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Questo "Naja e rivoluzione" non è una vera autobiografia, ma un po' ci assomiglia perché è la raccolta di cinque racconti autobiografici: l'Autore infatti narra cinque momenti della sua vita, scelti perché li considera fondamentali nella sua storia personale: i primi quattro risalgono alla gioventù e il quinto è stato vissuto in età già adulta. Stile di scrittura curato e scorrevole, linguaggio adeguato ai vari registri, dal più triste al più comico, narrazione sempre disinvolta che comunica viva autenticità. C'è da sorridere, da commuoversi, da ricordare, da riflettere. I lettori non più giovani, nati come me intorno alla metà del secolo scorso, si ritroveranno in parecchie situazioni e atmosfere. Una costante dell'intero libro, e una delle sue doti principali, è la presenza di ironia e anche - cosa più rara e più difficile - di autoironia: mai eccessive ma sempre presenti nel descrivere e commentare fatti, pensieri, comportamenti, illusioni, irruenze, ingenuità proprie e altrui. Tutti noi, in età matura, possiamo guardare alla nostra gioventù, a seconda dei casi, con disillusione o con tenerezza; nei primi quattro racconti, Tullio Guazzotti lo fa con molto garbo ma senza nessuno sconto al se stesso giovane. Diverso ovviamente l'approccio al quinto racconto, dedicato a un viaggio in Nepal, viaggio molto particolare e interessante, fatto alla soglia dei 50 anni. Inaspettata, ma davvero degna di nota e - direi - di encomio, la parte finale con alcune originali osservazioni sul desiderio dell'uomo di volare. Pagine che mi hanno lasciato, come lettrice, sorpresa, stupita e infine ammirata. Per rimanere in tema di volo, oserei definirla... un vero colpo d'ala! Non può dunque che esser positivo il mio giudizio su questo libro.
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