Writer Officina - Scrittori Ribelli
Recensione di

Claudia Maria Necula
Chi dice donna...
Autore: Stefano Fiore
 

Ho letto “Chi dice Donna” su segnalazione del mio compagno che si occupa di editoria, e mi è piaciuto molto.
All'inizio mi ha lasciato un po' perplessa, perché il protagonista, Eugenio, non mi risultava molto simpatico. Poi man mano, proseguendo nella lettura, ho capito che forse siamo abituati male, pensando che il protagonista deve essere per forza simpatico, o essere “l'eroe” della situazione.
Non è così. Un protagonista secondo me deve essere “vero”. Deve raccontarci qualcosa di autentico, e magari di “forte”, sulla vita. E questo lo fa eccome.
Noi donne siamo portate a pensare che gli uomini in fondo siano semplici da capire, schiacciati unicamente sulla dimensione del desiderio da soddisfare ad ogni costo. E che di conseguenza si attivino, e facciano di tutto, coerentemente, in modo prevedibile, per conseguire questo obiettivo, senza se e senza ma. Pensiamo che solo a noi donne sia consentito essere “dolcemente complicate”. E invece, man mano che leggevo, sono sprofondata sempre più in una specie di ragnatela avvincente, la psicologia intricata e contraddittoria di quest'uomo che non sa quello che vuole, o forse lo sa, ma non può confessarlo neanche a se stesso perché è socialmente irricevibile. E, riflettendoci su, credo di aver capito meglio tante sfumature di alcuni miei ex, che all'epoca non avevo colto.
E alla fine sono arrivata finalmente a provare anche un po' di simpatia per Eugenio: che ha perso il treno al momento giusto, forse molto precocemente, e adesso per lui è sempre più difficile, quasi impensabile, saltare su quello successivo per rimettersi in carreggiata e stare al passo con gli altri. A noi donne è consentito sbagliare ed essere contraddittorie, agli uomini no. E fra loro sono spietati verso chi resta indietro, o appare strano.
Mi ha colpito poi veder sottolineato così fortemente il fatto che le difficoltà di ordine relazionale, o sessuale, o sentimentale, non sono mai un problema a sè stante, settoriale, quasi tecnico, ma fanno sempre parte di un quadro di personalità generale e integrato, sono il frutto di una lunga storia di vita a 360°.
La sessualità, visitata spesso ma con discrezione ed eleganza, in uno stile che ricorda un po' Moravia, è un filo rosso che serve a guidare il lettore lungo lo sviluppo di un carattere nel tempo.
E poi, soprattutto, mi ha sorpreso piacevolmente, e anche molto divertito, la capacità di un autore maschio di creare personaggi femminili credibili, donne vere che hanno ognuna la propria originalità non convenzionale, non stereotipata, segnata dal proprio percorso esistenziale: Patrizia che fa collezione di sederi maschili arrossati forse per elaborare un antico trauma di violenza subito, Marilena la sessuologa che confessa apertamente le proprie preferenze in fatto di preliminari, Jessica che è costretta a “smanettare” uomini per campare ma si adatta trovando anche il modo di divertircisi; e soprattutto Laura, la moglie, figura originale e profonda di una cattolica apparentemente perbenista, ma in realtà ultracoraggiosa e pronta a mettersi in gioco in un modo inimmaginabile, pur di salvare il suo amore, del quale al tempo stesso è pienamente consapevole che non sia la storia del principe azzurro, e che non lo sarà mai. Ma lucidamente difende con le unghie e coi denti quello che ha, e ottimizza la realtà presente senza indulgere in fantasie romantiche o in recriminazioni. Pur togliendosi la soddisfazione a un certo punto di mollare a Eugenio il ceffone che tutto sommato gli spettava da un pezzo.
E poi, bellissimo e giustissimo il finale, il fatto che la situazione sia risolta da una congiura di donne, alla cui ombra Eugenio quasi sparisce. Alla fine, è un romanzo quasi “femminista”: sono le donne che salvano il mondo e mandano avanti la barca del quotidiano, mentre gli uomini sono smascherati per quello che sono, “fatti di briciole che l'orgoglio tiene su”, come da citazione finale di Mina.
Dopo aver letto questo libro, una rimane con la contentezza di essere donna.

"Chi dice donna..."
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