato ardentemente diventare un vampiro prima che Derek le spiegasse in che modo assurdo poteva diventarlo.
E poi l'abbandonò, lasciandola sola a New Valley.
Era passata esattamente una settimana dalla sua partenza. Ed era da qualche giorno che aveva iniziato una storia con Kyle Hasting.
Ma la storia non prometteva bene, visto che Chris non gli voleva parlare, offesa dal fatto che lui non avesse preso le sue parti al Jazz Club, quando quella lì, la ragazza di nome Holly l'aveva chiamata "sacca di sangue".
Kyle si era meritato uno schiaffo quando si era permesso di offenderla, ma Holly si meritava un tavolo sbattuto sulla testa.
Davvero un buon inizio per il nuovo anno, pensò Chris, arrabbiata.
L'anno precedente si era chiuso in modo pessimo.
Il ragazzo che amava con tutta se stessa se ne era andato, la sua salute mentale sembrava essere compromessa, il suo nuovo ragazzo non era un granché, e i suoi amici non l'avevano accolta a braccia aperte, e non lo faranno mai, visto che la bionda condizionava facilmente il giudizio altrui.
Quando ricevette una chiamata da Kyle che subito rifiutò, le arrivò un messaggio con scritto: "Dove sei finita?".
Chris gli rispose che per il momento non le andava di sentirlo, e volle aggiungere che i suoi amici erano pessimi e senza la capacità di ragionare con il proprio cervello.
Inoltre, gli disse che non sarebbe mai più uscita con loro.
Non c'era bisogno di scrivere quest'ultima frase, ma non gliene fregata niente. Chi si credeva di essere quella Holly per trattarla così?
Era un fetido lupo che nelle notti di luna piena probabilmente camminava a quattro zampe e ululava alla luna, con il corpo ricoperto di peli ispidi e mille pulci che saltellavano allegramente tra la pelliccia. Mentre Chris fissava il soffitto, si allungò verso il comodino per prendere il cellulare e scrivere un altro messaggio a Kyle, dicendogli che avrebbe fatto meglio a stare a debita distanza da lei e non prendersi il disturbo di passare da casa sua a trovarla, perché tanto non gli avrebbe parlato.
Quindi, poteva starsene serenamente in compagnia dei suoi amici, visto che non si era neanche preoccupato di difenderla, dando ragione a quello che aveva detto Holly con quella patetica scena muta.
Era rimasto muto come un pesce.
Ora, Chris non riusciva più a pensare.
Fu nuovamente colta da quelle fitte lancinanti alle tempie, da quel dolore martellante che aveva sopportato per quasi tutta la notte, tormentandola nel sonno e svegliandola un paio di volte.
Non può succedermi di nuovo, pensò, allarmandosi. Non era un vampiro.
Non lo era. Si ripeté che era tutta una finzione, e che presto sarebbe tutto finito.
Di buon mattino si alzò dal letto, traballante.
Tutto era sfocato intorno a lei.
Per fortuna la situazione migliorò quando arrivò al piano di sotto, inebriandosi del profumo delizioso del cacao.
Erano gli ultimi giorni di vacanza, ed era gennaio, l'inizio di un nuovo - e per niente promettente - anno. Jared aveva già consumato quasi tutta la sua abbondante colazione, addentando con gusto un pancake.
Terence smanettava con il cellulare come sempre. Audrey invece si era appena accomodata a tavola. - Chrissy, stai bene? Ti vedo più pallida del solito - , le chiese Audrey, preoccupata.
- Sto bene. Ho solo un po' di mal di testa - , rispose Chris.
- Siediti. Ti ho preparato una colazione con i fiocchi. Cinque pancake tutti per te, marmellata di ciliegie e cereali - , disse affabile la donna, mettendole davanti la gustosa colazione.
Come ultima cosa, mise in tavola una tazza di latte fumante con il cacao. Tutto questo avrebbe dovuto scatenarle una gran fame ma Chris venne assalita da un senso di nausea, premendosi una mano sullo stomaco. - Ti ringrazio, mamma. Ma tutto questo è eccessivo. Mangerò soltanto due pancake e un po' di cereali - .
- Ti sei messa a dieta? - , le chiese Jared mentre masticava. - E' la prima volta che vedo la - Gran Mangiona - rifiutare la sua colazione preferita. Per caso hai dei problemi con Kyle? Ti ha fatto qualcosa? Perché se è così, gli spacco la faccia! - . Il fratellone iperprotettivo si puntò un dito sul viso, aggrottando le sopracciglia folte dove si posavano i ricci castani.
