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Autore: Carlo Cavazzuti
Titolo: Gladiatoria
Genere Saggistica
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Gladiatoria

Gladiatoria è una serie di manoscritti tedeschi scritti dal 1430 al 1490 ca, che condividono uno stesso stile artistico nelle illustrazioni delle tecniche schermistiche e riguardano gli stessi tipi di combattimento, principalmente corazzato. Attualmente sono state recuperate cinque versioni del trattato, tutte anonime.
La prima versione, temporalmente parlando, è il manoscritto MS KK5013, custodito a Vienna presso il Kunsthistorisches Museum, scritto intorno al 1430. Costituito da 56 fogli risulta, rispetto agli altri della serie, mancante dei giochi con gli scudi, ma comunque molto completo.
La seconda versione, scritta tra il 1435 e il 1440, è il manoscritto MS Germ. Quart.16. È il testo più completo della serie, per quanto mancante di alcune parti anch'esso. È l'unico che riporta una pagina di copertina con la dicitura “Gladiatoria” ben evidente. Scoperto solo nel 1999 dal medievalista polacco Grzegorz Żabiński, è custodito presso la Biblioteka Jagiellońska di Cracovia. Si compone di 56 fogli scritti in uno stretto alfabeto gotico in un alto germanico che possiamo piazzare tra il tardo germanico medioevale e il germanico moderno.
Subito dopo il testo polacco troviamo, temporalmente parlando, il codice MS U860.F46 1450, datato circa 1440, custodito presso lo Yale Center for British Art di New Haven. Questo codice, anch'esso incompleto, può essere attribuito allo stesso autore del testo custodito a Vienna in quanto mostra analogie pittorico-grafiche estremamente accentuate, per quanto sia il maestro che il copista autori di ogni fonte del Gladiatoria risultino tutt'ora anonimi.
La quarta versione probabilmente vergata tra il 1465 e il 1480 è il manoscritto custodito a Wolfenbüttel presso la Herzog-August Bibliothek e archiviato con il codice Cod. Guelf.78.2 Aug.2º. Il testo è compilativo e oltre a contenere le tecniche del gruppo “Gladiatoria” riporta anche una copia del famoso testo sulle tecnologie militari “Bellifortis” dell'ingegnere tedesco Konrad Kyeser, e alcune parti delle rime schermistiche di Johannes Liechtenauer. È una versione di particolare interesse in quanto contiene molto più materiale rispetto alle altre a lei precedenti, principalmente nella sezione di daga. L'origine di questo materiale aggiuntivo è sconosciuta e la natura della versione, senza testo scritto, rende difficile collocare i giochi proposti in qualsiasi tipo di contesto. Non si è quindi certi che appartengano alla tradizione schermistica dell'anonimo maestro autore di Gladiatoria, anche se, essendo questi giochi riportati con i contendenti in armatura, la cosa è alquanto possibile. Tuttavia, la loro esistenza presuppone un archetipo schermistico e una cultura marziale molto più estesa di qualsiasi copia conosciuta del testo.
L'ultima versione del 1490 è il codice MS CL23842 custodito a Parigi presso il Musée National du Moyen Age. Anch'esso è un'opera compilativa ed è costituito da tre diverse sezioni attribuibili a due diversi autori di cui solo la terza parte è un frammento del Gladiatoria. Il testo presenta analogie spiccate con quello custodito a Wolfenbüttel in quanto entrambi presentano un'esposizione del tutto priva di testo.

