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Mi sono approcciata alla lettura di questo thriller psicologico un pochino titubante. Primo libro di una giovanissima scrittrice ero scettica sulla validità del manoscritto. Amo molto leggere e i thriller psicologici sono i miei preferiti, e questo libro è riuscito a sorprendermi piacevolmente. Un capolavoro! Scritto in prima persona, il protagonista, il detective Brown, dialoga con se stesso, con i suoi dubbi, con le sue paure, e con le sue speranze. La lettura è piacevole fin dall'inizio, l'autrice alterna con maestria gli oscuri scenari degli omicidi a battute ironiche che fanno nascere nel lettore risate e stupore. Il protagonista è circondato da personaggi costruiti in maniera perfetta, con il compito di sottolineare le difficoltà che incontra il nostro protagonista, ma con un pizzico di sana ironia. Il detective Brown ritorna in servizio dopo un lungo periodo di assenza, assenza dettata dalla sconfitta subita da un serial killer, mai catturato, e pertanto "costretto" a non poter mantenere la promessa fatta ai familiari delle vittime di fare giustizia. Ma adesso è tornato, la partita si riapre, e il nostro detective non vuole fallire ancora. E' una corsa contro il tempo, il killer è furbo, intelligente, non lascia tracce, sceglie luoghi improbabili per abbandonare i corpi composti delle vittime, il detective Brown accetta la sfida, confida in un errore e confida in Dio. L'autrice sa tenere il lettore con il fiato sospeso, i gli occhi incollati al libro fino all'ultima riga. Il lettore soffre, spera, prega, combatte insieme al detective Brown e ai colleghi che lo collaborano, riuscirà il nostro protagonista a porre fine a questa mente criminale che da anni sparge sangue di giovani vittime? Vi auguro di leggere questo libro... il caso Christ è tornato... ma il nostro grande detective adesso è pronto.
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