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Autore: Michele Russo
Titolo: Il Metodo Gulp
Genere Esoterismo
Lettori 79
Il Metodo Gulp

Come connettersi con la vita

Metodo completo per coltivare l'intuizione, sviluppare le proprie potenzialità, riprogrammare la mente subconscia

Profumo di asfalto

Erbe imprigionate tra mattoni piangono gocce di bagnato. Profumo d'asfalto da un cemento caldo. Cinzia è in ritardo. E' appena uscita dalla visita dal dermatologo. Quel brutto pensiero era solo una normale reazione della pelle che voleva dire la sua. All'improvviso la distrae uno strattone della madre: sei ubriaca? A cosa pensi? Siamo in ritardo muoviti dove hai parcheggiato?

Le parole ritmate in questo modo la proiettano in una pausa di realtà, una dimensione strana. Un'immagine vivida mescolata a dispiacere. La sua auto è stata travolta da un Suv nero che ha perso il controllo sulla curva ed è finito dritto contro lo spigolo posteriore. Che danno, pensava.
Cinzia muoviti ma cosa ti prende oggi? Sembri imbalsamata.
Dove guardi? Cosa cerchi?
Mamma ho visto un Suv nero scontrarsi contro la mia macchina, l'hai visto anche tu?
Ma cosa dici Cinzia, sei matta? Io non ho visto ne sentito niente e poi muoviti che siamo in ritardo!
In effetti l'immagine le sembrava muta, al rallentatore, quasi prevedibile ed evitabile. Un film strano quasi surreale, ma chi era il regista? Si domandava distrattamente.

All'improvviso un suono di ruote sullo stesso asfalto che ora sembrava gridare il suo dolore. Uno schianto.

La mia macchina. Te l'avevo detto. Andiamo a vedere mamma. Me l'hanno sfasciata te l'avevo detto e tu non ci credevi.

Non riusciva a distinguere il tempo. Ma l'immagine ora era liscia e non c'erano pieghe o grinze.

L'angolo del cofano della sua smart era intatto.

Un'altra cosa era ridotta a macerie, la Capture grigia che le stava di fianco, ora sembrava un bidone vecchio della raccolta dei panni usati.
Che culo! Non ci credo. E' come se l'avessi visto prima e qualcosa che ho pensato o sentito ha deviato la traiettoria. O forse l'ho fatto io.

La madre era muta. E per tutto il viaggio fu così.

A Cinzia veniva da ridere di un riso isterico. Aveva avuto per la prima volta l'impressione di avere uno strano legame con la sua realtà.

Ora avrebbe vissuto la sua vita sotto la lente di una consapevolezza diversa.


Oltre quello che crediamo e vediamo

La scienza dice che per affermare una cosa è necessario dimostrare che è vera.

Questo ragionamento è fallace per due motivi.

Il primo motivo risponde al principio di indeterminazione di Eisenberg che per quello che ci riguarda, significa che una cosa la vedi per come la osservi e non per com'è.

Secondo questo principio una cosa può essere in un modo o in un altro a seconda di come la osservi.

Il punto di vista è importante, perché condiziona il modo in cui la cosa osservata si presenterà all'osservatore.

Ciò implica che la realtà è condizionabile dagli osservatori, da quello che si aspettano di vedere, dai pensieri, dalle aspettative e dal comportamento di chi osserva.

In sintesi, l'essere umano cerca nell'infinito universo di possibilità quella che conferma le proprie convinzioni o credenze. Questo implica che la risposta ad un quesito può essere contemporaneamente rappresentata da molteplici soluzioni, anche apparentemente in contraddizione tra loro.

L'Universo offre una infinità di soluzioni come onde di probabilità. E' probabile che la possibilità voluta si possa materializzare proprio perché ci si aspetta di vederla. Infatti - chi cerca trova - .

Parleremo molto spesso in questo libro di Intenzione, come di una energia di fondamentale importanza per far si che la realtà si materializzi a nostro piacimento.

L'intenzione è una energia che si crea quasi spontaneamente quando ragione, cuore e anima si sincronizzano. Come succede in chimica con le reazioni eso-ergoniche. In questo tipo di reazioni più molecole si incontrano spontaneamente e nel farlo si combinano naturalmente liberando una grande quantità di energia.
Questa cosa ricorda quando due persone si innamorano e si crea passione.

Torneremo più volte sul concetto di intenzione in questo libro.

Questo è un concetto fondamentale da comprendere. L'intenzione è una forza che si genera quando il desiderio muove le leve del cuore e dello spirito e permette al desiderio di materializzarsi attraverso l'azione.

Sto divagando vero?

Stavamo parlando delle falle del metodo scien- tifico e ti ho promesso che ti avrei detto il secon- do motivo per cui credo che esso sia carente.
Questo motivo è che noi siamo esseri limitati.

