|
“A.A.F. Toscana” non è semplicemente un romanzo di fantascienza: è una dichiarazione di intenti, un urlo di resistenza umana lanciato tra le rovine di un mondo post-apocalittico che somiglia sinistramente al nostro. Gian Luca Bravetti firma un'opera sorprendente per intensità narrativa, costruzione del mondo e profondità dei personaggi. Ambientato in un'Italia devastata da una misteriosa invasione aliena, questo libro riesce a fondere con maestria l'azione militare più serrata con una sensibilità psicologica rara nel genere. Fin dalle prime pagine, il lettore è gettato in un incubo vivido e palpabile: Firenze ridotta in cenere, la cupola del Duomo che crolla sotto i colpi di misteriose navi aliene, le colline toscane trasformate in campi di battaglia. Ma l'elemento più inquietante non è l'invasione in sé, quanto la sua inspiegabile ritirata. Da quel momento nasce il vero motore narrativo del romanzo: l'ansia dell'attesa, il senso costante di qualcosa di incompiuto, di sospeso, che avvelena la ricostruzione e tiene i personaggi e il lettore in uno stato di tensione crescente. Il cuore dell'opera è rappresentato dalla base A.A.F. Toscana, una struttura militare incastonata tra gli uliveti e i vigneti della campagna, dove si addestrano i nuovi difensori della Terra. Ed è qui che Bravetti dà il meglio di sé, presentandoci un cast di personaggi affascinanti e credibili, ognuno con una storia, una ferita e una missione. Su tutti spicca Sceriffo, ex poliziotto dal passato tormentato, figura enigmatica e carismatica che diventa il centro morale e operativo della narrazione. Con lui ci sono Lisa (detta Pepe), piccola di statura ma immensa in coraggio e abilità, Dimitri (Maniaco), bielorusso amante degli esplosivi e delle riflessioni filosofiche, e Carlos, lo scienziato brillante e tormentato che cerca risposte nei codici alieni e nei silenzi delle menti controllate. Bravetti costruisce una tensione narrativa che cresce capitolo dopo capitolo. I dialoghi sono asciutti, efficaci, carichi di non detto. Le scene d'azione, come quella al magazzino del porto o il primo incontro con l'alieno, sono girate come sequenze cinematografiche, con un'attenzione per la regia e i dettagli che inchioda il lettore alla pagina. Ma è soprattutto nel sottotesto — nei silenzi, nei sospetti, nei flashback dolorosi — che il romanzo svela la sua vera forza: la fantascienza di Bravetti è profondamente umana. Dietro le armi, i campi morfogenetici, gli alieni e le basi segrete, c'è una domanda costante: cosa siamo disposti a fare per sopravvivere? E cosa perdiamo, nel farlo? Il ritmo è ben calibrato, alternando fasi di alta tensione a momenti di introspezione profonda. Le rivelazioni non sono mai scontate, e ogni passo in avanti nella trama aggiunge un nuovo strato di complessità, sia narrativa che etica. Il personaggio del generale ART, in particolare, rappresenta una delle figure più riuscite: autoritario, ambiguo, affascinante e terrificante allo stesso tempo, incarna il dilemma eterno tra sicurezza e libertà. Il romanzo si distingue anche per una scelta narrativa originale: l'ambientazione italiana. Vedere San Gimignano, Firenze, le colline del Chianti diventare teatro di una guerra interstellare è potente, destabilizzante, e dona all'opera un'identità fortissima, unica nel panorama fantascientifico italiano. Questa scelta rende tutto più reale, più vicino, più urgente. In conclusione, A.A.F. Toscana è un romanzo che conquista, scuote e fa riflettere. Non è solo una storia di alieni e soldati: è una meditazione sul dolore, sulla memoria, sulla speranza e sulla resistenza. Gian Luca Bravetti riesce a costruire un mondo coerente, avvincente e pieno di domande importanti. Per chi ama la fantascienza intelligente, emotiva e ben scritta, questo romanzo è una lettura imprescindibile. Un esordio che lascia il segno e fa sperare in un seguito ancora più profondo e coraggioso.
|