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Autore: Salvatore Scalisi
Titolo: Nulla succede per caso
Genere Narrativa contemporanea
Lettori 140
Nulla succede per caso

Come in ogni cosa ci vuole del tempo prima che ci si integri nella nuova realtà, al cambiamento che, seppur non rientri in una vera e propria rivoluzione di vita, comporta sempre un piccolo trauma. Trasferitosi in un paese di poche anime situato in riva al mare è stata per Giovanni una decisione che è maturata pian piano e che alla fine doveva assolutamente concretizzarsi, come in una sorta di rigenerazione psicofisica. Inevitabile quando per anni ci si lascia andare nella solita routine, casa e lavoro e viceversa, pochi svaghi se non inerenti alla sua attività di scrittore, in cui non è facile esimersi nell'organizzare eventi per la presentazione dei suoi libri. Magari da uno scrittore ci si aspetta che conduca una vita mondana e che ami muoversi spostandosi da un capo all'altro del mondo per conoscerne le abitudini e i costumi delle popolazioni del luogo tanto preziosi per il suo lavoro, ma evidentemente Giovanni punta tutto sulla sua fervida immaginazione. Forse è giunto il momento di dare un input e nuove risorse alla sua creatività. La sua nuova residenza ha coinciso con la bella stagione e il periodo in cui si è concesso una pausa di lavoro. D'altronde, a quasi sessant'anni e dopo una produzione di scritti di tutto rispetto, non ha più l'urgenza di dimostrare le sue innate capacità letterarie, come invece era d'obbligo agli inizi della sua carriera. L'appartamento a piano terra che ha preso in affitto, non ha mai pensato di comprarne uno, forse perché immaginava che prima o poi, in vecchiaia, sarebbe diventato un'anima errante, è strutturato su due livelli con annesso un cortile interno e posto macchina. Al primo piano c'è il soggiorno, la cucina e i servizi igienici, mentre al piano superiore c'è la camera da letto e i doppi sevizi. L'appartamento è sufficientemente comodo ma sicuramente più piccolo di quello precedente in cui ci ha abitato per quindici anni, ma non sa spiegarsi il perché all'improvviso abbia sentito il bisogno di avere una persona che l'aiutasse nelle faccende di casa. In verità non ci pensa più di tanto, evitando così di crearsi inutili problemi, in fondo se lo può permettere. L'unico rammarico, se proprio deve essercene uno, e come mai non ci abbia pensato prima.

