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Autore: Salvino Muscarello
Titolo: La Corrente Invisibile
Genere Thriller
Lettori 515
La Corrente Invisibile

Lo notai subito. Appena chiuso il cancelletto, dall'altra parte della strada, la figura smussata dai raggi bianchi di un sole canicolare, un uomo, un vecchio uomo, proprio di fronte a me, appena un po' sulla destra. Dava le spalle alla strada. Mi colpì per come era vestito: giacca e pantaloni scuri, il colletto troppo largo di una camicia bianca usciva dal bavero della giacca adagiandoglisi sulle spalle come una mongolfiera bucata. Mentre attraversavo la strada per avviarmi alla scaletta di metallo che conduce alla spiaggia, il suo volto rugoso mi si svelava a poco a poco nella sua concentrazione. Guardava il mare, appoggiato alla balaustra dai tubolari in ferro battuto smaltati di un blu recente. Non guardava al gruppetto di ragazzi che avevano improvvisato una porta con un mucchietto di pietre e tiravano calci ad un pallone, proprio in prossimità del confine con la strada, e nemmeno agli ombrelloni piantati a una decina di metri dalla battigia, o ai pochi bagnanti sulla riva, nel tentativo di riconoscerne qualcuno e richiamarne l'attenzione, come fanno a volte gli anziani idiosincratici alla spiaggia coi loro figli o nipoti. Guardava il mare, ma non dava nemmeno l'impressione di cogliersi nello stupore della sua azzurra grandezza, come chi non lo vede da tempo, o lo fa per la prima volta, e trattiene a sé il più possibile l'istante della rivelazione della bellezza. Seguendo il suo sguardo pareva stesse cercando qualcosa, in un punto imprecisato, proprio nel mezzo dello specchio d'acqua percepibile, in uno spazio al di là della fila di barchette ancorate alle loro piccole boe arancioni, e sgranava gli occhi come per inquadrare meglio una scena, un qualche evento che si stesse svolgendo proprio lì, dov'era invece tutto immobile. Avvicinandomi ancora iniziai a sentire un rantolo, un gracchiare cavernoso associato al suo respiro, e proprio quando fui anch'io vicino alla balaustra, a pochi metri da lui, il gracidio divenne affanno, il respiro asma, le sue mani ora erano avvinghiate e la testa e gli occhi protesi in avanti, come per meglio afferrare il clou di quella scena visibile solo a lui.
- Scusi si sente bene, ha bisogno di qualcosa? - , dissi mentre mi avvicinavo. Nessuna risposta. Gli toccai piano la spalla sinistra, per richiamare la sua attenzione, si girò con uno scatto e i suoi occhi nel vedermi parvero incrociare quelli di un fantasma, tale fu lo sbigottimento che vi lessi mentre mi seguivano cadendo, le sue ginocchia avevano ceduto, lo sorressi con un guizzo evitandogli un impatto violento col marciapiede. Rimase su un fianco, mezzo seduto in terra, ansimante, mentre io mi precipitai verso il chiosco a chiedere aiuto. Avevo lasciato il telefono a casa, e gridai ai pochi presenti di chiamare un'ambulanza, di portare dell'acqua, e una volta raggiunto di nuovo il vecchio uomo, di aiutarmi a spostarlo, con quel caldo ci sarebbe rimasto secco. Lo sollevammo in tre e lo portammo sotto la tettoia del locale, gli bagnammo la testa e i polsi, la titolare gli sfilò la giacca e gli inumidì il collo, provò a farlo bere, solo pochi sorsi. Riprese conoscenza dopo pochi minuti, il respiro era ancora sporco ma i suoi giri si erano abbassati a un livello di guardia, aprì gli occhi e nel guardarsi intorno sembrò spaesato e straniero. Arrivò l'ambulanza, c'è un punto di soccorso a una decina di chilometri, i paramedici lo visitarono sul posto, e ancora lui non parlava e dava mostra di spaesamento, ci chiesero chi fosse e nessuno lo conosceva, presero i nostri nomi e infine decisero di portarlo in ospedale per un controllo più approfondito.
