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Autore: Maria Katja Raganato
Titolo: Come un faro nella notte
Genere Narrativa
Lettori 258
Come un faro nella notte

La strada che conduce alla felicità e all'amore passa attraverso scelte coraggiose e spesso avventate

Sinossi
Un'antica casa nel centro storico di Gallipoli, nelle cui viuzze si respira il profumo frizzante della salsedine, che si mescola agli intensi aromi della cucina tipica salentina, fa da palcoscenico a diversi personaggi.
Una giovane che, giunta alla soglia del suo trentacinquesimo anno di età, decide di dare una svolta a un'esistenza piatta, lasciando un lavoro che non la gratifica e trasferendosi in un'altra città. Un artista di strada claudicante e bellissimo, tanto da sembrare un angelo appena caduto dal cielo, con un passato ingombrante da dimenticare, che, dopo un lungo girovagare per l'Italia, ha fatto di un faro abbandonato il proprio rifugio. Il rampollo di un'importante famiglia di produttori di vini, dotato di grande fascino e idolatrato dalle donne. Un misterioso vecchio, venuto dal Nord, alla ricerca delle proprie radici e di una ragione per vivere. E poi un pasticcere imbranato, una ragazza impacciata in conflitto con la propria immagine, due anziani coniugi, custodi di una dimora storica e del suo lussureggiante giardino pensile e un vetusto rigattiere, depositario di un'arte ormai perduta: la capacità di riparare vecchi oggetti, rimettendoli a nuovo. Cosa può accomunare un gruppo di persone così eterogeneo?
I protagonisti del libro si potrebbero definire dei cercatori di felicità. Essi si sono - smarriti - e si mettono in cammino, compiendo un viaggio fisico ed interiore, per ritrovare se stessi.
Una storia di rinascita, un romanzo corale, a ritmo di jazz, di pizzica e di brani vintage, in cui le strade di tanti individui si incrociano e si intrecciano tra loro, come fili di un ordito e di una trama misteriosi. Quest'incontro inciderà sulle loro esistenze, cambiandole profondamente

Prologo
Nel pomeriggio Annina e Sebastiano si recano nella bottega di mesciu Totu per ritirare il carillon che gli avevano lasciato qualche tempo prima. Per lei entrare nel negozio del vecchio antiquario è sempre un'esperienza magica. Basta varcarne la soglia per immergersi in un passato fatto di oggetti antichi, dal fascino senza tempo. Al suo interno si trova di tutto: dalle bambole di pezza con il volto di ceramica, gli occhi di vetro e i capelli veri o di lana, alle lampade a petrolio di porcellana smaltata e ottone, dai lampadari di ferro battuto e vetro, alle poltrone di legno intagliato, fino ad arrivare a un delizioso servizio di tazze da tè dipinte a mano.
- Annina, ecco il carillon rimesso a nuovo! -
La voce di Sebastiano la desta come da un sogno.
- Ah, bene! Cosa aspettiamo a tirare il cordino? -
Sebastiano gira delicatamente la manopola e il prezioso scrigno comincia lentamente a schiudersi, al suono di - Everybody love somebody sometime - di Dean Martin, e le statuine riprendono a muoversi l'una verso l'altra, fino a baciarsi. Annalena le guarda con gli occhi sgranati e con la meraviglia di una bambina stampata sul viso e i due uomini, nel vederla, si inteneriscono.
- Finalmente i due fidanzati si ricongiungono - , dice lei, sospirando, e aggiunge: - se solo si potessero aggiustare anche le vite delle persone, con la stessa facilità con cui lei riesce a riparare gli oggetti! -