***

Dopo averle fatto visitare la casa, Giovanni invita la donna, una graziosa cinquantenne dai capelli lunghi di colore castano chiaro che le scendono fin sopra le spalle, ad accomodarsi nel soggiorno.
- Le va di bere qualcosa? Un caffè o una bibita? – chiede Giovanni.
- Con questo caldo ... vada per la bibita – risponde la donna, sedutasi sulla poltrona.
- Un'aranciata va bene? –
- Sì. –
Giovanni va in cucina apre il frigo prende il contenitore in Tetra Pak con il succo d'arancia e riempie due bicchieri portandoli su un vassoio nel soggiorno.
- Grazie, ci voleva proprio – dice la donna, sorseggiando la fresca bevanda.
- Sì, sono d'accordo – replica Giovanni, sedutosi sull'altra poltrona. – In effetti fa caldo ... non capisco cosa mi trattiene a non utilizzarlo – l'uomo col telecomando accende il climatizzatore posto in alto sulla parete. – Dovrebbe rinfrescare la parete. –
- Già – osserva la donna. – Posso chiederle come ha avuto il mio numero telefonico? –
- Ho espresso al padrone di casa il desiderio di avere una collaboratrice domestica, cosi lui mi ha dato il suo recapito, dicendomi che potevo fidarmi. –
- L'ho immaginavo. –
- Ha già lavorato in questa casa? –
- Sì, fino a cinque mesi fa, col precedente inquilino. –
- Il padrone di casa di questo non me ne ha accennato nulla. –
- Lo credo bene, è già tanto se le ha dato il mio numero telefonico. –
- Non conosco i particolari, ma non vorrei crearle problemi. –
- No, si figuri, nessuno mi ha costretto a ritornare qui. –
- A ritornare sul luogo del delitto ... mi perdoni, a volte il mio sarcasmo è fuori luogo, soprattutto se è rivolto a persone che non conosco bene. –
- Be', in qualche modo ci ha azzeccato – afferma la donna.
- Ci stiamo incanalando in un sentiero tortuoso, forse è meglio soffermarci esclusivamente sulle cose attinenti al nostro incontro – risponde Giovanni. – Lei è Valeria, giusto? –
- Sì, e lei è il signor Giovanni Biagi. –
- Già. –
Trascorrono attimi di silenzio in cui ci si aspetta altre informazioni o domande di carattere personale. Le attese dell'uomo svaniscono, così decide di tralasciare il superfluo ed ottimizzare invece il tempo disponibile a loro disposizione.
- La casa la conosce già, non chiedo assistenza sulla mia persona, godo ancora di ottima salute e sono perfettamente autonomo, quello che desidero è che di tanto in tanto venga a mettere un po' di ordine qua dentro; per quanto riguarda l'orario, sarà lei a decidere, come le viene più comodo. –
- Di tanto in tanto che significa? – gli chiede Valeria.
- Be', non conosco i suoi attuali impegni. –
- Mi dica solo quando devo venire. –
- Non lo so, diciamo un paio d'ore due, tre volte la settimana. –
- Un paio d'ore due, tre volte la settimana non è di tanto in tanto. –
- Sì, ha ragione, ma se per lei non va bene ... -
- Nessun problema; preferisce la mattina o il pomeriggio? –
- Su questo faccia lei, potremmo alternare le due fasce orarie. –
- Per me va bene. –
- Ok. Dobbiamo solo metterci d'accordo sul suo onorario – dice Giovanni.
- Non credo che ci metteremo a litigare per questo – risponde con un sorriso la donna.
- Già. Naturalmente vivo da solo. –
- Sì, questo l'ho capito. –
- Da cosa, dal disordine? –
- No, è abbastanza in ordine. –
- Dal suo sesto senso? –
- Forse. –
- Già, è tipico di chi fa il suo lavoro, avete fiuto su queste cose. –
- Non vorrei che si sentisse in imbarazzo. –
- No, stia tranquilla. Non le ho detto ancora di cosa mi occupo ... -
- È così importante? –
- No, se lei non desidera saperlo. –
- Ma se ci tiene proprio a dirmelo. –
- Sono uno scrittore. –
- Interessante. –
- Sì, anche se lo considero un lavoro come un altro e piuttosto stressante sotto l'aspetto mentale; in molti non ci credono, ma è così. –
- E questo non le permette di sprecare le sue preziose energie nei lavori di casa. –
- In qualche modo è proprio così; l'età scivola lentamente e le forze vitali sono sempre meno. –
- Non vorrà trascinarmi in uno stato di tristezza? –
- Non ci penso nemmeno, lei non ne ha motivo. –
- Ne è sicuro? –
- Quanto meno glielo auguro. Ad essere sincero percepisco in lei un invidiale forza di carattere; sa, non è di tutti. –
- Non so cosa risponderle; la ringrazio, ma non credo di possedere questa peculiarità. –
- La sua è falsa modestia. –
- Signor Giovanni, non crede che inavvertitamente abbia invertito i nostri ruoli? –
- Di solito non mi sbaglio mai e spero che in questo caso non faccia un'eccezione. –
- Non vorrei che la mia umile presenza distogliesse la sua attenzione dalla realtà ... forse è quello che desidera – dice la donna, riuscendo a strappare un simpatico sorriso a Giovanni.

