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Autore: Sergio Bertoni
Titolo: La crisi delle certezze
Genere Saggistica
Lettori 131
La crisi delle certezze

Un gentleman in difficoltà

L'introduzione che precede il primo atto, si apre con due precisi riferimenti spazio-temporali: - Nell'ottobre 1894, nel quartiere nord orientale di Londra... - Che hanno la funzione di conferire maggiore veridicità al testo le cui vicende si collocano in luoghi e tempi familiari e consueti per il lettore implicito vittoriano.
La successiva descrizione del quartiere convoglia un'ulteriore serie di elementi rassicuranti: è una zona popolosa, abitata da ceto medio, ha strade larghe, giardini privati, servizi pubblici efficienti. Il sole brilla su miglia e miglia di case dall'aspetto uniforme.
Come in una carrellata cinematografica, anche se il cinema nascerà solo un anno dopo la stesura di - Candida - , nel dicembre del 1895, lo sguardo del narratore si sposta sorvolando un mare di tetti d'ardesia per giungere a una macchia di verde: è il Victoria Park su cui si affacciano le finestre della casa parrocchiale del reverendo James Morell. È una decorosa palazzina, con un giardino e un porticato. In cima alle scale vi è una stanza, con un'ampia vetrata sul parco, dove lavora il pastore. L'arredamento è quello convenzionale della famiglia medio borghese: solide poltrone, un caminetto, un'ampia scrivania ricoperta di carte, un tavolo più piccolo con la macchina per scrivere, una libreria, un divano e una poltroncina in miniatura per bambini.
La parete dietro la scrivania del pastore è ricoperta da scaffali pieni di libri in base ai quali:
- un occhio esperto può valutare la casistica e la competenza teologica del pastore... -
Tuttavia, più della competenza teologica di Morell, ciò che conta è la sua ideologia socialista, immediatamente rivelata da una serie di volumi che comprendono: - Progresso e povertà - di Henry George, un economista americano che propugnava la nazionalizzazione delle terre, i - Saggi Fabiani - , pubblicati dalla Fabian Society, un'organizzazione socialista cui Shaw aveva aderito nel 1884, - Un sogno di John Ball - , storia in versi e in prosa del socialista William Morris su John Ball, un religioso del 14º secolo che aveva predicato in favore delle riforme sociali, e infine - Il Capitale - di Carlo Marx.
È facile osservare come ogni elemento descrittivo, ogni minuto particolare, abbia una sua precisa funzione referenziale e connotativa; sembra strano quindi notare nel - Sancta Santorum - di Morell, un oggetto apparentemente superfluo: la poltroncina per bambini.
Morell, è vero, ha due figli, ma il suo studio è l'unica stanza in cui essi non entrano (...spared from the children...) o comunque non si trattengono. Malgrado ciò la poltroncina sarà usata tre volte, e dai due protagonisti maschili, Marchbanks e Morell; essa, infatti, ha una funzione simbolica che, come vedremo, connoterà uno stato di impotenza o di castrazione.
La prima scena che appare allo spettatore è quella di Morell e Proserpine intenti al proprio lavoro e ci mostra il perfetto ritratto di un gentleman, intento a programmare, con accuratezza e precisione, i propri impegni settimanali di conferenziere.
Il sopraggiungere di Alexander Mill, il suo assistente, dà modo a Morell di far sapere di essere in attesa dell'arrivo di Candida che, trovandosi in villeggiatura con i bambini, ha deciso di tornare a casa per un paio di giorni, per prendere degli indumenti più pesanti per i due figli, ancora convalescenti per una malattia infantile.
Con tenerezza, ma con il fraseggiare retorico del conferenziere, Morell si lancia in una perorazione sulle virtù di Candida e sulle gioie del matrimonio; si dispone quindi a uscire, per andare ad accogliere la moglie alla stazione. Mill lo ferma, e lo informa di avere incontrato Mr. Burgess, il padre di Candida, che sta venendo a trovarlo. Morell accoglie la notizia quasi con incredulità, dimostrando di non gradire molto la visita, poi, rassegnato, esce.
