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Romana Petri vive tra Roma e Lisbona. Editrice, traduttrice e critica letteraria, collabora con «ttl La Stampa», il «Venerdì di Repubblica», «Corriere della Sera» e «Il Messaggero». Considerata dalla critica come una delle migliori autrici italiane contemporanee, ha scritto tra romanzi e raccolte di racconti ben 23 libri. Ha ottenuto prestigiosi premi e riconoscimenti, tra i quali il Premio Mondello, il Rapallo-Carige e il Grinzane Cavour. È stata inoltre finalista due volte al Premio Strega. Tra i suoi libri più conosciuti Figlio del lupo e l'ultimo uscito: La Rappresentazione.
Ariase Barretta. È nato in un quartiere popolare di Napoli. Si è laureato all’Istituto Orientale, per poi proseguire gli studi presso le università di Modena, Barcellona e Madrid. Alla passione per la scrittura ha sempre affiancato quella per la musica, dedicandosi allo studio della teoria musicale, del pianoforte e della composizione corale presso i conservatori di Salerno e Benevento. Ha lavorato come redattore e traduttore per numerosi network televisivi italiani e internazionali e per varie case editrici. Il suo ultimo romanzo è Cantico dell'Abisso.
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Promozione Letteraria. Il termine angloamericano "slogan" deriva dall'antica voce gaelica "sluagh-ghairm", che aveva la funzione primaria di reclutare i combattenti alle armi. Nei tempi moderni, questo termine è legato a una più banale propaganda commerciale e inglobato nel Marketing per definire una frase facilmente memorizzabile. Ma come possiamo creare una promozione letteraria per far meglio conoscere i nostri libri?
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Writer Officina
Autore: Luisa Diaco
Titolo: Lei mai sola
Genere Romanzo
Lettori 417 11 5
Lei mai sola
“Quella mattina Giulia era felice, mai avrebbe pensato di poter ricevere un viaggio premio” a Positano. In questo borgo ricco di arte e leggende inizierà a formarsi la figura complessa della protagonista di questo libro: Giulia.
“Erano arrivati a Positano, il “paese Presepe” di una bellezza unica, in un dedalo di vicoli e piazzette si stagliavano una miriade di negozi variopinti e botteghe artigianali. Su tutto il panorama spiccava la grande cupola maiolicata a mosaico della chiesa di Santa Maria Assunta. Giulia ricordò la leggenda e rimase estasiata da tanta bellezza.
Il sole riscaldava ormai da qualche tempo la terra circostante che brulicava di verdeggianti palme, limoni, e cascate di buganvillee, l'aria salmastra e il vento di primavera accarezzavano il volto dei passanti e s'infrangevano lungo gli strapiombi della costa rocciosa. Scesero dal pullman, l'albergo dove avrebbero alloggiato in quei giorni era arroccato sul dorso di una ripida collina.
Presero un taxi per arrivarci. L'imponente edificio si ergeva sulla roccia quasi a volersi tuffare a picco sull'acqua azzurra e cristallina. Le pareti bianche riflettevano la luce circostante tanto da rendere il paesaggio superbo e ancor più spettacolare. Giorgio sbrigò le pratiche con l'albergatore e poi consegnò ai suoi compagni di viaggio le chiavi delle stanze in cui avrebbero risieduto.
- Vorrei un attimo della vostra attenzione - disse sforzandosi di attrarre il loro interesse. Tutti si voltarono incuriositi per ascoltarlo.
- Tanti anni fa, in questa dimora, alloggiò una dama di grande fama. Si narra che, distrutta dall'amore per un pittore, si gettò dalla terrazza della sua camera. Il ventinove era il numero della camera in cui alloggiava - .
Ognuno guardò il numero della sua stanza stampato sull'etichetta appesa alla chiave. Giulia aggrottò le sopracciglia.
- Poteva capitare solo a me quella camera. Non sono superstiziosa, ma avrà sicuramente un significato di cui per ora non conosco una spiegazione, di certo, però, farò il possibile per non essere condizionata da quanto ho appena appreso - .
Tutti la squadrarono sgomenti. Per un istante nessuno osò aggiungere alcuna parola. Elena cercò di consolare la sua amica.
- Che cosa vuoi che sia se non una leggenda, chissà quanta altra gente ci avrà dormito, non sei né la prima né l'ultima - . Sdrammatizzò così quanto aveva appena detto Giorgio. Lui la guardò con aria dispiaciuta, ma in fondo pensava che non fosse certo quel tipo di persona che si fa condizionare da quel genere di storie.
- Tranquilli! Anche se fosse vero non credo ci sia il suo fantasma ad aggirarsi, dopo tanti anni, ancora nella sua stanza - disse Giulia, convincendosi che nulla l'avrebbe turbata.
Tutti abbozzarono un sorriso amichevole”.
