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Mi aveva incuriosito molto il titolo di questo romanzo. So che è rischioso lasciarsi attrarre da un titolo, ma questa volta sono stata fortunata perché ho letto veramente un bel libro, che mi ha soddisfatto e che non passerà nel mio personale dimenticatoio. Io capisco che un libro mi è davvero piaciuto se, quando lo finisco, resto dispiaciuta e poi, per qualche giorno, continuo a vivere un po' in compagnia di quei personaggi. E' proprio quello che mi è successo con questo romanzo che racconta molto bene, e senza mai eccedere nei toni, storie e storia, sorrisi e lacrime, quotidianità ed eccezionalità. Come succede nella vita vera e infatti questa è proprio la vita vera della famiglia dell'autore: dei suoi bisnonni, dei suoi nonni e dei suoi genitori. Che non ci sono più, ma che, se potessero leggere quanto e come li ha narrati questo nipote e figlio, credo ne sarebbero commossi e contenti. Questo almeno succederebbe a me, ne sono sicura, se mi toccasse simile sorte! Ho notato che è un'opera prima: direi quindi un ottimo inizio per questo nuovo autore, che rivela la capacità sia di sapersi documentare quando occorre che di essere molto umano e sensibile quando serve. Non manca neppure, quando il contesto lo consente, un ampio ricorso all'ironia, sempre garbata, ma indubbiamente utile a rendere la lettura più piacevole.
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