Abbandonai l'idea della nuotata, e mi sedetti a uno dei tavolini sotto la tettoia di pergole lasciando fluire l'adrenalina dei minuti precedenti.
- Che pazzia. Vestito a quel modo, a quest'ora, sotto questo sole! In televisione non raccomandano altro che stare all'ombra - , fu il commento che si ripeté più volte tra me e gli altri soccorritori. Alcuni li conoscevo, persone del luogo, mi pregarono di portare i saluti a mia madre. Altri si ricordarono della passione per la pesca del vecchio avvocato Bruno, e mi chiesero se non l'avessi anch'io. Presi la mia granita e tornai a casa. Non mi era mai piaciuto pescare.

Il pomeriggio volò via veloce e fattivo, e non pensai più a quanto era accaduto. Dopotutto non era certo un evento così strano, un semplice malore dovuto al forte caldo. Aiutai Mimmo, l'idraulico, spostando scale, reggendo viti, aprendo e chiudendo la leva dell'acqua, preparandogli il caffè, fino a quando il guasto non fu riparato. Gli chiesi se potesse fare qualcosa per i condizionatori e mi rispose che lui non se ne occupava, ma aveva un cugino, Nando, un vero e proprio maestro. Lo chiamammo e cercai a modo mio di spiegargli cosa c'era che non andava. Mi disse di essere occupato, ma si sarebbe potuto liberare l'indomani mattina.
- Di solito non lavoro la domenica. Ma per lei faccio uno strappo avvocato. Gli amici di Mimmo sono amici miei. Se ho capito bene di cosa si tratta ci vorrà un'ora al massimo. È il ventilatore - .
Ci pensai su qualche secondo, perché in caso affermativo avrei dovuto dormire lì anche quella notte. Perché no, non avevo impegni per la serata, e risolvere la questione mi avrebbe evitato di dover tornare la settimana successiva.
- Ok. Ci vediamo domani alle 9, signor Nando - .
In casa non avevo nulla da mangiare e da bere. Per cena, nessun problema; sarei andato all'Osteria da Antonio, cucina casalinga e prezzi modici. Ero un cliente affezionato. Prima di fare una doccia e prepararmi, uscii per andare al supermercato a comprare dell'acqua e qualcos'altro per la notte. La calura era diminuita, al calar del sole, ma l'aria era ancora collosa e rarefatta. Rientrai dopo una ventina di minuti, e sentii il telefono squillare dalla cucina. Era un numero locale.
- Avvocato Bruno la disturbo? Sono il maresciallo Cinquemani - .
- Maresciallo buonasera, non mi disturba. Come sta? A cosa devo la sua chiamata? - , risposi, con un tono incerto.
Ogni tanto qualcuno del paese si ricordava di me e mi affidava la difesa in piccoli processi. Alì Terme era un paese tranquillo, tutto sommato. Qualche piccolo arresto per spaccio di droghe leggere, casi di abusivismo edilizio e periodiche inchieste politiche. Così spesso e volentieri avevo a che fare con la locale Caserma dei Carabinieri e col buon vecchio Cinquemani. All'inizio della carriera era stato appuntato proprio ad Alì Terme, circa trent'anni addietro, e quando era finalmente stato promosso, era voluto tornare lì. La vita di provincia era fatta per lui. Conosceva tutto e tutti, e prima di intervenire per le vie ufficiali si adoperava per sistemare le cose bonariamente, ove possibile. Secondo mia madre era un'ottima compagnia per una cena, e un pessimo alleato per una partita di burraco.
Doveva trattarsi di uno dei nostri casi, anche se non ricordavo vi fosse una scadenza imminente.
- Nulla di che, avvocato. La chiamo a proposito di oggi pomeriggio - .
- Oggi pomeriggio? - , dissi sorpreso, non capendo, all'istante, a cosa si riferisse.