Rimasta sola con Mill, Proserpine sfoga il suo malumore per le lodi, a suo dire eccessive, che Morell è solito fare nei confronti di Candida. Traspare, dalle parole della dattilografa, un'evidente gelosia nei confronti della moglie del pastore. Mill commette a sua volta l'errore di magnificare la bellezza di Candida, e diviene quindi l'immediato bersaglio del nervosismo di Proserpine, che lo accusa di non essere altro che un meschino imitatore delle idee e degli atteggiamenti di Morell. L'arrivo di Burgess interrompe il battibecco tra i due, tronfio e volgare, egli fissa con delusione la ragazza e afferma:
- Lei non è la stessa signorina che prima scriveva a macchina per lui? (...) No. Quella era più giovane - .
A parte l'evidente mancanza di tatto, l'affermazione di Burgess e la sua delusione denotano un fatto di un certo interesse: la precedente dattilografa era quindi più giovane e più graziosa. La sua sostituzione con Proserpine è probabilmente opera di Candida che, ben conoscendo il fascino esercitato dal marito sulle donne, preferisce essere previdente ed evitare le occasioni. Ci troviamo quindi di fronte a un'ulteriore dimostrazione della pratica e utilitaristica visione delle cose che Candida ha ereditato dal padre.
Morell, nel frattempo, avvertito da Proserpine dell'arrivo del suocero, ritorna nello studio. I due non si vedono da tre anni, fin da quando cioè Morell si era accorto che il suocero lo frequentava per conoscere gente importante, e ottenere degli appalti che gli avrebbero fruttato grossi guadagni. Burgess, infatti, poteva offrire ai suoi clienti condizioni particolarmente vantaggiose, grazie allo sfruttamento da lui praticato nei confronti delle donne che lavoravano per lui, e alle quali offriva paghe vergognosamente basse.
Il colloquio ha toni vivaci, e le sue finalità, come precedentemente detto, consistono nella condanna dello sfruttamento e nell'esposizione di idee riformiste e socialiste. Il colloquio si protrae, il tempo passa, e Candida arriva, tranquilla e inattesa. Morell si dispera perché la visita del suocero gli ha fatto dimenticare di andare alla stazione per accogliere e aiutare la moglie.
Candida lo rassicura: l'ha aiutata il giovane Eugene Marchbanks che, essendo andato a trovarla, ha fatto il viaggio con lei.
Morell esce per pagare la carrozza e accogliere Marchbanks; Burgess è incuriosito e Candida gli spiega che si tratta di un giovane che il marito ha soccorso, mentre dormiva sull'argine del fiume, e invitato nella propria casa. Si tratta dello stesso giovane che ha regalato loro il quadro dell'Assunzione, che si trova ora sopra il caminetto. Burgess è incredulo e disgustato, ma diventa subito entusiasta apprendendo che si tratta non di uno straccione bensì del nipote di un conte.
Morell torna con Eugene, e Burges senza rendersi minimamente conto della timidezza e della riluttanza del giovane, cerca di farselo amico e di condurlo con sé. Candida interviene in soccorso di Marchbanks, e invita il padre a prepararsi per partire presto, e tornare a casa, altrimenti corre il rischio di perdere il treno. Burgess esce, accompagnato da Morell, e Candida e Marchbanks restano soli.
Dalle poche frasi che i due si scambiano, traspare evidente l'immaturità di Marchbanks, e la sua incapacità di adeguarsi all'opaca grossolana semplicità della realtà giornaliera. Sospeso in un mondo di fantasia e d'irrealtà, egli non ha compreso i rozzi scherzi di Burgess, e non comprende l'ironia affettuosa di Candida. La sua ignoranza sul valore del denaro, e il solo pensiero di non sapere quale somma dare al vetturino, l'hanno tenuto in ansia per tutto il percorso.