Limitati da noi e dagli altri. Dalle nostre credenze, da quello che ci hanno detto del mondo.
In realtà noi siamo esseri infiniti e non è vero che se una cosa non si può dimostrare non esiste .

Non è detto che una cosa che senti come sensazione si riesca anche a vedere. Questo per dirti che noi oltre ai 5 sensi conosciuti ne abbiamo anche altri: il fatto è che non li conosciamo.

Non è detto che ogni fenomeno possa essere sempre dimostrato e provato con i metodi scientifici canonici.

Ti faccio un esempio. I pipistrelli sentono suoni che noi non sentiamo, ma non è vero che questi suoni non esistono solo perché non vengono rilevati dal nostro apparato auditivo.

Ti ho fatto questa disamina, perché il metodo Gulp non è basato su nessun principio scientifico in particolare che ne dimostra l'efficacia. E' basato sulla mia esperienza, sull'intuizione e ti invita a prendere contatto e a conoscere sensi e capacità che comunemente non vengono presi in considerazione. Ti invito a credere che possano esistere e a provare a sperimentare queste risorse.

Per concludere questo capitolo voglio riportarti al succo del mio discorso.

Ci sono cose che la maggior parte delle persone non riesce a vedere.

Queste cose esistono e possono essere strumenti importanti per interagire con l'universo e condizionare la realtà.

Dobbiamo solo cercare di riappropriarci di tecniche o modalità che ci consentano di conoscere la loro natura e sfruttarla.

Il metodo Gulp è uno di questi strumenti e nei prossimi capitoli comincerai ad intuirne la potenza.

Avrai già notato che i vari paragrafi di questo libro sono abbondantemente distanziati l'uno dall'altro. Questo non è avvenuto a caso. Quello spazio che vedi rappresenta il tuo spazio personale di elaborazione.

Sono convinto che per costruire una musica, siano fondamentali i silenzi tra le note.

Questi silenzi saranno i tuoi, perché li personalizzerai con la tua elaborazione personale di quello che ti dico.

Arriverai quindi alla costruzione della tua musica ideale.

Questa sarà la colonna sonora del tuo percorso personale con il Metodo Gulp.



Percezioni

La cellula è un organismo vivente che ha il compito di riprodursi per la conservazione e l'evoluzione della specie.

Gli individui sono organismi pluricellulari organizzati.

Se noi consideriamo le specie esistenti qui ed ora sulla terra diciamo che quell'organismo funziona, perché ha trovato il modo di adattarsi all'ambiente. Ma per quanto tempo ancora?

Questo non lo sappiamo e dipende essenzialmente da due fattori: come cambia l'ambiente e come quell'organismo riuscirà ad adattarsi all'ambiente che cambia.

Parliamo di - resilienza - come la capacità dell'organismo di rispondere in maniera pronta ed efficace ai cambiamenti dell'ambiente circostante e in più, di sfruttarli a proprio favore.

Ma chi è che percepisce l'ambiente?

In un organismo monocellulare come l'ameba, un battere o un lievito la vera star è la membrana plasmatica.

Questa struttura formata essenzialmente di fosfolipidi e qualche proteina, è il vero cervello della cellula. La protegge comportandosi come una specie di filtro, che ha il compito di lasciar passare soltanto i segnali che reputa utili e costruttivi per quell'organismo. E' una centralina elettrochimica in grado di passare messaggi al nucleo della cellula.

L'altra funzione è raccogliere i messaggi che derivano dal nucleo e tradurli in significato comportamentale. Con questo intendo che il nucleo risponderà agli stimoli ambientali percepiti dalla membrana plasmatica, producendo proteine attraverso la traduzione del suo DNA. Queste proteine metteranno in moto le reazioni dalla cellula all'ambiente.

Mi ricorda già qualcosa.

La natura funziona a - frattali". Sono schemi ripetitivi efficaci che ritroviamo in tante strutture che compongono gli organismi dell'Universo e li fanno sopravvivere nell'ambiente in cui si trovano. O magari vivere e prosperare, meglio ancora.

Trovo delle analogie tra nucleo cellulare e la mente subconscia. Anche questa infatti è la sede dei programmi eseguibili. Questi programmi sono attivati da stimoli ambientali percepiti dal nostro apparato sensoriale (analogia con la membrana plasmatica).

La membrana plasmatica mi ricorda la mente conscia. Essa vede, sente e quindi percepisce l'ambiente circostante proprio grazie all'interazione di molecole - ambientali - (stimoli), con le proteine di membrana codificate dal nucleo cellulare (analogia con la mente subconscia).

L'adattamento è la capacità di vedere l'ambiente in maniera costruttiva e di trovare in questo delle caratteristiche positive, che possono essere utilizzate a vantaggio dell'organismo.

Faccio un esempio. Se io mi trovassi in un pianeta sconosciuto e scoprissi che una tribù indigena, i Namibutu, mi vuole ammazzare, cercherei di difendermi.

