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Autore: Cinzia Maria Corsaro
Titolo: Eco... dell'Essere
Genere Fantasy
Lettori 505
Eco... dell'Essere

- Ok, è finita... si chiude bottega -
Margaret era avvilita, china sulla sua scrivania, sola, come unica luce il monitor del computer, sommersa da conti che non torna- vano più.
Da due anni lottava per rilanciare la sua piccola agenzia di servizi, da quando il socio, Carl Junger si era giocato i loro soldi e il loro futuro tra tavolo da gioco, donne e altro.
Margaret non aveva voluto gettare la spugna, aveva rilevato le quote di Carl e cercato di ripartire. Lei era fatta così, non si arrendeva, lottava fino allo stremo delle forze per ciò in cui credeva. Eccola ora lì, dopo due durissimi anni, in compagnia di una bruciante realtà: doveva chiudere, game over.
- Non è la fine del mondo, Margaret, anzi, finalmente ti potrai guardare intorno! Sai quante opportunità ti sei lasciata alle spalle per ostinarti a mandare avanti questa agenzia - .
Margaret si girò allarmata da quella voce troppo familiare per essere vera - Chi c'è? La porta era chiusa - .
- Va bene che non ci vediamo da un po' ma che ti sei scordata di me non è carino da parte tua - .
Margaret si gira lentamente, le sembra di essere dentro uno dei suoi sogni assurdi. Ok, è tardi, sono stanca e sento le voci. Ora ac- cendo la luce e finisce tutto pensò mentre accendeva la luce ma non andò come sperava.
- Nonna? Santo cielo! Mi mancava solo la schizofrenia - disse mettendosi una mano sulla fronte.
- Hai sempre avuto una certa propensione al melodramma - - Mi prendi pure in giro? Sbaglio o sei morta? -
- Non è gentile da parte tua fare notare certe cose -
9
Margaret si poggiò sulla scrivania
- Ok... devo avere bevuto troppo -
- Non ancora, tra poco, forse - disse Rose sedendosi sul diva-
no. - L'aspirina! Certo, non controllo mai le scadenze. Mi sono intossicata Devo andare in ospedale! - fece per prendere le chiavi dell'auto quando Rose gli si piazzo davanti
- Ascoltami bene, sono qui, non chiedermi come sia possibile perché non l'ho capito bene neanche io, ma mi hanno spedito da te, ovviamente non in carne e ossa - . Margaret si risedette sulla scrivania e prese un bel respiro - va bene. Ammettiamo per ipotesi che tu sia qui e io non mi sono bruciata le cellule celebrali. Posso sapere perché ti avrebbero mandato giusto da me? - Rose alzò le spalle - per fare ammenda - . Margaret sgranò i suoi grandi occhi verdi - Ammenda! Tu! Chiunque ti abbia mandato di sicuro non pecca di coraggio - . Rose alzò gli occhi al soffitto - ammetto che non sono stata proprio una brava nonnina - . Margaret allargò le braccia - questo è un eufemismo! Non sei stata un gran che di persona in generale, se ti può confortare. Comunque, non importa, cioè, a me non importa. Insomma eri fatta così, mica era colpa tua. Per me è tutto ok e poi sei morta. Più ammenda di questo -
- Ti ringrazio, ma non credo che a chi mi ha mandato basti il tuo per me è ok, capisci, no? - Margaret cominciava a spazientirsi - cosa vogliono, una carta scritta con il mio sangue? E poi chi è che ti ha mandato qui? Ci farei due chiacchiere volentieri -
- Non ti dispiacerebbe, è un gran bel ragazzo -
- Nonna! -
- Beh, che c'è? Non è che perché sono morta non possa esprimere un giudizio innocente -
Margaret chiuse gli occhi e sospirò - ok, vai avanti - . - Insomma, dopo la mia morte, a proposito, grazie, sei stata
molto carina a starmi affianco, se non ci fossi stata tu sarei morta da sola e probabilmente era quello che meritavo. Comunque, dicevo, dopo la mia morte mi sono ritrovata al cospetto di questo... di uno spirito, credo. Non ho capito bene cosa sia, mi ha presa e mi ha portata nel mare della rigenerazione, un posto assurdo, pieno di una luce strana, e nient'altro. Non so che posto sia ma mi ha detto che sarei rimasta lì perché dovevo prendermi cura di te, fare ammenda e ritornare poi alla matrice - .
Margaret sorrise amara - io non ho bisogno delle tue cure e sinceramente saresti l'ultima persona a cui mi sarei rivolta quando eri viva, senza offesa - .