Giulia non sarà mai sola, un'ombra scura disegnerà il suo cammino, “La cinta sfregiava le sue spalle e il caldo pungente le arrossava la pelle. Le grida strozzate in gola ancora risuonavano nelle sue orecchie” ma il coraggio e la volontà di ribellarsi all'ineluttabile destino che come un'ombra si era riversato sulla sua figura, la condurranno verso “la consapevolezza che il male, veniva da dentro e non da fuori”.
Tutto comincerà quando Giulia, terminati gli studi, deciderà di andare a vivere da sola.
“La fine degli studi sarebbe stata anche quella della convivenza con i suoi genitori. Stanca dei continui litigi con suo padre, si era ripromessa di andare a vivere da sola non appena avesse avuto la possibilità di mantenersi provvedendo alle sue necessità in completa autonomia. Voleva chiudere quella snervante e continua pressione che la annientavano in ogni possibile iniziativa”.
La sua vita, da allora si snoderà tra viaggi e progetti e nuove opportunità di lavoro. Andrà in oriente e ci ritornerà virtualmente quando la società per cui lavora si occuperà della ristrutturazione di un tempio.
- Proprio oggi alcuni uomini d'affari giapponesi ci hanno comunicato il loro desiderio che la SSRCBA si occupi della ristrutturazione di un tempio, ma i tempi per l'esecuzione dei lavori sono brevi, non so se il dottore vorrà accettare. Ci sarà una cerimonia d'onore, a suffragio del ministro, e se non finiamo almeno una settimana prima dell'evento, certo ci faranno causa - .
Qui incontrerà Giorgio un uomo affascinante e misterioso, “Come un'onda in piena si fece travolgere dai sensi più profondi dell'anima che quell'uomo le aveva risvegliato” che metterà profondamente in crisi Giulia.
“Il seme della loro passione nella sua esplosione aveva finalmente bagnato le carni infuocate da quei movimenti sussultori e ripetitivi. Scivolando lungo gli argini delle sue gambe, si era adagiato al suo fianco svuotato della sua sessualità”.
Giorgio appartiene a un'altra donna.
“Giulia si guardò attorno, poi posò la vista davanti a lui, osservò attentamente la foto sulla sua scrivania, era nascosta tra le mille carte che padroneggiavano incuranti a quell'immagine, uno accanto all'altra, senza nessun abbraccio o una benché minima passionalità, immobili al passaggio degli sguardi dei curiosi. Aspettò la fine della conversazione, poi stupidamente gli chiese:
- È lei? - .
Lui con gli occhi rivolti al computer, indifferente a quella vista, le aveva risposto con un semplice sì, senza accennare alla possibilità che quella fosse solo una fotografia e nulla di più, né che avesse un significato più profondo di cui preoccuparsi. Lei lo aveva scrutato alla ricerca di un valido motivo che la tranquillizzasse. Sperava di cogliere l'amore in quei volti per avere una ragione nel soffocare i suoi desideri, ma le sembrò di vedere solo due figure vicine e nient'altro. Col pretesto di quella risposta poco rassicurante, Giulia gli rivolse uno sguardo fisso e perplesso.
Lui contraccambiò quasi infastidito dalla sua insistenza.
- Ti preoccupa quella foto? - disse lui.
- Mi fa male vedervi insieme - rispose con tono risentito.
- Conosci il vincolo che mi lega a quella persona - .
Si alzò e con tutto il fiato che aveva in gola, gli urlò tutta la sua sofferenza senza recuperare con attenzione le parole che le passavano vorticosamente nella testa.
- Io ti ho aspettato e forse dentro di me lo farò sempre, ma la vita va avanti, non si ferma in attesa delle tue decisioni. Vivo l'oggi senza futuro, ma voglio vivere! - .
- Lo so, la mia condizione richiede tempi lunghi per la risoluzione - .
- Io voglio vivere! Lo devo alla sofferenza che ho vissuto e a chi mi circonda. Lo devo alle lacrime che ho versato, ai cambiamenti che ho dovuto subire e assumere. Lo devo al mio carnefice che spero ora sia un angelo. Sono in pace con la mia storia e voglio esserlo per sempre - .
- Mi sembrava di aver capito... non importa - .
- Certo! Perché tu hai già scelto - .
Afferrò la maniglia della porta e uscì senza voltarsi indietro.
- Giulia, Giulia - .
Il suono della sua voce attraversò le pareti della stanza, Giulia si fermò per un istante poi proseguì con fermezza verso il suo ufficio.
Francesco, sul corridoio, rimase impietrito al suo passaggio.
Lei si voltò per un momento e con aria alterata gli disse:
- Non è il momento, Francesco - .
Lui guardò tristemente il volto di quella donna segnato da una smorfia di sofferenza. Giulia con gli occhi lucidi abbassò il capo e si congedò subito”.