Il pianeta su cui vivo è pieno di - stargemme - . Crescono sul terreno, da piante infestanti e poi si staccano come frutti e cadono in terra. Ti dico un segreto: la - stargemma - è un oggetto metallico, resistente, a forma di cuore, rosso, con un pulsante giallo quasi invisibile.

Io non conosco la - stargemma - . Ho appreso che è un frutto, perché cresce su una pianta e non so che farmene, perché è duro, insapore ed immangiabile.

Sono disperato, perché sono affamato, credo che presto morirò di fame perché non ho niente da mangiare. Ah a proposito, nascosto nella - stargemma - c'è anche un altro pulsante blu, di cui io non mi sono accorto, che se lo spingi fa piovere i - pancotti - . Questi sono un cibo completo ricco di proteine, grassi, zuccheri e vitamine. Tutto quello che mi serve insomma per nutrirmi. Appena schiacci il bottone blu piovono a raffica dal cielo i - Pancotti - e tu te li puoi mangiare.
Ma io non lo so. Perché non so utilizzare la - stargemma - .

Credo di essere una persona sfortunata, affamata e minacciata in un pianeta nemico. Percepisco l'ambiente come ostile e in risposta a queste percezioni, attivo un programma di protezione, guidato dalla paura, che mi fa decidere di chiudermi dentro un anfratto, perché preferisco morire di stenti piuttosto che essere torturato e ucciso dai Namibutu.

Un bel giorno passeggiando nella grotta, pesto una - merda - e scivolo, battendo con la testa sopra una - stargemma - che si apre quasi magicamente.

Scopro il bottone giallo e quello blu. Incuriosito decido di schiacciarli. Incomincio con il bottone giallo. Appena lo schiaccio sento un frastuono assordante come qualcosa di pesante che cade dall'alto. A raffica, uno dopo l'altro sento questo rumore di qualcosa che cade. Mi affaccio timoroso dall'entrata della grotta e vedo che sul terreno è pieno di corpi morti. Sono i Namibutu, che sono morti a causa dell'effetto creato schiacciando il bottone giallo. La mia percezione cambia, in questo pianeta chi comanda sono io. Non sono più un individuo indifeso, ma sono il potente padrone di questo pianeta. Mi sento meglio, probabilmente il mio corpo adesso è invaso dalle endorfine. Sono di buon umore. Mi sento già diverso. E si perché le endorfine che ho prodotto, interagendo con altre molecole del mio corpo, mettono in gioco un'altra - partita - . E in questa partita io sono un vincente.

Hai capito come funziona? Un cambiamento ambientale è stato da me percepito come vantaggioso, la membrana plasmatica di certe mie cellule, ha mandato un messaggio al nucleo. Il nucleo ha ricevuto questo messaggio e ha cambiato il suo programma genetico. Non le solite molecole. Ha prodotto altre molecole, che hanno messo in gioco altri - atleti - per giocare una nuova partita.

I programmi genetici della prosperità sono stati attivati, prima erano silenti e non riuscivo a vedere le bellezze del mondo intorno a me.

E' come il caso della crisi economica che abbiamo vissuto a partire dal 2008 e che ancora qualcuno vive. In quella circostanza, delle persone hanno deciso, o magari non l'hanno deciso loro, di vedere il mondo come un ambiente ostile. Qualcun altro, pochi come al solito, hanno visto delle opportunità e si sono arricchiti. Possiamo dire che questi ultimi sono i più resilienti.

Ma chi stabilisce le nostre percezioni dell'ambiente esterno? Forse i programmi che sono stati installati durante la nostra vita nel nostro subconscio (la sede genetica dei nostri programmi comportamentali - analogia con il nucleo cellulare).

Forse si.

E dobbiamo aspettare di pestare - una merda - , che casualmente ci fa cadere con la testa sopra la nostra fortuna? Quella fortuna che prima non eravamo in grado di vedere? Per quanto tempo siamo destinati ancora a soffrire? Dobbiamo aspettare una separazione, una malattia? Dobbiamo per forza passare dal Purgatorio per andare in Paradiso, o c'è anche un'altra strada?

Non dobbiamo aspettare di pestare una - merda - . Forse quella merda non sarà mai pestata dal nostro piede, se lasciamo tutto alla casualità.

Forse ci possiamo attivare. Forse possiamo incominciare a vedere il mondo con occhi diversi. Forse se incominciamo a cercare, presto o tardi troveremo.

Siamo una lente percettiva. Un raggio di - luce - ci attraversa e le nostre credenze subconsce riflettono questo raggio, proiettando la realtà che in questo momento siamo in grado di vedere.

Il modo più semplice per cambiare una realtà che non ci piace è forse quello di cambiare la nostra lente percettiva.

Possiamo farlo con tantissimi strumenti efficaci, uno di questi è il Metodo Gulp.

Michele Russo
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