Morell torna con delle lettere e dei giornali arrivati con la posta, e dopo che Candida è uscita per controllare le faccende di casa, invita il giovane a restare a colazione. Marchbanks appare incerto e impaurito: - I mustn't - (non devo) egli afferma, e quindi aggiunge precipitosamente: - I mean I can't - (cioè, non posso). Morell lo guarda stupito e conclude - You mean you won't - (cioè, non vuole.).
Il giovane piomba in un abisso di confusione, che si accentua dopo il successivo consiglio di Morell di fare una passeggiata nel parco, di scrivere qualche poesia e quindi di ritornare più tardi per fare colazione con loro.
L'intricata risposta del giovane introduce per la prima volta, e senza che egli se ne renda conto, un preciso riferimento sessuale:
- ... Mi piacerebbe moltissimo, ma veramente non posso. La verità è che la signora Morell mi ha detto di non farlo. Ha detto che non credeva che lei mi avrebbe chiesto di restare a colazione, ma che dovevo ricordarmi, se l'avesse fatto, che in realtà lei non vorrebbe che io lo facessi. -In tono lamentoso- ha detto che io avrei dovuto capire, ma non capisco. Per favore non le dica che gliel'ho detto - .
Le implicazioni contenute nell'arruffato discorso, sono diverse, il comportamento di Marchbanks verso Candida, è quello del poeta preraffaellita che concepisce l'amore secondo l'aspetto simbolistico e sacramentale dello spirito medioevale, filtrato dalla sensibilità romantica. In effetti, egli dimostra chiaramente un atteggiamento di sudditanza e venerazione verso la - donna-signora - feudale. Così com'era stato a suo tempo concepito dai poeti provenzali e siciliani, unito, in una certa misura, al concetto della donna angelicata, considerata però non come mezzo per raggiungere la virtù, ma come fine in se stessa.
La sua convinzione era stata peraltro chiaramente rivelata dal suo dono: il quadro dell'Assunzione, ove l'equazione Candida/Vergine Maria dimostra come la figura della donna sia stata da lui idealizzata e trasformata in un essere superiore, puro e intatto, trascendente le cose terrene. Ovvio quindi che il giovane non abbia potuto, o saputo, comprendere le implicazioni sessuali, sottintese, in ciò che Candida gli ha raccomandato. Una seconda indicazione consiste nella sconvolgente spregiudicatezza dimostrata da Candida, nell'evocare, sia pure in forma velata e discreta, i rapporti intimi coniugali. È un'ulteriore conferma dell'indifferenza della donna nei confronti dell'interdetto, sancito dai codici comportamentali vittoriani.
Morell, essendo un uomo e parlando a un uomo, potrebbe esprimersi con maggiore chiarezza; in effetti, lo fa, riconfermando a Marchbanks il suggerimento di fare una passeggiata nel parco e quindi di lasciare i coniugi soli per qualche tempo. Il giovane poeta non comprende ancora, e Morell ha un'esplosione di grossolano buonumore che intacca la sua compostezza di - gentleman - :
- Why, you duffer! - .
L'espressione, quasi intraducibile, comporta varie sfumature di significato che vanno da - inetto/incapace - a - sciocco/senza cervello - e può essere forse parzialmente resa con:
- Ma che razza d'ingenuo! - .
La frase però, e il modo con cui è stata detta, urta entrambi. Morell, pentito, riprende questa volta con delicatezza:
- Mio caro ragazzo, in un matrimonio felice come il nostro, vi è un qualcosa di molto sacro nel ritorno a casa della propria moglie - .
Marchbanks finalmente capisce, e l'improvvisa consapevolezza che Candida ha un corpo, e che questo possa essere profanato dal marito, lo riempie di orrore e lo spinge agli estremi. Morell, nel frattempo, ha ripreso il suo usuale retorico panegirico sulle gioie del matrimonio, e gode nell'ascoltare se stesso, del tutto ignaro della tempesta suscitata. Marchbanks non lo sente più e lo interrompe con selvaggia determinazione:
- No. Basta. Lei non deve. Costringerò questa cosa a venir fuori - .