***

Giovanni ha ricevuto dalla donna una buona impressione, lui che in materia di collaboratrici domestiche non ha nessuna esperienza, quello che conta in queste situazioni è affidarsi al proprio intuito; insomma, il primo approccio deve essere buono, altrimenti è meglio troncare subito. Il fatto che rimanga nei suoi pensieri è di per sé positivo, sì, perché Valeria gli è rimasta impressa nella mente, sarà per quel modo spigliato di rispondere e di affrontare il suo interlocutore con grande sicurezza, dimostrando di non avere nessun timore reverenziale con chiunque abbia dinanzi, potrebbe trattarsi di uno scrittore di fama internazionale. In questo caso per lo scrittore è opportuno non farsi trovare impreparato, così Giovanni va al supermercato a comprare tutti quei prodotti utili per la pulizia della casa. Mica può permettersi di fare una brutta figura. L'indomani mattina giunge il responso sugli acquisti.

***

- Sì, è quello che ci vuole – dice Valeria, guardando i prodotti nello sgabuzzino.
- Sa, fino ad oggi ho provveduto a pulire l'appartamento in cui abito con meno della metà dei prodotti che vede – risponde Giovanni.
- È uso comune per gli uomini che abitano da soli. Comunque, immagino che se la cavi bene. –
- Nulla di eccezionale, ho sempre fatto il minimo indispensabile. Posso offrirle il caffè? –
- Pensavo di prepararglielo io. –
- Come preferisce. –
Preso il caffè insieme, Valeria inizia a pulire la casa mentre Giovanni sta seduto in poltrona a leggere un libro. Ogni tanto si incrociano lo sguardo, ed è come se ognuno di loro due violasse la privacy dell'altro. Stanno molto attenti che questo continuo osservarsi non crei imbarazzo, ma la tentazione è forte e allora sul viso della donna traspare un velato sorriso, sufficiente da contagiare Giovanni.
- Oggi non scrive? – gli chiede la donna, intenta a spolverare con un panno un ripiano di un mobile.
- No, dovrei iniziare un altro lavoro, credo che avverrà a giorni – risponde Giovanni, alzando lo sguardo dal libro.
- Ha già qualche idea? –
- No, al momento no. –
- Allora come fa ad essere sicuro che a breve inizierà una nuova storia? –
- Bella domanda; diciamo che lo sento, è stato sempre così, ad un certo punto ho la forte necessità di scrivere. –
- E allora le idee vengono. –
- Qualcosa di simile. Lei legge? –
- Sì, mi considero una lettrice compulsiva. –
- Davvero? –
- Le sembra così strano? -
- No, mi perdoni, non volevo dire questo, e che al giorno d'oggi la rappresentanza di lettori si va assottigliando. Comunque, mi fa piacere che sia una lettrice compulsiva. –
- Lo so cosa vorrebbe chiedermi – dice Valeria, lasciando di stucco Giovanni. – Se ho letto un suo libro. –
- Lo ammetto, stavo per chiederglielo – replica l'uomo. – Credo che sia nella natura di uno scrittore ... -
- Essere vanitosi? –
- Perché no, in fondo lo siamo tutti. –
- Già; sì, ho letto alcuni suoi libri – afferma Valeria.
Giovanni richiude il libro che stava leggendo e lo poggia sul tavolinetto.
- Lei sapeva chi ero, non è così? – chiede l'uomo a Valeria.
- Sì, è così – risponde la donna mentre continua a pulire una vetrinetta.
- Perché non me l'ha detto subito? –
- Non mi sembrava importante e soprattutto non attinente al nostro incontro. –
- Sì, questo è vero – osserva Giovanni. – Beh, a questo punto spero di non averla delusa ... mi riferisco ai miei libri. –
- Mi sta chiedendo il mio giudizio? – replica Valeria.
- Se ciò le crea imbarazzo, no. –
- Il mio giudizio non è rilevante ai fini del suo successo, lei è seguito da milioni di fan che l'adorano. –
- E altrettanti che mi detestano, fa parte del gioco e alla fine ci si abitua, sia agli elogi che alle critiche più spietate. –
- Mi dispiace aver interrotto la sua lettura – dice con un sorriso birichino la donna.
- La distrazione che mi si è presentata non è meno interessante del libro che sto leggendo – risponde con un'aria compiaciuta, Giovanni.

