Autore: Angelo Tulli
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Il pennello di martora
Attualità
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Al ritorno mio padre imboccò uno sterrato in discesa, pieno di buche.
- Dove andiamo, scusa? -
- A mangiare, - rispose. - Oggi si va al ristorante. -
Mentre stavamo fermi a un passaggio a livello accese l'autoradio, un vecchio macinino con le manopole che cominciò a rovesciare alcuni brani di musica leggera.
- Com'era il miele di Aldo? -
- Buono, - risposi, guardavo il ragazzo so...  |
Autore: Cinzia Muroni
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Cammina con me
Narrativa Viaggi
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In cerca di frecce, conchiglie e ricordi verso Santiago di Compostela
A scuola durante la ricreazione, ero solita isolarmi dalle mie compagne per rimanere da sola a pensare. Poi strappavo una pagina dal quaderno e con la penna blu, dato che quella nera non mi piaceva e mi metteva tristezza, iniziavo a scrivere quello che mi passava dall'anima in quel momento. Subito dopo soddisfatta e appagata,...  |
Autore: Maurizio Antenore
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Programma Nemesy
Fantascienza
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Prologo
- Alan... dove sei adesso, amore mio? -
Seduta sul letto, tremante, con le braccia avviluppate intorno alle gambe, strette con decisione e il volto nascosto tra le ginocchia in una postura quasi fetale, si abbandonò nell'oblio, piangendo e frenando in gola i continui singhiozzi per un impulso d'illogico pudore: l'assurda trepidazione nel poter essere udita.
Eppure era completamente so...  |
Autore: Lorenzo Maini
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Il Ritorno di Xalthotum
Fantasy, Dark Fantasy
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Cronache da Landwar.
Le Tre Prove.
Aelyra svanisce. Non si dissolve: si smaglia, come un tessuto di luce che si strappa piano, lasciando dietro di sé un turbinio di tempeste cosmiche. Le nubi si contorcono, cariche di fulmini che non colpiscono, ma rivelano.
Tuoni che non rompono il silenzio, ma lo scolpiscono.
Ogni bagliore apre squarci: pianeti che respirano, mondi che si piegano su sé...  |
Autore: Simona Scorza
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I baci ritrovati
Romanzo Rosa
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Una canzone.
Un arpeggio di chitarra sta solleticando le mie orecchie ormai da qualche minuto. È soffice e richiama tutti i miei sensi a sé. È come una carezza delicata che mi sfiora la mascella, un alito rasente sui capelli, un bisbiglio che si attanaglia alle mie spalle.
“Da dove proviene?” si chiede la mente.
Le labbra, ancora serrate e secche, mormorano a tratti, un po' scocciate.
A...  |
Autore: Emanuele Peccioli
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Sono immobile.
Distesa, non avverto il pavimento, il letto o il terreno su cui giaccio.
Sono parte di ciò su cui sono distesa.
Intorno a me esiste il nulla.
Gli occhi chiusi, avverto lampi di luce, colori si susseguono, non compongono alcuna figura.
Le palpebre serrate, non riesco ad aprirle.
Immobile.
I muscoli insensibili, il pavimento è parte di me.
Un sibilo fioco, molto fioco.
Aument...  |
Autore: Nicola Polizzi
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L'orologio del tempo del mondo mostrava l'orario delle principali città per ognuno dei ventiquattro fusi della Terra. Fatto erigere nel 1969 dalla Repubblica Democratica Tedesca, è una delle principali attrazioni di Berlino.
Un paradosso per un Paese che aveva eretto un muro per non far fuggire i suoi abitanti.
Davanti a quella struttura che sorregge una riproduzione del sistema solare rotante, ...  |
Autore: Arcangelo Conzo
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L'armonia del pazzo
Romanzo
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S'aprì la finestra al primo piano del palazzo baronale. La luce dei lumi a petrolio inondò il buio della strada. Quella sera il freddo imbottigliava i corpi nei pastrani.
“È nato!”
Il grido di gioia, di voce femminile, sferzò nell'aria gelida. La terra desolata del Mezzogiorno ebbe un sussulto simile ad una frustata e si sottomise al nascituro. Il primogenito del signorot-to locale ave...  |
Autore: Patrizia Pieri
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Un giorno, tornato a casa, Andrea trovò Aroa ad aspettarlo seduta sui gradini davanti la porta di casa. Il suo viso era cupo, lo sguardo sfuggente. Aveva preparato una borsa con dentro i suoi vestiti. Disse di non sentirsi amata e non voleva continuare ad aspettarlo. Voleva andare via da quella casa, via da lui. Andrea non si stupì, in cuor suo sapeva, sin dall'inizio, che prima o poi sarebbe fini...  |
Autore: Alex Ombre
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Memorie di un incubo
Romanzo
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Aprii gli occhi sollevandomi bruscamente dal cuscino, come chi annega si fa strada nell'acqua spingendo la testa oltre la superficie. Come chi, nel panico, si strappa dall'incubo.
Respirai tanto a fondo che mi parve di esser stata in apnea per tutta la notte. Le lacrime iniziarono a scendere e tossii, ancora mi sentivo i polmoni allagati.
Cercai di ricordare cosa fosse successo. Era stato questo...  |