La frase è complessa ed esprime i pensieri inespressi del giovane: /No./ può riferirsi a quanto ha detto Morell, ma più probabilmente è rivolto a se stesso, alla propria timidezza. /Basta./ quasi certamente indirizzato al flusso di chiacchiere che continuano a uscire dalla bocca del pastore. /Lei non deve./ è un imperativo categorico: non devi osare di avvicinarti a Candida! /Costringerò questa cosa a venir fuori./ il discorso è nuovamente rivolto a se stesso, al proprio amore reificato da: /questa cosa/. È come il travaglio di un parto volontario, dovuto alla selvaggia (wildly) determinazione di superare con la forza ogni ostacolo di fronte alla necessità.
La dolorosa violenza che Marchbanks deve fare a se stesso è stupendamente rivelata da quel - costringerò - , denso di riluttanza e costrizione.
Morell è stupito e perplesso; non comprende l'atteggiamento di Marchbanks né il significato delle sue parole. Questi lo incalza. È necessario giungere a una chiarificazione, e subito. Morell cerca di riprendere il controllo della situazione, mette, con fare indulgente, una mano sulla spalla di Eugene, facendo appello, con toni e modi paternalistici, all'amicizia, alla pazienza e alla gentilezza.
La risposta di Marchbanks è convulsa e furente:
- Se ne accorgerà, se questo sia il momento per la pazienza e la gentilezza!... Non mi guardi con quell'espressione di superiorità. Lei si crede più forte di me, ma se lei ha un cuore in petto, io la farò tremare - .
È la prima volta che la forza di Morell viene messa in dubbio, ma questi non si scuote. Fiducioso e tranquillo risponde alla sfida con una sfida:
- Forza, ragazzo mio, mi faccia pure tremare - .
Marchbanks non esita più, e rivela il suo amore per Candida. La reazione del pastore è sconvolgente: egli spalanca gli occhi ed esplode in un'irrefrenabile risata che lo costringe a sedersi. È naturale, è normale, egli afferma, che ognuno provi amore per quella donna. Per quanto poi riguarda Eugene, il fatto è già reso assurdo dalla differenza di età. Lei ha più di trent'anni e lui non ancora venti, il suo è un amore da ragazzino.
L'ultima frase di Morell: - ... a case of calf love - non può essere sufficientemente resa in italiano./calf love/è una forma vagamente dispregiativa per indicare un amore adolescenziale, un qualcosa senza importanza, ma, nello stesso tempo, /calf/ adombra una numerosa serie di significati: vitellino, bamboccio, idiota.
Marchbanks reagisce violentemente alla sola idea che Morell osi pensare che il tipo di amore suscitato da Candida sia tale, ma questi comincia a irritarsi; la sua compostezza di gentleman subisce le prime incrinature, e ciò lo spinge ad accentuare il suo atteggiamento di superiorità, e a invitare Eugene a non rendersi ulteriormente ridicolo. La risposta di Marchbanks mette in crisi, per la prima volta, i valori su cui poggia la sicurezza del pastore:
- Crede lei che le cose per cui le persone si comportano da sciocchi siano meno vere e reali delle cose per le quali essi si comportano da saggi? Esse sono ancora più vere; sono le sole cose che siano vere. Lei è molto calmo, assennato e misurato con me, perché mi considera uno sciocco nel mio atteggiamento verso sua moglie. E non vi è dubbio che l'anziano signore che era qui poco fa sia molto assennato a proposito del suo socialismo, perché, a sua volta, la considera uno sciocco nel suo atteggiamento verso questa ideologia. Ciò prova che lei abbia torto?... e il suo atteggiamento di compiaciuta superiorità verso di me, prova forse che io abbia torto? - .
Il colpo è andato a segno, e la risposta di Morell ne è la prova:
- ... Un qualche demonio ha messo queste parole nella sua bocca. È facile, tremendamente facile, scuotere la fede di un uomo in se stesso - .