***

Finite le pulizie, Valeria va via confermando di ritornare fra due giorni. La sua imprevedibile personalità ha lasciato il segno a Giovanni, il quale in cuor suo, non lo ammetterebbe mai, non vede l'ora di rivederla. L'uomo è un amante del mare e non a caso ha scelto di trasferirsi in questo paese bagnato dalle limpide acque, quindi la passeggiata quotidiana è una piacevole abitudine e farla di mattina, considerando che al momento non ha impegni di lavoro, è qualcosa di straordinario. Sulla spiaggia ghiaiosa ci sono poche persone, altre hanno deciso di immergersi nel meraviglioso tappeto azzurro. Lo farà anche Giovanni, ma prima desidera respirare a pieni polmoni godendosi il panorama. S'incammina ancora un po', poi si ferma e poggia lo zainetto per terra, sedendosi accanto. Si distende supino. Assapora un senso di beatitudine che vi si può leggere sul viso; rimarrebbe ore ed ore così, se non fosse che la calura inizia gradualmente ad essere insopportabile. Si erge sul busto mentre si toglie la camicia, rimanendo in boxer, pronto a rinfrescarsi nello splendido mare, quando ad un tratto volgendo lo sguardo all'orizzonte scorge una fulgida Dea emergere dalle acque. Si tratta di Valeria, non ha dubbi; indossa un bikini color amaranto che, nonostante l'età, ne esalta il seducente corpo. L'uomo la segue con lo sguardo mentre si distende prona poco distante. Dopo essersi asciugata si gira in posizione supina, prende un libro lì accanto e lo apre nel capitolo lasciato in sospeso, iniziando a leggerlo.
- Già, il tuo inseparabile amico – dice tra sé e sé Giovanni, mentre si alza, percorre alcuni metri fino a raggiungere la battigia e si immerge nel cristallino mare.

***

- Buongiorno – dice Valeria.
- Salve – risponde Giovanni, sull'uscio di casa. – Prego. –
La donna entra nell'appartamento, mentre Giovanni chiude la porta d'ingresso.
– Tutto bene? –
- Sì, grazie. Lei? –
- Bene. L'aspettavo con ansia – afferma l'uomo.
- Davvero? – risponde perplessa Valeria.
- Sì, non è da tutti i giorni fare la conoscenza di una lettrice compulsiva. –
- Non credevo che ne rimanesse impressionato altrimenti non glielo avrei confessato. In verità mi piace leggere, nulla di più, non vorrei sembrare una specie rara. –
- Lo è in qualche modo – dice col sorriso sulle labbra Giovanni.

***

- Be', io ho finito – dice Valeria.
- Se non ha altri impegni può intrattenersi un po' – risponde Giovanni, seduto sulla poltrona.
- Ok. –
- Si accomodi pure. –
La donna si siede sull'altra poltrona.
- L'ho vista l'altro giorno, in spiaggia – afferma l'uomo.
- Sì? Lei dov'era? – risponde Valeria.
- Disteso poco distante. –
- C'erano pochi bagnanti, strano che non mi sia accorto di lei. –
- Era distratta dal meraviglioso mare e ... dal suo inseparabile amico – Giovanni indirizza lo sguardo sulla borsetta della donna.
- Si riferisce al libro? – replica Valeria accennando ad un sorriso.
- Sì. –
- È il mio passatempo. –
- Già. Cosa stava leggendo? –
- Un saggio di un autore russo. –
- Lettura interessante. –
- Abbastanza interessante; devo ancora finirlo. –
- Oltre alla narrativa mi sono cimentato con la saggistica; per carità, nulla di paragonabile con i grandi autori, è stata una piacevole divagazione. –
- Sì, li ho letti – afferma Valeria. – Ho letto molti dei suoi libri. Ecco, non mi consideri una sua fan, non lo sono di nessuno autore, su questo voglio essere chiara. –
- Certo, ha le idee abbastanza chiare, ed immagino che ne vada fiera. –
- Non ci penso, è una cosa naturale. –
- Lei è una meravigliosa persona. A proposito, vorrei farle i miei complimenti. –
- Per cosa? –
- Ho avuto il piacere di poter ammirare la sua bellezza, l'altro giorno in spiaggia. –
- Credevo che l'avessi sorpreso come lettrice compulsiva. –
- Sì, ma evidentemente lei è una fonte di meravigliose sorprese. Posso offrirle qualcosa da bere? –
- Perché no! –
- Un'aranciata? –
- Sì. –