Il tuo migliore amico non è così perfetto come me lo immaginavo, pensò Chris.
E avrebbe detto questo e altro ad alta voce se qualcuno non avesse suonato il campanello, interrompendo il momento della colazione.
- Vado io - , disse Terence.
La colazione continuò tranquillamente, con Jared che continuava a punzecchiare la sorella minore.
Finché Chris si stava quasi soffocando con i cereali quando vide Kyle fare il suo ingresso in cucina, appena dietro il suo patrigno.
- Guardate chi è venuto a trovarci - , disse Terence allegramente.
Audrey sorrise a Chris, che abbassò subito gli occhi con imbarazzo. Nessuno era a conoscenza degli ultimi aggiornamenti sulla storia d'amore che aveva appena avuto inizio.
Non si era confidata con sua madre, non aveva minimamente fatto cenno del litigio con Kyle avvenuto nella notte dell'ultimo dell'anno.
Chris adesso mordeva i pancake con una certa rabbia, immaginando di mordere lui sul collo.
Voleva penetrare gli incisivi nella sua carne e fargli male. - Kyle, unisciti a noi. Gradisci della cioccolata calda? L'ho appena fatta. Oppure preferisci il burro d'arachidi? O uova strapazzate? - .
Audrey sembrava esaltata ogni volta che Kyle si trovava a casa Gadely, riservandogli un trattamento che nemmeno un principe riceveva dai suoi servitori. Gli fece cenno di accomodarsi a tavola, sollevò dei pancake, andò a prendere un barattolo mezzo vuoto di burro d'arachidi, mostrandolo al ragazzo come se stesse facendo una pubblicità del prodotto da vendere.
- Grazie, signora Gadely, ma ho mangiato parecchio stamattina. Sono venuto per parlare con Chris - . - Bene! Sapevo che c'era qualcosa che non andava. Dimmi subito che cosa hai fatto a mia sorella - , reagì subito il coraggioso Jared, puntando i suoi occhi verdognoli a Kyle.
Talvolta assumevano una tonalità azzurro-verde alla luce del sole, ed erano incredibilmente simili a quelli di Chris.
Alla vista dell'aggressività di Jared, Kyle alzò le mani in segno di resa, facendo un passo indietro.
- Non è successo niente, solo uno stupido malinteso - . - E tu lo chiami malinteso? - , sbottò allora Chris, scattando in piedi con così tanto impeto che la sedia scivolò all'indietro.
I suoi occhi verdi erano iridescenti, e un fuoco ardeva in essi.
- Ti avevo detto di non presentarti qui! Non voglio parlare con te - . - Bè, sono venuto lo stesso. Andiamo fuori e parliamone - . - Si può sapere che cosa ti ha fatto? - , s'intromise Jared, mettendosi a fianco alla sorella minore e guardando Kyle con aria minacciosa, con l'intenzione di fare a pugni con lui.
Ma i muscoli non gli sarebbero affatto serviti in uno scontro corpo a corpo con Kyle, con un vampiro che possedeva il triplo della forza umana.
Nonostante si nutrisse di sangue artificiale, tutte le qualità fisiche e psichiche di un vampiro restavano invariate. Kyle non avrebbe fatto del male al suo migliore amico. Non il Kyle Hasting che Chris aveva baciato nella sua stanza.
Ultimamente, Kyle aveva messo in mostra la parte più oscura del suo essere, quella aggressiva e pericolosa, e non si sarebbe meravigliata se adesso avrebbe spezzato qualche osso a suo fratello.
Ormai si aspettava di tutto da un vampiro, buono o cattivo che sia. Aveva appreso che nessun vampiro era totalmente buono, nessuno lo era, nemmeno gli esseri umani.
Molti mortali erano capaci di tenere a bada il loro lato oscuro e far prevalere il lato buono, ma per i vampiri era tutto molto più complesso.
Nessun vampiro era buono nel profondo, incluso Kyle, il vampiro che fino ad ora non si era mai azzardato a toccarla con un dito e prendere del sangue da lei, anche se ne aveva avuto l'occasione più di una volta, come quando erano rimasti completamente soli in casa, nella sua stanza, scambiandosi un bacio appassionato.