- L'uomo che è svenuto di fronte casa vostra. Lei era lì no? Dall'ospedale ci hanno detto che non sapevano chi fosse e ci siamo fatti carico di venirne a capo. Tutto risolto comunque. Addosso aveva delle chiavi di un'auto. Abbiamo fatto un giro nei pressi dell'accaduto e abbiamo rintracciato il veicolo. Una vecchia Fiat Punto del 2000. All'interno c'era il portafoglio. Calogero Taglialucci, 67 anni, residente a Piazza Armerina, provincia di Enna. Ancora non si è capito che ci faceva qui da noi. Lei ha riferito di non conoscerlo, giusto? - .
- No, non lo conoscevo. Mai visto prima - . Mi sedetti appoggiando la busta del supermercato sul tavolo.
- Immaginavo. Nessuno sembra sapere chi sia. Ho chiamato i colleghi di Piazza Armerina e si stanno occupando dei familiari. E comunque, visto che ci siamo, stavo pensando di passare a salutare sua mamma. È lì con lei? - .
- No maresciallo, sono venuto ad aprire la casa, domani mattina prima di pranzo vado via. Mamma verrà tra una decina di giorni. Ma questo, come ha detto che si chiama, Taglialucci mi pare, come sta? - .
- Non gliel'ho detto? Che cretino che sono. È morto. Appena prima di arrivare in ospedale ha avuto un attacco di cuore. Fortissimo. Non c'è stato nulla da fare - .
- Oddio, mi dispiace. Sembrava si fosse ripreso - .
- Cosa vuole avvocato, ha sentito che caldo ha fatto no? Se non fosse stato per la chiamata dall'ospedale, oggi non mi sarei mosso dalla Caserma. Però che cosa curiosa. Chissà cosa era venuto a fare. Mah... Tolgo il disturbo. A presto - .
- A presto maresciallo. Grazie della telefonata - .
All'Osteria da Antonio mangiai col solito gusto, ma senza la consueta e doverosa lentezza. Da Antonio non c'era un vero e proprio menu, o meglio c'era, ma solo per i turisti. I clienti abituali si fidavano dei consigli della cuoca. Cozze gratinate e spaghetti al nero di seppia. Divorai tutto in pochi minuti, con un'accelerazione ansiosa. La notizia datami dal Maresciallo mi aveva messo su una elettrica tristezza. Avevo fatto il possibile per quell'uomo, insieme agli avventori del chiosco. L'ambulanza era arrivata quasi subito, e lui era rinvenuto del tutto, eccetto il mutismo e lo shock. Non c'era da recriminare. Il suo cuore aveva cessato di battere a trenta chilometri da lì. Forse i due eventi non erano nemmeno collegati; era arrivata la sua ora e amen. Eppure appena appresa la notizia, per me era come se fosse morto proprio nel momento esatto del nostro incontro, rivedevo i suoi occhi ancora fissi sui miei, interrogativi nell'attimo del loro incrociarsi, supplichevoli mentre si accasciava.
Nessuno lo conosceva: uno che era venuto a comprare casa, pensai. Da qualche anno, con l'aumento delle imposte sugli immobili, le seconde case non erano più di moda, i cartelli Vendesi non si contavano più, i prezzi erano crollati, e in tanti, soprattutto proprietari terrieri provenienti dall'entroterra, col pallino del mare o ancora affezionati a quell'investimento in temporaneo declino, stavano facendo, secondo i loro calcoli, affari d'oro. Poteva essere una spiegazione.
Il Maresciallo aveva detto - Calogero Taglialucci, 67 anni - o ricordavo male? Gliene avrei dati di più. O forse era stato il malore incipiente, preavviso di morte, ad invecchiarlo di colpo, quasi a prepararlo. Chissà.
Tornando verso casa, a piedi, mi raggiunse finalmente la stanchezza; era una stata una giornata piena e strana, e nemmeno l'umidità ancora imperante mi avrebbe impedito un sonno profondo.