- Capisco – disse Rose facendo una smorfia – ma non ho altra scelta e neanche tu: lui ha deciso così -
- Nessuno ha mai preso decisioni per me e non lo farà neanche il tuo... coso, chiaro? -
Rose sospirò e si appoggiò alla scrivania accanto a lei - senti, io so che sono l'ultima persona che avresti voluto rivedere e non pos- so che darti ragione. Luc mi ha fatto rivedere la mia vita, e certo non posso esserne orgogliosa. Ho fatto molti errori, soprattutto con te - si alzò e le si mise davanti - ti ho trascurata, ignorata, eppure ero così orgogliosa di te! Assurdo, vero? Dal tuo primo vagito, quando tutti pensavano che fossi morta, ho ammirato la tua forza, ostinazione, generosità; ma non sono mai riuscita a dimostrartelo. Anzi mi dispiace così tanto. Non posso tornare indietro ma mi è stata data l'occasione per rimediare. Non me la negare, per favore -
- Questo è un colpo basso, lo sai, vero? -
Rose sorrise - giusto un po', però è vero: da quando sono così, non posso più mentire! -
Margaret alzò le sopracciglia - è già un gran bell'aiuto – allar-gò le braccia – ok, ti lascerò fare la tua ammenda! -
- Ma è fantastico! Grazie! Quanto vorrei poterti abbraccia- re! - . Margaret mise le mani avanti - non esageriamo sai che non amo queste manifestazioni esplicite. Comunque, in cosa consisterebbe questa ammenda? -
- Oh, è semplice! Ti starò accanto e ti aiuterò a... beh, a fare cosa non l'ho capito bene. Secondo Luc tu sei importante, dovrai fare qualcosa da cui dipenderà la sorte di... tutto! -
Margaret fece un altro sospiro - Siamo messi bene. Questo Luc si deve proprio annoiare tantissimo. Sicura che non basta un ti
voglio bene nonna, ti perdono e ti benedico? Ci sono cose più importanti su questo pianeta per il tuo Luc, se non ha di meglio da fare lassù - .
La nonna assunse la sua tipica espressione severa - non essere irriverente adesso! Non hai idea di quante volte Luc ti ha aiutata e tirata fuori dai guai! Ricordi quando sei rimasta in mare aperto e un'onda di tre metri ti ha riportato a riva senza neanche un graf- fio? E quando quell'auto ti stava per prendere in pieno e ti sei trovata oltre la sua traiettoria senza sapere come? Devo continuare? -
Margaret ricordava bene quegli episodi e ne ricordava molti altri.
- Ricordi quando avevi deciso che non volevi più vivere? Hai tentato ben quattro volte di ucciderti e non solo non sei morta ma non hai riportato alcun danno permanente! E con tutti farmaci che hai assunto in quel periodo avresti dovuto avere i reni ed il fegato a pezzi a solo vent'anni! Se non fosse stato per Luc tu non saresti qui! -
- Ok, basta! - disse Margaret andando verso la finestra. Non era piacevole sentirsi elencare tutte le volte che si era arresa a una vita che non comprendeva. Non si sentiva a suo agio in questo mondo. Aveva sempre avuto quella strana sensazione di non appartenervi, di essere come una turista che aveva perso il biglietto di ritorno ed era rimasta intrappolata in quello che doveva essere il luogo di una breve vacanza.
- Perché lo ha fatto? - chiese guardando fuori. Rose le si avvicinò - Te l'ho detto, sei importante per lui, non so perché; ma presto lo scoprirai, il tempo si avvicina, è per questo che mi ha man- data. Credo che abbia bisogno di comunicare con te, in qualche modo e, per il momento, non può farlo direttamente - . Margaret annuì - Sai? Ho sempre avuto la sensazione che ci fosse qualcuno al mio fianco in quei momenti - si girò verso di lei con occhi tristi - come vedi, neanche io ho dato il meglio di me - . Rose le prese le mani, il suo tocco come un alito di vento caldo - la vita è un dono meraviglioso ma complicato, adesso devo andare ma ci vedremo presto, ormai siamo una squadra, giusto? -
- Sì assolutamente! Sai, sei più simpatica da morta! - .
La nonna rise di gusto - sono d'accordo con te! A presto pic- cola -
- A presto nonna e salutami Luc - .
Rose scomparve, lasciando Margaret da sola con se stessa e un milione di domande.
In quel momento suonò il cellulare: era Kitty, la sua migliore amica che viveva a Newcastle, dove si era trasferita dopo aver accettato un posto come pediatra presso il Great North Children's Hospital.

Cinzia Maria Corsaro
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