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Autore: Mario Nejrotti
Titolo: Operazione genesi
Genere Poliziesco Fantascienza
Lettori 179
Operazione genesi

- Certo che è una storia incredibile! Ce n'è ancora di birra in fresco? -
- Ma certo, ispettore, e ci sono ancora un po' di sfratti. Ne vuole? -
- E perché no? -
Si sedettero sul divano e Scuteri allungò le gambe.
- Accidenti se sono stanca, questa storia mi pesa addosso... - - Sa che cosa le dico, ispettore? - E senza attendere risposta: - Noi siamo sbirri e dobbiamo scoprire chi ha fatto fuori Diotiaiuti e Soriani, perché quelli li hanno fatti fuori tutti e due, sono disposto a giurarlo. Dobbiamo trovare le prove degli affari sporchi della Mater Misericordiae e vedere se riusciamo a incastrare Volpiani e chi lo aiuta. A me se sono preti, rabbini, imam o atei sfegatati non me ne frega niente e in fondo neanche per quale oscuro segreto lo fanno. Se sono assassini e torturatori li dobbiamo beccare! -
- Cacchio, Luigi, non ti facevo così deciso. È che in due siamo un po' pochini, continuiamo pure a indagare, poi Anselmi... -
- Buono quello! -
- Poi Anselmi, se ci sarà qualcosa di concreto, ci aiuterà, vedrai! -
- Veda, ispettore, le voglio dire ancora una cosa riguardo a quella registrazione. -
- Ti ascolto... -
- Io sono da sempre ateo e materialista. Credo a quello che vedo e che tocco. Ho sempre pensato che sulla terra tutti facciamo la nostra strada e poi ce ne andiamo, più o meno in punta di piedi e presto nessuno si ricorderà di noi. Il corpo si disfa, torna polvere e chi si è visto, si è visto. Quindi, se arriviamo dall'evoluzione di specie diverse, nate da un'ameba, come ha sempre detto il signor Darwin o se ci ha costruito un computer, come diceva quello là, a me non cambia un bel niente. Mai creduto in un'anima immortale e Dio, se c'è, è da un'altra parte e non si occupa di noi. Quindi facciamo il nostro lavoro e beviamoci questa birra! - - Sei un filosofo, Saccodipane, anche per me è un po' così, se devo dar retta ai discorsi di mio nonno Marx! Però, noi dobbiamo badare anche ai moventi dei delinquenti e, se permetti, questo è un movente grosso come una casa. -
- Questo glielo concedo, se fossi la Chiesa per conservare il mio potere farei di tutto. -
- Lo hanno già fatto, Saccodipane. Lo hanno già fatto. -
- Va bene, ispettore. Lei è una mangiapreti: questo è risaputo. Ma adesso, con il suo permesso, prima di tornare ai documenti di là, vado a mingere, che la birra è una benedizione per i reni! -
Scuteri estrasse la penna USB e se la infilò in tasca.
Era voltata verso gli scaffali, intenta a controllare le date sulle coste, quando sentì un rumore dietro di sé. Si voltò di scatto e si trovò davanti il volto deciso e crudele di un uomo in tuta da motociclista con la giacca a vento aperta su un clergyman.
- E questo prete da dove spunta? Non l'ho mai visto prima. - Poi gli occhi scesero alla canna di una pistola, tenuta ben salda in mano.
- Altro che messe e prediche - pensò - questo è uno del mestiere. -
- Polizia - disse ad alta voce per avvertire Saccodipane.
- Metta via subito quella pistola e mi dica che cosa ci fa qui! -
- Poliziotta, che cosa ci faccio qui io, lo sa solo nostro Signore Gesù Cristo, ma se tu sei qui, puttana, è perché sei una di loro. -
- Ma di loro chi? - gridò Marta per prendere tempo mentre pensava - Cazzo, pistola nella borsa e borsa sul divano. Mai una dritta! -
- Non fare l'isterica, tanto sei già morta. Tutti i servi di Satana come quel Soriani debbono soccombere alla vendetta del Signore! -
- Ma lei è pazzo, attento a quello che fa: rischia la galera a vita! -
- Tutti su questo mondo siamo prigionieri del peccato, solo la luce del Signore ci può salvare e condurci nel regno dei cieli! -
- Certo, con l'astronave, stronzo. Butta quella pistola! -
Callisto restò sconcertato dall'apparizione di quel grasso individuo in cima alla prima rampa di scale. Ma era un professionista, si riprese subito, alzò l'arma e la puntò alla testa dell'agente.
Marta urlò e si gettò in avanti verso il divano.
Il colpo partì, ma mancò il bersaglio e andò a conficcarsi in un giogo per buoi che stava proprio sopra lo stipite della porta del bagno.