Mi svegliai presto, andai a fare colazione al chiosco, granita caffè con panna e brioche, e quando rientrai mi sedetti in veranda in attesa di Nando, il maestro dei condizionatori, scorrendo sul telefonino le ultime notizie di politica (non buone) e di calciomercato (non buone). Nando arrivò in orario, a differenza del cugino però non voleva né caffè né alcun tipo di aiuto, e così io restai lì mentre lui armeggiava fischiettando. Il caldo era meno opprimente del giorno precedente, mi lasciai andare a un letargico allungamento delle gambe sulla sedia di fronte a me, ma il mio dolce dormiveglia fu interrotto quasi subito dallo squillo del telefono. Lo stesso numero della sera prima. Cinquemani.
- L'ho svegliata avvocato? - .
- No maresciallo, buongiorno. Sono già sveglio da un po' - .
- Non volevo venire a suonare al campanello. È pur sempre domenica. Se non avesse risposto al terzo squillo avrei riattaccato. Posso passare? Ha cinque minuti? - .
- Certo - , dissi aggrottando la fronte.
Attesi sulla soglia del marciapiede l'arrivo del maresciallo, ci mise pochi minuti. Accolsi la sua mole imponente con un caloroso saluto, e lo feci entrare. Ci accomodammo sul terrazzino.
- Ho del succo d'arancia, nient'altro - .
- Non si preoccupi avvocato. Già fatto. Ah questo posticino, quest'ombra. Impagabile - .
- Lo è - . Mi sembrò impaziente. Dalla cucina arrivavano rumori di ventole in affanno.
- Avvocato non la voglio disturbare più del dovuto. Vedo che ha da fare. L'uomo di ieri sera, il Taglialucci. È venuta fuori una cosa singolare - .
- Cosa - .
- All'inizio ho pensato fosse uno in perlustrazione. Se ne vedono tanti ultimamente. Si segnano i numeri delle agenzie immobiliari sui cartelli delle case e se ne vanno - .
La stessa mia pensata.
- Ma qualcosa non mi quadrava. Questo nome, Taglialucci, l'avevo già sentito da qualche parte. Sono un appassionato di enigmi, sua madre lo sa. Anche lei, è una maga dei rebus! Comunque sia, ieri sera ero solo in Caserma e non mi davo pace. E così ho acceso il pc e ho consultato lo SDI - .
Lo SDI, o Sistema D'Indagine, è uno strumento utilizzato dagli investigatori per accedere alla banca dati di tutte le segnalazioni riguardanti una determinata persona. Evita i tempi lunghi per il rilascio dei certificati del casellario giudiziale, e quindi viene usato spesso nell'imminenza di un crimine. Se c'è stata una rapina e viene avvistato un tipo sospetto, e salta fuori il che il suo nome è collegato a un'altra rapina, recente o meno, può essere un buon pretesto per un fermo, o quantomeno per due chiacchiere in centrale. Nello SDI si possono vedere non solo le condanne, ma anche le assoluzioni e le archiviazioni. Persino le semplici querele. Se qualcuno ti ha denunciato per disturbo alla quiete pubblica in un sabato sera allegro, il tuo nome è lì. Gli avvocati lo odiano.
- Sono venuti fuori dei precedenti. Peccati di gioventù. Tra la fine degli anni 70 e il 1982 era stato condannato due volte per ricettazione. Piccole cose. Aveva rivenduto delle casse di liquori rubate in un deposito - .
- Beh, non mi sembra niente di eccezionale. Peccati di gioventù, appunto - .
- Aspetti. Nel 1985 viene condannato per omicidio colposo. E qui arriva la stranezza. La vittima si chiamava Veronica Luciani, e il fatto è avvenuto ad Alì Terme. Proprio qui di fronte - . Fece cenno con un movimento del capo al mare di fronte a noi.
- Un omicidio qui in paese? Non ne avevo mai sentito parlare - , dissi con una certa eccitazione.
- Una disgrazia. Io ero andato via da qualche mese, ma mi tenevo in contatto coi colleghi. E mia moglie è di queste parti, lo sa. Per questo ricordavo il nome di quell'uomo - .
- Com'è stato? - .