***

Non c'è nulla da fare, quella donna è diventata il suo pensiero predominante e non c'è distrazione che possa toglierla dalla mente. E visto che non ha altri impegni, non ha ancora iniziato il suo nuovo lavoro, può permettersi di spendere il suo tempo come meglio crede, e al momento il suo istinto lo porta a scendere in spiaggia dove immagina, e spera, di incontrare Valeria, distesa nel solito posto con il libro in mano. Ed è lì, ma questa volta non è immersa nella lettura, a sostituire il li libro c'è un uomo con indosso un costume, disteso al suo fianco. Giovanni frena la lenta andatura e il suo entusiasmo crolla miserevolmente. Inutile nasconderlo, lo scrittore ci è rimasto male, aveva creduto che quella splendida creatura fosse una solitaria, lei i suoi libri e basta più. Non gli si può certo peccare a Giovanni di fantasia, è il suo terreno fertile in cui giocarci sopra come un bambino e ritrovarsi improvvisamente con l'anima a pezzi.
- ... tutto questo non ha senso – dice tra sé e sé Giovanni, mentre ritorna indietro. – Mi sto lasciando prendere la mano in qualcosa di assurdo, la mia mente sta facendo i capricci ... non è una storia che devo scrivere, perciò diamoci una calmata se non voglio cadere nel ridicolo. –