Ma, da quando Kyle aveva scoperto la sua relazione con un altro vampiro, e che Chris gli faceva bere il suo sangue, lui era cambiato.
Era diventato più aggressivo e rabbioso, lasciando campo libero all'essere oscuro che era racchiuso dentro il suo corpo.
Come in questo caso, che non si era tirato indietro di fronte a Jared, un essere umano che non avrebbe mai potuto competere con un vampiro. Ma lo stupido umano era troppo sicuro che il suo migliore amico, il ragazzo che considerava come un fratello, non avesse mai risposto alle provocazioni, sapendo che Jared era fragile. - Io non gli ho fatto niente - , sibilò Kyle, ritraendo il labbro superiore. Si sta arrabbiando sul serio, pensò Chris.
Allora si mise in mezzo ai due ragazzi. - Va bene, andiamo fuori a parlarne, basta che ce ne andiamo da qui - .
- Non andate da nessuna parte se prima non mi dici che cosa ti ha fatto il signorino qui presente - , insistette Jared, facendo un altro passo verso Kyle, che non era indietreggiato neanche di un centimetro.
I due si fissarono dritti negli occhi con l'aria di voler dare inizio a uno scontro, dove Jared ne sarebbe uscito con qualche costola rotta, com'era successo a Twila quando venne colpita da una pallonata potente lanciata da Linsey, la mitica ragazza-lupo.
Chris s'infilò nel piccolo spazio che divideva i due giovani uomini e li spinse indietro, allontanandoli l'uno dall'altro.
- Kyle, andiamo! - , disse, trascinando via per una mano il vampiro recalcitrante.
L'ultima cosa che voleva era che l'amicizia tra Kyle e suo fratello s'incrinasse per causa sua, e Jared finisse di nuovo in brutti giri e cacciato via dal college dove ultimamente stava dando il meglio di sé grazie al prezioso aiuto di Kyle e alla sua positività.
Una volta fuori, Chris diede un colpetto sul braccio di Kyle.
- Ma sei impazzito per caso? Avevo paura che volessi veramente fare a pugni con mio fratello - .
- In effetti, avrei voluto farlo. Non sopporto quando fa lo spaccone con me pur sapendo cosa sono - . - Ora smettila di fare il superiore e tornatene a casa tua - . Kyle inarcò un sopracciglio con aria interrogativa.
- Mi stai cacciando via? Io sono venuto qui per dirti scusa per l'altra sera. Holly è una tipa abbastanza complicata e fumantina. Non avrebbe dovuto chiamarti in quel modo>.
Chris evitava di guardarlo negli occhi, mettendo il broncio e facendo vagare lo sguardo nel cielo cupo.
- Bè, resta il fatto che tu sei rimasto in silenzio. Il che significa che approvi quello che ha detto la tua ragazza - .
- Holly non è la mia ragazza. E' fissata con la storia della diversità fra il nostro clan e i vampiri comuni. Odia tutti i nostri simili, specialmente Derek Whintacker - .
- E perché lo odia così tanto? - , volle sapere Chris, incuriosita, pentendosi subito di avergli posto questo tipo di domanda che avrebbe potuto accendere il fuoco della rabbia che Kyle aveva appena placato.
Nominando Derek, gli avrebbe fatto capire che il vampiro malvagio fosse ancora nei suoi pensieri malgrado stessero insieme.
Ma non era per niente così. Chris non pensava minimamente a Derek da quando aveva dato inizio alla sua nuova storia d'amore.
L'unica volta che si era azzardata a sfiorare il volto di Derek col pensiero era stata all'alba del giorno precedente.
Kyle la guardò con sospetto, ma poi rispose alla sua domanda con tranquillità. - Tutti noi odiamo Derek Whintacker perché in passato si è accanito contro i vampiri del nostro clan, uccidendo molti di noi, sia vampiri che lupi mannari che decidevano di abbandonare il vecchio stile di vita e ricominciare a vivere come esseri umani. Lui ha dato inizio alla rivalità tra le due razze. Una rivalità che è durata fino a qualche secolo fa. Tutti noi credevamo che fosse morto, ma ora è ritornato, e questo potrebbe mettere fine alla pace - .
Alla fine del racconto, Kyle scrutò il cielo distrattamente, con un luccichio negli occhi blu che ricordava il mare cristallino in un pomeriggio d'estate.
