Se la memoria non mi inganna, avvenne che sul fini-re del mese di luglio, de l'anno Millecento uno, giunsi finalmente a Sinope, porto in terra di Anatolia appar-tenente a lo imperadore di Costantinopoli.
Ne li giorni che seguirono a la battaglia di Kasta-monu, mi ritrovai a vagar, solo e perso, fra le stranie-re lande, balzando di villaggio in villaggio. Sopravvissi grazie a le conquiste mie, donando piacer a pulzelle e vedove, imparando ad appr...
Maria Cristina Bellini
I miracoli dei gatti alla riscossa
Racconti
Gigetto.
Il cucciolo bianco e grigio dormiva tenendo la testa ciondoloni fuori dalla cesta, abbracciato alla femmina dal pelo rosa, che mostrava un pezzetto di lingua. Erano talmente stanchi d'aver giocato fino allo sfinimento, da restare addormentati all'arrivo di Giovanna, che era andata da Paola a prendere un gattino, e se ne ritrovava due.
- Oh, che teneri! Guarda quanto sono belli! Come si fa a separarli? Si vede che sono molto affezion...
Enzo Mariotti
L'uomo elegante e altre storie
Racconti
La follia delle cose normali.
Il chitarrista.
Il palco era piccolo.
Tanto piccolo da dover stare attento ad ogni passo, per non inciampare nei cavi o calciare l'asta del microfono.
Ma a lui non serviva spazio. Lui aveva la chitarra.
Le dita scorrevano sulle corde come se fossero nate per quello, e forse lo erano. Ogni nota vibrava nell'aria immobile del locale. Anche chi era entrato per sbaglio, per una birra veloce o per sfugg...
Federico Maderno
Profili diseguali. Racconti della collina
Racconti
In ordine sparso.
– Verrà qualcuno – disse Rettondini la terza o quarta volta. Intanto, sembrava che il tempo si fosse fermato, lì sulla collina del Toffino. Ad osservarla dall'alto, la scena campestre doveva apparire ben strana, concentrata com'era intorno alla sagoma chiara dell'ambulanza e con tutte quelle persone sedute in terra, dalla stessa parte. Sarebbe arrivato qualcuno e li avrebbe guardati con aria stranita, meravigliato per quel...
Franco Alesci
Akua
Racconti di mare
L'ibernista.
Iniziai a prendere il Prozac perché mi sentivo come un sacco vuoto. Avevo la sensazione di essere privo di scheletro, di muscoli e nervi, non riuscivo a rimanere in piedi che per pochi istanti e avevo continui colpi di sonno. Durante il giorno non facevo nulla: non leggevo libri né giornali ed essendo in malattia non lavoravo, né praticavo alcun tipo di sport.
Mi sembrava di poter svenire e precipitare a terra in ogni momento e c...
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Dedicato a chi vuole sognare, dedicato
a chi crede in se stesso e vuole incantare
il mondo con le parole. Dedicato ai
ribelli e ai sognatori, dedicato a chi
non si arrende davanti a un rifiuto
e vuole continuare a dipingere la vita
con mille colori. Questo è il
luogo di tutti, un acro di terra sconsacrata,
dove ognuno può coltivare i propri
sogni, affinché si realizzino
e non abbiano padroni. Questo è
il luogo dei folli che vogliono cambiare
il mondo e ci riescono davvero, questa
è l'ultima speranza di chi vuole
nascere mille volte e non morire mai...