- Mah. La notte di ferragosto Taglialucci e questa Veronica escono in mare con una barchetta. Una Lancia di due metri, una bagnarola. Vogliono guardare i falò di mezzanotte dal largo. Non si è mai capito se fossero solo amici o ci fosse dell'altro, di sicuro erano colleghi, lavoravano come stagionali al vecchio Hotel del Capo. Si dice che lei fosse bellissima. In ogni caso il mare non è buono, arriva un'onda anomala, Veronica è in piedi, perde l'equilibrio, sbatte la testa, cade in acqua. Non sa nuotare. Taglialucci va nel panico, non vuole lasciare la barca. Dice di nuotare anche lui maluccio, che non avrebbe saputo come risalire. Non ha razzi di segnalazione, salvagenti, niente. Si sbraccia e chiede aiuto. Ma lei lo sa come sono le notti di ferragosto qui da noi. Prima che qualcuno se ne accorga e partano i soccorsi passa un secolo. Viene portata a riva, provano a rianimarla. Ma è tutto inutile - .
Mi sovvenne in un flash lo sguardo di quell'uomo, turbinoso, diretto al centro del mare.
Ecco cosa guardava.
- È assurdo - , dissi seguendo quell'istantanea. - È come se fosse venuto a morire proprio dov'è successa la tragedia. Una storia da film - .
- Già. E non è tutto. Sa chi lo difese, al processo? Questo proprio non lo ricordavo. L'ho letto dalla banca dati. Il suo povero papà. L'avvocato Antonino Bruno - .
Fu come uno schiaffo in pieno volto.
- Mio padre? È sicuro? Mio padre era un civilista - .
- È quello che ho pensato anch'io. Ma il sistema non sbaglia. Credo anche che fece un buon lavoro. Taglialucci si prese due anni. Relativamente pochi, considerando che aveva dei precedenti. Dopo un anno uscì per buona condotta - . Intrecciò le mani con un fare interrogativo, appoggiando i gomiti ai braccioli di vimini.
- Maresciallo se lei crede che io le abbia mentito si sbaglia. Non avevo mai visto quell'uomo - .
- No no, avvocato. Per carità, lei doveva essere un bambino. Non è per questo che sono venuto a parlargliene. Ci mancherebbe altro. E poi stamattina mi hanno chiamato i colleghi di Piazza Armerina. Taglialucci dopo la sua liberazione era tornato al suo paese e aveva aperto un bar. In tutti questi anni non si è mai mosso da lì - .
- Fino a ieri - , sussurrai. Mi si stringeva la gola e le parole mi uscivano a fatica.
- Fino a ieri. Ma stia tranquillo avvocato. Non vorrei avesse frainteso. Tra vecchi amici. E poi si tratta di un infarto. Non c'è mica nessuna indagine. Ho pensato fosse giusto dirglielo, tutto qui - .
Il tono del maresciallo era rimasto il solito. Amichevole, bonario. Fin troppo. Sospettava, sotto sotto, gli stessi nascondendo qualcosa?
Forse io l'avrei fatto, al suo posto.
- Nessun problema, ha fatto bene a dirmelo - , dissi alzando le mani con un gesto scherzoso.
- Una curiosa coincidenza, avvocato, non crede? - .
- Sì, davvero incredibile. Solo lui potrebbe spiegarci cosa è venuto a fare. Magari non ha niente a che vedere con questa vecchia storia, e voleva davvero visionare qualche casa in vendita - .
- Può essere, certo, perché no...Io adesso vado, mia moglie mi aspetta. Oggi non sarei nemmeno in servizio. La saluto, e mi scusi per il disturbo. Porti i miei rispetti a sua madre - .
- L'accompagno - .
- Oh non c'è bisogno, conosco la strada - .
Gli strinsi la mano e si incamminò ozioso lungo il vialetto. Giunto quasi a metà si fermò alzando il dito indice in aria. Si voltò e mi disse: - Aveva una bambina - .
- Chi? - .
- Veronica Luciani. Una bambina di pochi mesi. Non so cosa ne è stato - .

Salvino Muscarello
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