Il prete si voltò verso la donna che a terra aveva già afferrato la borsa e stava estraendo la pistola. - Sei morta, troia. -
Furono le sue ultime parole.
Lasciò la pistola e si portò le mani alla schiena cercando di afferrare il pugnale che si era conficcato vicino alla colonna vertebrale, in alto a sinistra.
Saccodipane era in piedi, immobile ancora nell'atto del lancio con il braccio teso e lo sguardo di ghiaccio. Callisto crollò a terra su una borsa floscia che aveva tenuto a tracolla. Scuteri era immobile, sdraiata sul pavimento con gli occhi spalancati, più per la sorpresa e l'ammirazione, che per la paura o il dispiacere che fosse stato ucciso un uomo.
Era una donna pratica: - L'agente è dovuto intervenire, questo fanatico ci avrebbe ammazzati tutti e due. Ma cazzo, che intervento! Con chi mi sono messa in coppia? - pensò.
- Saccodipane? E che è? - chiese poi.
- Glielo avevo detto che so fare anche altre cose. L'arma non sarà d'ordinanza, ma l'ho usata per non farci ammazzare tutti e due. -
- Accidenti, però, che lanciatore sei. Dove hai imparato? - - La storia la farebbe ridere... Gliela racconto quando avremo più tempo. Comunque questo è certamente un uomo della banda di Volpiani. E la Chiesa c'entra fino al collo in tutte queste morti. Forse Soriani era meno pazzo di quanto credevo. O loro sono molto più creduloni di noi. -
Sfilò la sottile lama dalla schiena del sacerdote. Uscì un po' di sangue.
- Questi coltelli da lancio sono micidiali, servono alla malavita per lavori puliti. Sono estremamente efficienti e la vittima perde pochissimo sangue. -
L'ispettore stava perquisendo il corpo: sfilò il portafoglio, pochi soldi, bancomat dell'Istituto per le Opere di Religione, nessun biglietto. Guardò la carta d'identità: André Durant, detto Callisto, nato a Arles, cittadinanza italiana. Professione: sacerdote, via Innocenzo XI. - Cazzo, è la strada di Diotiaiuti! - Un biglietto con l'immagine di un'orribile costruzione religiosa diceva: Parrocchia dei Protomartiri Romani. Il parroco don Callisto confessa tutti i giorni dispari dalle 8 alle 10.
- Andiamo proprio bene! - esclamò rimettendo tutto a posto.
- Un assassino per conto terzi, un fanatico estremista. Agli ordini di chi? Ci deve essere una organizzazione forte, se può disporre di uomini come questo. - Guardò Saccodipane: - Mi vengono i brividi, Luigi. Se le cose stanno così, è chiaro che la Chiesa c'è dentro fino al collo, come dici tu. Fammi pensare... -
Guardava il corpo immobile sul pavimento, poi si alzò di scatto e incominciò a raccogliere alcuni dossier. - Luigi, dobbiamo andar via di qua e veloci. Raccogli i documenti più importanti. Dimmi, chi poteva sapere di questa casa? -
- Solo chi ha i mezzi veloci per arrivare ai dati! -
- Bravo, Luigi. E allora chi? -
- La Curia escludo... -
- Certo, anche se ci sono dentro, non potevano sapere di questo posto in così poco tempo. Ti do un aiuto. Chi mi vuole domani mattina nel suo ufficio e così, per lui, non partiamo per Pitigliano? Chi voleva tenerci lontano da qui, mentre questo coso faceva sparire tutti i documenti? -
- Anselmi! Cazzo, cazzo e ancora cazzo, ispettore! -
- Forse, agente, forse. Ma certo è una strana combinazione. Noi gli diciamo che verremo qui, lui scopre che Soriani ha una casa, non si beve la mia favoletta del riconoscimento del fuggitivo da parte del tuo amico a Pitigliano, ma per fortuna pensa che partiamo domani mattina. Telefona a chi di dovere e il Flagello di Dio qui arriva a distruggere tutto... e se gli ho mentito e noi siamo già qui, il famoso killer per la gloria della Chiesa ci fa fuori entrambi e così si risolve il problema dell'indagine sulla Mater Misericordiae. -
- Non fa una grinza, ispettore. Tanto lei è giovane e inesperta e io: mi guardi! - fece sconsolato.
Scuteri piegò la bocca e chiuse gli occhi in una smorfia.
- Non potevano sapere che io sono giovane, ma non scema, e in te si nasconde Rambo. Sei sicuro di non essere uno di questi extraterrestri? -
Saccodipane rise.
- Dai, raccogliamo le cose che ci servono e filiamo. Noi qui non ci siamo mai stati.

Mario Nejrotti
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