Intorno alla figura della protagonista ruoteranno diversi personaggi maschili, l'unica donna, rilevante per la formazione della protagonista è Elena: espansiva e spumeggiante, che diventerà la sua migliore amica con la quale “passerà tanto di quel tempo, a casa sua, sul divano, parlando degli uomini, della vita e di come avrebbero voluto solo pace e serenità”.

Il cuore del romanzo è un vero e proprio viaggio nelle emozioni umane, è un cammino verso luoghi ricchi di storia e mitologia, di pittura e architettura.
- Ti vorrei raccontare la leggenda del filo rosso - .
- Se potrà sciogliere i nodi al mio tormento, racconta pure - .
Elena aveva conosciuto quel racconto dal presidente dell'associazione. Gli parlò una sera durante una cena privata nella sua abitazione. Nell'umile confidenza, quando lei, dichiarando di aver smesso di rimproverarsi per non essere stata capace dopo tanti anni di lasciare Anthony, l'uomo le raccontò del destino al quale gli amanti sono legati.
- Unmei no akai ito, ovvero la storia che ogni persona porta, fin dalla nascita: legato al mignolo della mano sinistra, un filo rosso lo lega alla sua anima gemella in modo indissolubile. Il filo lunghissimo e invisibile tiene unite le due persone che alla fine s'incontreranno e resteranno per sempre insieme. Qualunque ostacolo non sarà mai d'impedimento all'unione del cuore e dell'anima di questi due innamorati - .
- Qualcuno sta mettendo al vaglio il nostro amore? Al crogiuolo per ricongiungerci in chissà quale momento? - chiese Giulia sbigottita fissandola con gli occhi lucidi.
- Così è accaduto al protagonista di questa storia. Lui tentò di uccidere la donna che, secondo un uomo incontrato durante uno dei suoi tanti viaggi, sarebbe stata la sua futura moglie. Aveva accanto un sacco con un filo rosso del destino, lunghissimo, e gli disse di venire dall'aldilà. Lui non volle credere a quelle parole perché era solo una bambina, la persona che avrebbe dovuto sposare. Cercò di farla uccidere dal suo servo, ma invano. Dopo quattordici anni la rincontrò, se ne innamorò perdutamente e la sposò - .
- Vorresti dire che da una parte c'è un male che avanza imperterrito e dall'altra l'amore che ostacola la distruzione? Un'energia negativa che vorrebbe dilaniare i nostri sentimenti, e una del destino che li mantiene saldi - .
- Nella vita ci è già capitato di sperimentare che alcune cose vanno come devono andare e che noi possiamo solo renderle migliori, ma non toglierle, cancellarle. So che questo è assurdo, perché sembra dire che noi non siamo liberi totalmente, ma chi può dire il contrario, Giulia? - .
- Allora c'è chi guida i nostri passi e contrastare è peggio che assecondare? - .
- Potrebbe essere così. Probabilmente siamo chiamati ad amare senza riserve, misure, proiezioni, idealizzazioni - .
- Forse l'amore è quello che spinge forze superiori a noi a non dividerci. Lui sta usando tutte le sue energie nel ricercare il metodo migliore per riuscire a mettere fine al desiderio che ha per me, con un dispendio di energie smisurato, potrebbe finalmente pensare che è più facile amarmi e basta. Amarci, non trovi? - .
- Se fosse così facile come dici, non saremmo state per più di un'ora a parlarne - .
- Ohi, Elena, che gran confusione - .
- Va' da lui e parlaci - .
- Sì, è l'unica cosa sensata da fare - .
Un viaggio che il lettore intraprenderà con Giulia attraverso salti temporali.
“Pensava ai giorni della sua infanzia, quando all'alba tutta la famiglia si svegliava per raggiungere il litorale in prossimità del borgo natio del padre. Lui pescava. Sistemavano sull'arenile un ombrellone e tutto intorno appendevano una tenda che li riparava dal freddo pungente del mattino. Lei e la sorella, ancora insonnolite, si chiudevano a gomitolo, una accanto all'altra, scandendo le ore in attesa di un bagno. Non appena il sole sorgeva oltre all'orizzonte, pallido e tenue, si spogliavano degli indumenti cuciti minuziosamente dalla madre e si tuffavano in quel mare azzurro gelido e profondo. Lì il suono ovattato e lontano le faceva sentire distanti dalla terra cosicché potevano annullare quel male che al di sopra, impetuoso e violento, le assaliva senza pietà. In un gioco di ruote e tuffi i loro corpi ondeggiavano, ora come delfini su tutta la distesa immensa di quelle acque che le accoglieva al ritmo di una dolce e soave musica, ora come delle sirene danzanti, padrone indiscusse di quel panorama”.

Giulia avrà l'abilità di trasportarci ovunque: nel suo ambiente lavorativo, nei rapporti con gli altri, dentro di sé. Ci porterà intorno a lei senza mai perdere di vista i dettagli, i particolari e le sfumature che disegnano i paesaggi, i personaggi e i sentimenti dell'essere umano.
Luisa Diaco
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