Morell è turbato. Ammettere la possibilità di aver torto sarebbe per lui un'inammissibile dimostrazione di debolezza, egli quindi si sottrae ancora una volta all'attacco, affidandosi alla sua arma preferita: l'eloquenza. Ma il suo discorso, ove elegantemente s'intrecciano, con orgogliosa umiltà, nobili principi di carità cristiana ed esaltazione delle doti dei poeti, è interrotto dallo spietato sprezzante giudizio di Marchbanks: con ira, questi compiange Candida, costretta a sopportare giornalmente tanta vuota retorica. Ferito nel suo orgoglio, il pastore cerca di difendere il suo talento, ma la risposta del giovane è distruttiva: la sua abilità nell'eloquio è buona solo per suggestionare quegli sciocchi che, durante le sue conferenze, si lasciano ubriacare dalle sue chiacchiere, mentre le loro mogli li guardano con commiserazione. Richiamandosi infine a un passo biblico, Marchbanks paragona Morell al re David che canta e balla innanzi all'Arca e gli infligge la pugnalata finale dicendo:
- Ma nel profondo del suo cuore sua moglie lo disprezzava - .
Il colpo, durissimo, scuote l'imperturbabilità di Morell; dietro la maschera del flemmatico gentleman appare l'uomo. Un uomo ferito e furioso che, con forza afferra il bavero del suo avversario imponendogli di lasciare la casa immediatamente. La reazione di Marchbanks è d'isterica repulsione di fronte alla violenza del suo antagonista. Egli lo accusa di farne uso perché ha paura, paura di tutte le idee diverse dalle sue, paura della verità rivelata da queste idee, paura di informare Candida di quanto è accaduto, perché ella, allora, saprebbe chi dei due la comprenda veramente.
Il pastore è ora inquieto e perplesso; egli percepisce confusamente che è preferibile che Candida non sappia quanto è avvenuto. Il dubbio si è insinuato in lui, le sue convinzioni vacillano.
L'arrivo improvviso di Candida interrompe la disputa. Innocentemente, con fare femminile e materno al tempo stesso, lei ravvia i capelli del giovane e gli mette in ordine la cravatta e il colletto scomposti. Marchbanks è estasiato dalle premure della donna che, ignara di tutto, attribuisce il disordine del suo abbigliamento alla sua trascuratezza di poeta e, annullando quanto da lei stessa in precedenza richiesto, lo invita a restare a colazione.
L'atteggiamento e le parole della donna appaiono al giovane dense di significato: Candida si cura di lui, Candida rinunzia a un rapporto sessuale con il marito. Marchbanks esce quindi con lei dalla scena affermando di essere il più felice degli uomini.
- Anch'io lo ero. Un'ora fa - . Mormora Morell sconsolatamente.
L'episodio è attraversato da tutta una serie di significati simbolici che si ricollegano a quanto prima affermato. Marchbanks disprezza Morell che considera un uomo vanesio, convenzionale e vuoto. Ma il suo giudizio è solo parzialmente vero. Questo è, infatti, il modo immaturo di giudicare dell'adolescenza; acutamente percettivo della falsità delle convenzioni che condizionano il comportamento umano, ma troppo radicale nelle sue conclusioni, non mediate dall'obiettività della maturità.
Morell non è, in realtà, come il poeta scoprirà in seguito, un uomo vuoto, incapace di amare e di essere amato. Egli è solo il rappresentante, e insieme la vittima inconsapevole, di un certo sistema di vita.
Candida dimostra una certa superficialità nel non rendersi conto della tensione che si è creata tra Morell e Marchbanks e, nello stesso tempo, dimostra di avere scarso interesse nel possibile desiderio del marito di intrattenere con lei dei rapporti intimi, dopo la temporanea separazione dovuta alla villeggiatura.
Certo, da donna pratica ed esperta se li aspettava e per questo aveva in precedenza avvertito il poeta di non trattenersi a colazione, ora però ha cambiato idea o non dà importanza alla cosa: ulteriore elemento di affinità con il padre.

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