Capitolo 1
Le foglie ingiallite sospinte dal vento girano vorticosamente, formando spirali nell'aria e producendo un fruscio in sottofondo. Quel luogo che l'aveva vista giocare da bambina, ora la ritrova adulta, giovane single, prossima al compimento dei suoi trenta-cinque anni, di bell'aspetto, laureata a pieni voti, con un discreto lavoro, ma con un gran senso di vuoto, come di incompiuto, di qualcosa che è rimasto sospeso. Annalena, detta Lena, è giunta a un'età in cui si cominciano a trarre i primi bilanci e il suo è decisamente negativo. Le altre donne hanno già avuto figli e un marito o compagno, le meno fortunate (ma dipende sempre dai punti di vista!) hanno un divorzio alle spalle e hanno iniziato una nuova storia, un nuovo capitolo! Invece a lei pare di essere finita in un pantano, avviluppata nelle sabbie mobili di una vita piatta, sempre uguale a se stessa, dove i desideri normali che tutti nutrono e che prima o poi realizzano, sembrano irraggiungibili. È il 25 di ottobre. Domani varcherà la soglia dei trentacinque anni e sente che non c'è nulla da festeggiare, eccetto, ovviamente, la fortuna di avere dei genitori e un fratello che le vogliono bene; questo sì, almeno questo. E che diamine! Da quanto tempo non veniva nella Villa Comunale di Lecce! L'ultima volta, quando era bambina, c'era stata con il suo amato nonno, che ormai era venuto a man-care molti anni fa. Annalena solleva lo sguardo da terra e volge gli occhi al cielo. Il sole è pallido nella fresca e umida giornata ottobrina, ma i suoi raggi scaldano e il loro tepore culla i ricordi della ragazza che ripensa alla sua infanzia, quando con le amiche si divertiva a immaginare come sarebbe stata la loro vita tra vent'anni e le piaceva rappresentarsi come una giovane donna in carriera, curata, sportiva, con dei figli e un partner affascinante e innamorato! Già, innamorato! Ma la realtà, si sa, è sempre ben diversa da come la si immagina. La verità è che le sue storie d'amore, poche e indegne di definirsi tali, sono state un vero disastro. I ragazzi che le sono capitati o erano già legati a un'altra, a sua insaputa naturalmente, oppure erano dei single a oltranza, o almeno così volevano farle credere, e così nessuno di loro ha mai pronunciato la frase - Ti amo - , o almeno non con lei. Il sole declina lentamente dietro gli alberi alti. Il pomeriggio volge al termine: è tempo di tornare a casa. Mentre percorre il tragitto che la conduce all'auto, Lena si ripromette di cambiare le cose, o quantomeno di provarci. Se la vita è un viaggio, il suo è davvero noioso! Da domani tutto sarà diverso a cominciare dal luogo in cui vive. Ebbene sì, ha intenzione di trasferirsi in un'altra città, di trovare un lavoro diverso, capace di darle nuovi stimoli. Un'audacia e una determinazione mai avvertiti prima si fanno strada in lei e nel suo cuore si accende una speranza che fino a ora non aveva avuto neppure il coraggio di coltivare: quella di incontrare finalmente l'amore. La vettura corre veloce verso casa. Una volta arrivata, consumerà una cena veloce e andrà subito a letto, per poter stare da sola a pensare e a raccogliere le idee. Di sicuro la notte le porterà consiglio. Capitolo 2
La notte. Già, la notte! Quel momento della giornata che le è più congeniale. Le ore notturne rappresentano da sempre quelle migliori per Lena fin dai tempi della scuola e dell'università. Quante pagine è riuscita a leggere e a imparare in poco tempo durante le sue nottate sui libri. Interi capitoli, roba che di giorno ci avrebbe impiegato ore su ore. E quanti pensieri, quante idee si affollano nella sua testolina col favore della quiete notturna.
Una volta ha letto da qualche parte che le persone si dividono in due categorie: le allodole e i gufi. I primi si alzano alle luci dell'alba, freschi e pieni di energia e vanno a letto presto la sera. I secondi, cui lei si sente di appartenere a pieno titolo, si svegliano con fatica, con un occhio chiuso e uno aperto e con un gran cerchio alla testa, carburano lentamente (e molti caffè dopo!) e raggiungono il massimo dell'efficienza la sera, al punto da andare a letto più svegli di quando si sono alzati.
Sul far della notte la famiglia di Lena si appresta ad andare a dormire; lentamente si spengono le luci e i rumori e la quiete scende in casa e nelle strade. I negozi son chiusi, il traffico delle automobili è ormai un lontano ricordo della giornata appena trascorsa, le strade sono vuote, il buio avviluppa la città come un manto di velluto blu scuro, il silenzio regna sovrano e la mente di Lena si perde in riflessioni sul presente e sul futuro, elabora nuove idee e progetti ambiziosi, alcuni fattibili, altri che non vedranno mai realizzazione e fissa buoni propositi per l'avvenire, i quali puntualmente svaniranno al mattino, quando il sonno avrà finalmente preso il sopravvento e i sogni faranno da padroni. Ma prima di abbandonarsi fra le braccia di Morfeo, si ripromette che quella notte non passerà invano, che quei programmi, quei proponimenti

non verranno disattesi anche questa volta. La ragazza troverà il coraggio di dare una svolta alla sua vita quant'è vero che si chiama Annalena! E così le torna in mente la vecchia casa di zia Elvira, una parente di suo padre, venuta a mancare qualche anno fa. Una signora sui generis la zia, come del resto la maggior parte dei parenti del ramo paterno. La ricorda a malapena e la memoria si ferma agli anni in cui era bambina e la zia veniva a far loro visita in circostanze eccezionali, quali la Prima Comunione o la Cresima sua o del fratello. Da qualche parte in casa ci saranno anche delle foto che la ritraggono. In famiglia era considerata una donna eccentrica e fuori dagli schemi. Si racconta che, da adolescente, era stata innamorata di un ufficiale dell'Esercito tedesco: Hans Conor Werner, morto poi durante la Seconda guerra mondiale. Pare che avesse avuto da lui un figlio, ma non aveva potuto tenerlo con sé a causa della fiera opposizione dei suoi genitori ed era stata costretta a mandarlo in Germania, dove lo avrebbero cresciuto i nonni paterni. Purtroppo, questi ultimi morirono, il bimbo fu dato in adozione e di lui si persero le tracce. Elvira da quel momento ruppe i rapporti con la sua famiglia e andò a vivere in Germania, dando inizio a un lungo periodo di vane ricerche per ritrovare il bambino. Circa vent'anni dopo, quando ormai la donna si era rifatta una vita e conviveva con un uomo d'affari in Francia, si venne a sapere che suo figlio si era arruolato nei paracadutisti ed era stato dato per disperso dopo un'esercitazione. Qualche mese più tardi, fu trovato il corpo di un militare ormai irriconoscibile e si pensò che si trattasse del giovane. La zia non volle credere a questa storia, tanto più che non aveva modo di verificare la notizia, né riusciva a riconoscerlo dalla foto che fu pubblicata sul giornale. In fondo lo aveva visto appena nato e solo per pochi giorni! Non ebbe mai più figli, ma uomini sì.

Maria Katja Raganato
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