Oltre ai cinque testi completi ci sono diversi altri manoscritti che alcuni studiosi hanno attribuito al gruppo. Questi includono il MS 1825 dell'università di Bologna, il Cod.11093 di Vienna e l'ultima parte del Codex Wallerstein di Augsburg (noto anche come Pseudo-Gladiatoria per questo motivo), ma che per diverse motivazioni sono stati tutti esclusi. L'analisi dell'attribuzione o meno di questi testi, per quanto estremamente interessante non sarà oggetto di trattazione in questo testo perché troppo dispersiva.
Come accennato esistono diversi testi che potrebbero essere attribuiti per lo meno nella “corrente” schermistica del Gladiatoria, uno di questi, quello con cui troviamo più analogie è il Codex Wallerstein (Cod. I.6.4º.2). Scritto tra il 1400 e il 1470 in tre piccoli sottotrattati distinti dallo stile schermistico e scrittorio, di cui almeno la terza parte, in cui appaiono i contendenti in armatura, è estremamente simile al Gladiatoria. Proprio qui appaiono tecniche simili per non dire identiche. Questo fatto, negli anni, ha portato gli studiosi a classificarlo prima nella serie del Gladiatoria, poi come Pseudo-Gladiatoria. Un altro autore dello stesso periodo con cui dobbiamo confrontarci per lo studio del nostro trattato è il maestro Hans Talhoffer, conosciuto per cinque testi dal 1443 al 1467. Anche qui, come nel Codex Wallerstein, ritroviamo posture e tecniche estremamente simili al nostro testo, specialmente per quanto riguarda l'utilizzo dello scudo lungo e del brocchiero, che sono una parte molto importante di entrambi i trattati dei due maestri. Nei testi di Talhoffer abbiamo anche riportato un esempio di combattimenti tra uomo e donna, che appare in modo del tutto analogo nella pagina 194V nel testo del gruppo Gladiatoria MS CL23842 (il testo che più porta analogie con quelli di Talhoffer). Al momento essi, assieme ai testi di Paulus Kal, sono tra i pochi esempi di combattimento medioevale tra i due sessi. Da notarsi, per l'appunto, anche i testi del maestro Paulus Kal; originario della regione di Dingolfing e nato nel 1420 circa, fu un grande maestro d'armi in diverse corti e produsse una serie di fechtbuch molto nota, anche se poco studiata. Egli ci presenta nei suoi testi, tutti molto carenti nella parte scritta, analogie fortissime con il gruppo Gladiatoria: una struttura affine, armature e armi affini e tecniche del tutto simili nelle varie discipline presentate. A differenza di Gladiatoria i suoi testi sono molto influenzati dalla tradizione schermistica di altri maestri famosi del tempo, in special modo da quello che fu il maestro del suo maestro: Johannes Lichtenauer. Presentano comunque anch'essi delle situazioni simili a molti altri testi per cui appare evidente che la scherma fosse sì materia per pochi eletti, ma tra questi discussa e diffusa nelle sue varie forme.
Infine, secondo alcuni maestri attuali, potrebbe iscriversi nella lista dei possibili discendenti o copie del Gladiatoria, il Codex 11093 di Vienna, molto simile anche ai testi di Talhoffer, rendendo difficile l'attribuzione a una o all'altra corrente schermistica.
Per quanto riguarda la raccolta Gladiatoria si tratta di testi interessanti che possono essere contemporanei con la tradizione di Johannes Liechtenauer, ma non direttamente influenzati da essa.
Johannes Liechtenauer fu un personaggio misterioso e un maestro di scherma tedesco molto influente tra il XIII° e il XIV° secolo, di cui si hanno pochissime notizie certe e tutte quante per mano di altri maestri tedeschi o da una biografia anonima ritrovata a Norimberga. Pare quasi che fosse un personaggio mistico, con i suoi piccoli vangeli. Egli, seppur stimato maestro, che da quanto rivelano i racconti su di lui pervenutici viaggiò in tutta la Germania e l'Italia per imparare l'arte schermistica, non ci lascia nessuno scritto, forse perché non fu mai vergato o forse distrutto o perduto nei secoli. Lascia però ai propri allievi dei versi, a dire il vero assai criptici, per meglio ricordare l'arte che era stata loro insegnata. Sigmund Ringeck e Peter von Danzig, altri due autori schermistici tra i più famosi nella Germania medioevale, furono suoi allievi e nei loro testi descrivono in sostanza le tecniche e i versi che erano state tramandate da Liechtenauer.
Gladiatoria è uno dei pochi scorci sulle caratteristiche di una tradizione marziale tedesca potenzialmente indipendente, sia dalle tradizioni schermistiche europee, che quelle prettamente germaniche, per quanto riporti forti connotazioni di entrambe, sia nella parte puramente grafica che nella parte letterale.

Il nucleo portante del gruppo del Gladiatoria è una serie di immagini di scherma, per lo più corazzata, corredate da un piccolo testo, quasi unico nel suo genere, illustrante in maniera molto dettagliata i movimenti che si devono eseguire per compiere correttamente la tecnica in esame.
Le immagini e il testo seguono la progressione tipica di un duello giudiziario nei territori germanici: si inizia con lance e scudi piccoli chiamati Ecranches, conosciuti anche con il nome di Targa o Targhe, prosegue con la spada, quindi impiegando la daga, e infine la lotta a terra. Si trovano anche tecniche con lo scudo e la spada e lo scudo da solo, in “camisa” (senza armatura e con sole vesti civili) che nel testo in esame, seppur sono la parte minoritaria, sono comunque indice di una cultura schermistica che prevedeva anche l'utilizzo del duello armato tra coloro che non potevano permettersi un'armatura (come si nota anche nei testi di Hans Talhoffer e altri).
Il duello tradizionale comincerebbe a cavallo per passare, poi, al combattimento a piedi. In più lo scudo che appare in tutto il testo, sia imbracciato che gettato a terra, è uno scudo che è stato progettato per la scherma in sella, motivo che fa supporre, per l'appunto una parte precedente a cavallo sottintesa o perduta, in quanto Gladiatoria salta completamente questa parte del duello. È comunque possibile che nel territorio del maestro autore del nostro testo, il duello giudiziario avesse inizio direttamente dallo scontro a terra. A mio dire ci sono possibilità che il testo sia incompleto in quanto la parte trattante le tecniche non in armatura è decisamente povera se confrontata con la trattatistica degli altri maestri tedeschi dello stesso periodo, che mostrano molti di più giochi e molto più ricchi.
Il testo qui in analisi è uno dei più completi della serie: il Codex MS Germ. Quart.16 Gladiatoria.

Carlo Cavazzuti
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