***

I buoni propositi ci sono, peccato che non sempre vengono mantenuti. Giovanni non fa altro che pensarla, gli manca tutto di Valeria, la sua voce, i suoi discorsi che, seppur con tono leggero, sanno essere incisivi al punto giusto, e la sensuale femminilità che sembra giocare a nascondino, ma è lì, pronta ad ammaliare con un solo, semplice sguardo. Ma c'è dell'altro, Giovanni lo sente ma non riesce, o non vuole, capire di cosa veramente si tratti. Una cosa è sicura, deve assolutamente rivederla, non può attendere un altro giorno, momento in cui la donna si reca a casa sua per le pulizie. Così l'indomani mattina ritorna in spiaggia col forte desiderio di incontrarla da sola, poterle parlare e conoscerla più a fondo. La fortuna l'assiste, lei è lì, con gli occhi socchiusi, distesa supina sulla stuoia ad asciugarsi sotto i raggi del sole. L'uomo le si avvicina con un certo imbarazzo, come se stesse per superare un limite invalicabile, gli verrebbe quasi di tornarsene indietro, ma, Valeria, schiudendo gli occhi scorge la sua presenza.
- ... salve – dice Giovanni colto di sorpresa.
- ... salve – risponde Valeria. – È venuto a farmi visita? –
- Già. L'ha disturbo? –
- No. Il sole non è ancora forte ed io ne approfitto per rilassarmi un po'. Pensavo che ... -
- Fosse qualcun altro? –
- Sì, un mio amico; capita ... -
- Che venga a farle visita. –
- Sì, come lei. Il mio amico di solito si ferma a fare il bagno. –
- È quello che farò anch'io; col suo permesso, si intende – dice Giovanni.
- Accordato – replica col sorriso sulle labbra, Valeria.
L'uomo si toglie la camicia rimanendo in boxer e si siede sulla ghiaia.
- Non ha nulla su cui distendersi – osserva Valeria, volgendo lo sguardo all'uomo.
- No, ma non fa nulla, riesco a farne a meno – risponde Giovanni.
- Io non ci riuscirei, sarebbe come se mi torturassero il corpo; beh, certo, per voi uomini è diverso. Sa a cosa sto pensando? –
- No. –
- In questo momento ci sarebbero migliaia, o forse milioni di persone che desidererebbero essere al mio posto, a fianco al grande scrittore Giovanni Biagi. Non capita tutti i giorni, visto che a lei non piace mettersi in vetrina. –
- Non credo che la mia presenza la faccia impazzire. –
- No, ad essere sincera, non sono il tipo di perdere la testa per queste cose. –
- E poi, dica la verità, non sono fra i suoi autori preferiti. –
- Ci risiamo, non si arrende, desidera a tutti i costi sapere cosa ne penso dei suoi scritti. Potrei mentirle. –
- Sono sicuro che non lo farebbe. –
- Cosa glielo fa pensare? –
- Lei non è il tipo che ha peli sulla lingua. –
- È venuto a trovarmi per dirmi questo? –
- No, mi scusi, ha ragione, e che a volte è più forte di me. –
- Già, credo che sia naturale per voi scrittori. Certo, non scrivete per voi stessi ma per il grande pubblico e le recensioni sono la linfa vitale di cui non potete fare a meno. –
- Solo quando sono positive – risponde con un'espressione sorridente, Giovanni.
- Non vorrà che guasti la giornata? – replica sulla stessa falsariga, Valeria.
- Le piace tenermi sulle spine. –
- Non ha motivo di preoccuparsi, nessuno ormai può incrinare la sua fama, tanto meno una semplice lettrice. –
- Una lettrice compulsiva. –
- Sì; ha timore di me? –
- No, sa in verità ... non sono venuto a trovarla per questo, desideravo vederla, scambiare quattro chiacchiere con lei e non necessariamente di libri. –
- Si sente solo? –
- No, ci sono abituato; no, non è questo ... chiedo la sua amicizia, ci terrei molto. –
- Ed io ne sono lusingata. –
- Grazie. Com'è il mare? – chiede Giovanni.
- Splendido – risponde Valeria.
- Be', faccio un bagno. –
- Credo che sia un'ottima idea. –
- Non sono un gran nuotatore, quindi non si aspetti che mi allontani troppo dalla riva. –
- La terrò d'occhio, nel caso avesse bisogno d'aiuto. –
Dopo aver fatto il bagno, Giovanni ritorna sedendosi a fianco di Valeria.
- L'acqua è davvero splendida. Se non fosse stato per lei sarei rimasto dentro – afferma l'uomo, volgendo lo sguardo all'infinito tappeto azzurro.
- Non vorrà dirmi ... - replica Valeria.
- Sì, da quando mi sono trasferito qua è il primo bagno che faccio. –
- Attendeva che qualcuno la stimolasse? –
- Già. –
- Lei è un pigro. –
- Lo ammetto. –
- L'unico suo interesse è la scrittura, tutto il resto non necessità un'attenzione particolare, è così? –
- Be', in qualche modo è così, anche se la vita riesce sempre a sorprenderci – dice Giovanni, guardando intensamente negli occhi Valeria.
- È in cerca di nuovi spunti per il suo nuovo libro? – replica la donna.
- No – risponde Giovanni, accennando ad un sorriso. – Non penserà che sia un'opportunista? –
- Sì. –
L'uomo l'osserva perplesso.
- Sto scherzando! – lo tranquillizza Valeria.
- Lei ha il dono di entrare nell'animo delle persone, qualsiasi cosa dica – replica Giovanni. – Avrei il piacere di invitarla a cena, se non ha altri impegni, naturalmente. –
Valeria ha un'espressione attonita.
- ... questa non me la sarei mai aspettata – risponde la donna. – Di solito nell'ambito del lavoro ci si tiene distanti nel prendere simili iniziative. –
- Di solito, ha detto bene, ma noi non siamo gente comune. –
- Lei non lo è di sicuro. –
- Nemmeno lei, ne sono convinto. –
- Potrei deluderla – dice Valeria.
- Correrò il rischio – replica Giovanni.
- Ok, accetto l'invito. –
- Grazie. Andremo fuori in un locale. –
- Sì, forse è meglio, non mi sentirei al sicuro nella tana del lupo – risponde con un sorriso Valeria.
- Se la cosa la fa sentire più al sicuro ... -
- Ci può scommettere. –
- Niente lettura oggi? –
- No, desidero concentrarmi sulla splendida serata che mi attende. –
- Giusto! –

Salvatore Scalisi
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