- Ti ho perdonata per i tuoi errori, Chris. Adesso sono io che ho bisogno del tuo perdono - , disse Kyle, guardandola.
- Ti domando scusa per non averti difesa con Holly. Non accadrà più, promesso - . Quando le prese le mani, Chris trasalì leggermente.
Ma non si sentì scuotere dentro da un brivido caldo, niente farfalle nello stomaco o roba del genere, niente che somigliasse all'amore.
Qualcosa era cambiato in lei dalla notte dell'ultimo dell'anno passato al Jazz Club. In realtà era cambiato qualcosa dapprima che si mettesse con Kyle, prima che ci fosse il primo appuntamento.
Qualcosa era ufficialmente cambiato da quando Derek le aveva fatto bere il suo sangue per guarire la ferita inferta dal vampiro mandato dalla donna-lupo.
Ma Chris non voleva ammetterlo, non era disposta a considerare che quel sangue l'avesse trasformata, mescolandosi con il sangue che già aveva in circolo nelle vene prima che venisse data alla luce.
Una volta, Linsey le aveva detto che era una creatura davvero speciale. Il sangue di vampiro avrebbe dovuto ucciderla, non renderla simile agli immortali. E adesso, con il sangue di Derek in circolo, potrebbe essere diventata....
Io non sono un vampiro, pensò la ragazza con risolutezza, concentrando tutto il suo pensiero su Kyle e su quelle mani calde che stringevano le sue, sfiorandole il dorso con il polpastrello del pollice.
- C'è qualcos'altro che devo dirti a parte farti le mie scuse. E' una cosa che avrei voluto dirti due mesi fa - . Poi, Kyle alzò lo sguardo per incontrare gli occhi verdi e luminosi di Chris.
- Io ti amo, Christine Gadely - . Una dichiarazione come questa avrebbe dovuto scatenare una serie di emozioni e sensazioni nel corpo di Chris, per esempio una gioia immensa che le colmava il cuore, un brivido infinito che le attraversava ogni muscolo, una passione infuocante che avrebbe dovuto travolgerla come le onde di un mare in tempesta.
Avrebbe dovuto saltargli addosso e baciarlo appassionatamente, dicendogli che anche lei lo amava e che non aspettava altro, andandosene via con lui e passando un'intera nottata insieme.
Ma Chris non provò niente di tutto questo.
Niente di niente.
Ed era orribile che non sentisse nulla, nemmeno un pizzico di sentimento.
Era come se fosse vuota dentro, come se non fosse capace di provare un'emozione, come se il suo corpo fosse privo di anima e di un cuore umano. Fino a qualche giorno fa era certa di essersi finalmente innamorata di Kyle, tanto da desiderare di spingersi oltre con lui nella sua stanza e confessargli per prima che lo amava da impazzire, e che nessuno si sarebbe mai messo fra loro.
Era convinta che le cose sarebbero migliorate dopo che il rapporto si era incrinato, e di voler passare una lunga e felice vita insieme e costruire un futuro. Vivere una vita umana.
Le lacrime che le bagnarono il viso non erano di gioia, ma di tristezza. Ma Kyle stava sorridendo, ignaro di ciò che stava succedendo realmente dentro Chris. Che cosa avrebbe dovuto fare adesso?
Dirgli che non sentiva nulla e spezzargli il cuore?
Doveva essere insensibile e dirgli la verità, consapevole di perderlo per sempre?
Lo aveva deluso già una volta andando dietro a Derek, a un vampiro che l'aveva usata, trattandola come cibo per sfamarsi.
Non aveva il coraggio di dire la verità e deluderlo di nuovo, rischiando di perderlo per sempre.
Ma mentire sui suoi veri sentimenti era molto peggio, simulando un amore che in realtà non esisteva.
Tutto questo è colpa di Derek, pensò Chris, gettando le braccia al collo di Kyle e stringendolo con forza. Quel dannato vampiro senz'anima le aveva avvelenato la mente, le aveva rovinato la vita, mandando a monte ogni suo progetto e rovinando il rapporto che stava iniziando con quel bellissimo e sincero ragazzo che aveva dinanzi a sé.
Accidenti a me e alla mia stupidità, pensò Chris. Si odiava moltissimo per essersi lasciata abbindolare dal vampiro dagli occhi ambrati che l'aveva ingannata, giocando con lei come il gatto con il topo, come un forte leone ruggente con il debole cervo.
Lei era davvero convinta di poterlo cambiare, di poter essere capace di mutare il suo cuore nero e ridargli quell'umanità che aveva perduto cinquecento anni prima, illudendosi che lui sarebbe ritornato ad amare, che l'avrebbe amata con tutto se stesso, nella stessa egual maniera in cui aveva amato la dolce e innocente Octavia Effingham.
All'epoca aveva aperto il suo cuore al mondo umano, andando contro la sua natura da cacciatore per amore, per una donna, per assomigliare a colei che amava.
Ma quell'orribile tradimento gli aveva spezzato il cuore in due parti, lo disintegrò, e le tenebre lo avevano avvolto, spegnendo la luce dell'umanità che riluceva nei suoi occhi, richiamandolo a far di nuovo parte del mondo a cui aveva deciso di appartenere prima di scoprire cosa significasse amare.
Alla fine, Chris si pentì amaramente di essersi lasciata andare, di essersi comportata da ragazzina sciocca e irresponsabile che credeva in qualcosa d'impossibile, rincorrendo qualcuno che era già morto da tempo, un corpo che non ospitava nessuna anima, dove non c'era né respiro, né battito cardiaco.
Derek le aveva fatto credere di amarla per attirarla a sé e distruggere la sua esistenza, come faceva con qualsiasi ragazza gli capitasse a tiro, o come le figlie dei membri dell'Ordine del Pugnale Argentato.
Era questo il suo unico scopo, e lei era caduta dritta nella sua trappola, con ogni dettaglio studiato alla perfezione, fingendo anche quando si erano trovati da soli nella stanza dove lui si nascondeva, simulando sentimenti ed emozioni umane.
Era tutto un artificio sin dall'inizio, ma Chris si era rifiutata di dare ascolto all'avvertimento di Kyle, andando avanti comunque e infischiandosene di tutto e di tutti, andando persino contro se stessa, trasformandosi da ragazza sensibile ad insensibile.
Come aveva potuto giocare con Kyle in questo modo?
Lo aveva scaricato più di una volta, ferendolo e illudendolo.
Ora piangeva per tristezza e commozione, sentendo il senso di colpa pesarle addosso come un enorme masso che la schiacciava.
Mi dispiace tanto, pensò. Non volle dirlo ad alta voce per non aprire un vecchio discorso ormai archiviato. Derek Whintacker era storia vecchia ormai, un capitolo chiuso, una pagina della sua vita da cancellare e dimenticare.
Per lei, Derek era morto e sepolto.
Strinse Kyle più forte, posandogli una mano sulla nuca e piangendo sulla sua spalla.
- Ti amo anch'io, Kyle - , disse alla fine, con la voce rotta dal pianto.
Una parte di lei lo amava. Quella parte che aveva perduto e voleva tanto riavere, così sarebbe tornata ad essere quella di prima, la graziosa ragazza che frequentava l'ultimo anno di liceo, dotata di una rara sensibilità e con un progetto di vita futura che riguardava il matrimonio e dei figli.
Una vita semplice e felice, questo era quello che desiderava da quando era una bambina.
E voleva una vita felice con Kyle Hasting. Non importa se per adesso si sentiva scombussolata e smarrita.
Non importa se non si sentiva se stessa ultimamente.
Con il tempo tutto si aggiusterà, si disse.
Il tempo guarisce le ferite, diceva un detto che Chris aveva sentito fin troppe volte, ed era la verità.
Ogni giorno che passava, significava allontanarsi sempre di più dal suo errore e dalla sua storia proibita con un mostro succhiasangue.
Il passato è passato, ora aveva bisogno di vivere il presente e sperare per un futuro migliore.
L'abbraccio di Kyle la inondò di un calore che sciolse il ghiaccio che le aveva bloccato il cuore.
Poi suggellò con un lungo e dolce bacio la sua storia con Kyle, ripromettendosi che questa volta tutto sarà diverso, e non si azzarderà mai più a deluderlo.
Perché un ragazzo straordinario e speciale come Kyle non se lo meritava.
Chris ce l'avrebbe messa davvero tutta per ritornare ad essere la Christine Gadely di prima. Quello che doveva fare era riprendere da dove aveva lasciato, prima di andare al Plainview Park quel pomeriggio di inizio dicembre, quando la neve non era ancora caduta. Quando non aveva ancora incontrato l'innominabile. Era un nuovo inizio.

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