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Writer Officina Blog
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Manuale di pubblicazione Amazon KDP. Sempre più autori
emergenti decidono di pubblicarse il proprio libro in Self su Amazon KDP,
ma spesso vengono intimoriti dalle possibili complicazioni tecniche. Questo
articolo offre una spiegazione semplice e dettagliata delle procedure da
seguire e permette il download di alcun file di esempio, sia per il testo
già formattato che per la copertina. |

Self Publishing. In passato è stato il sogno nascosto
di ogni autore che, allo stesso tempo, lo considerava un ripiego. Se da
un lato poteva essere finalmente la soluzione ai propri sogni artistici,
dall'altro aveva il retrogusto di un accomodamento fatto in casa, un piacere
derivante da una sorta di onanismo disperato, atto a certificare la proprie
capacità senza la necessità di un partner, identificato nella
figura di un Editore. |

Scrittori si nasce. Siamo operai della parola, oratori,
arringatori di folle, tribuni dalla parlantina sciolta, con impresso nel
DNA il dono della chiacchiera e la capacità di assumere le vesti
di ignoti raccontastorie, sbucati misteriosamente dalla foresta. Siamo figli
della dialettica, fratelli dell'ignoto, noi siamo gli agricoltori delle
favole antiche e seminiamo di sogni l'altopiano della fantasia. |
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Marzo 2024 È una mattina di sole, dopo un lungo inverno rigido e piovoso, la primavera è esplosa, i gelsomini sono stracarichi di fiori bianchi, il glicine ha messo grappoli di racemi penduli viola, l'acero mostra le sue meravigliose foglie rossicce, il maestoso ulivo con i suoi alti e rigogliosi rami sembra cingere in un abbraccio protettivo la splendida casa, il profumo inonda ogni cosa. I merli volano tra l'ulivo e la magnolia e cinguettano allegramente ad annunciare l'arrivo della bella stagione. Leonardo si è svegliato da poco, in casa per i bisogni essenziali si muove ormai con disinvoltura, è in cucina ed ha appena fatto colazione con il solito latte di riso, caffè, fette biscottate, miele, yogurt e frutta. Non ha voglia di vedere la tivù, ama invece la musica più di ogni altra cosa, gli piace molto il jazz, chiude gli occhi e ascolta dal suo vecchio impianto stereo Diana Krall e Samara Joy. È preso da una certa agitazione, pochi giorni prima ha ricevuto la telefonata di Massimo che passerà a trovarlo. Quest'ultimo insegna lettere in un liceo classico a Venezia ma torna spesso a Serrano il suo paese natio. Non si incontrano da qualche anno ed è sempre bello rivedere il suo amico del cuore. Spera di rivivere con lui i più bei momenti di una giovinezza turbolenta passata insieme. Poi guarda fuori dalla finestra, il Vesuvio domina il paesaggio con la sua imponenza, l'aria è talmente limpida che si vede distintamente l'isola di Capri, Punta Campanella e il golfo di Napoli. Ha una irrefrenabile voglia di uscire, non vuole perdersi neanche un attimo di una giornata così bella ed allora chiama Alessandra, che viene come sempre in suo aiuto. Lei ha ottanta anni, occhi scuri espressivi con una sfumatura di grigio intenso che solo alcuni vecchi e i bambini possiedono, come il colore del mare in tempesta, occhiaie profonde, capelli ricci di un colore rossastro, zigomi sporgenti, è alta di statura, ossuta e vigorosa, ha grandi mani forti come tenaglie, vene bluastre che sembrano esplodere sotto la pelle. La sua sagoma imponente quando muove le braccia evoca una quercia dalle forme umane antiche, indistruttibili. È docile e tranquilla come se il suo passato custodisse chissà quali segreti. Sembra che nasconda nell'animo, il mistero del tempo e della vita, qualcosa che non si può comunicare a parole. Quando Leonardo è in difficoltà appare dal nulla e risolve qualsiasi criticità. La sua presenza si nota in ogni angolo della casa, dalla pulizia maniacale di mobili, suppellettili, pavimenti, dai letti sempre rifatti, dalla lavatrice frequentemente in funzione, dall'asse da stiro sempre a portata di mano; se c'è una tazza sporca o un piatto lasciato sulla tavola un attimo dopo tutto è al suo posto. Anche il giardino è il suo regno, con la cesoia modella le piante, fa innesti, concima, taglia il prato, rifinisce le bordure nelle aiuole col tosasiepi, si arrampica sull'ulivo e sull'alloro per la potatura, prepara e usa insetticidi naturali, cura l'orto dimostrando un vigore ed una competenza straordinari. Lei spinge la sedia di lillà, è abile, va spedita, conosce a memoria tutti gli ostacoli, quello più insidioso è il gradino che immette dalla casa in giardino, lo supera senza difficoltà, attraversa l'ampia terrazza ed arriva sul prato erboso in prossimità di uno splendido tavolo ovale in pietra lavica ceramizzato e dipinto a mano da maestri artigiani dell'arte vietrese. Leonardo ringrazia e le dice di andare, respira profondamente, l'olfatto è il senso che gli dà più piacere, è rimasto intatto, sebbene abbia contratto da poco l'infezione da covid 19 in forma severa, sente a pieno il profumo della primavera. Anche la vista, nonostante l'età ormai avanzata, è ancora buona, la retina cattura le splendide immagini e manda gli impulsi al cervello, la serotonina aumenta il tono del suo umore e gli infonde una incredibile voglia di vivere. Ha portato con sé un diario consunto preso dal cassetto della scrivania, è il suo preferito, è tanto che non lo legge, c'è ancora la data ben visibile, millenovecentosettantotto, lo guarda, abbozza un sorriso, passa la mano sopra la copertina delicatamente togliendo una leggera polvere, poi lo apre, all'interno ritrova una vecchia moneta da cento lire, la bacia e la ripone in tasca, inforca gli occhiali per vedere meglio, inizia a sfogliare il diario lentamente, si trattiene su alcune pagine a lui più care, si commuove ed una lacrima gli solca il viso. Sono le memorie dei suoi sogni di gioventù, adora tuffarsi nei ricordi e si culla in quei giorni felici. Procede con avidità, l'espressione del suo viso cambia di continuo, la carta è leggermente ingiallita, è dura sotto le sue dita, ogni giorno di quel periodo desta in lui profonde emozioni, non si accorge del passare del tempo. Rivive i primi amori, rilegge sue poesie, ricorda gli amici più cari. La vorace lettura lo porta all'agosto di quell'anno, è al massimo della concentrazione, ripercorre i giorni di quel mese minuziosamente; rievoca perfettamente ogni attimo di quei momenti straordinari. D'improvviso la sua scrittura si ferma in corrispondenza di una precisa data: ventinove agosto millenovecentosettantotto. In un istante il suo volto si contrae, lo sguardo si sofferma ipnotizzato su quella pagina bianca, l'entusiasmo diventa angoscia. Si sforza solo meccanicamente di calcolare il tempo trascorso tra quel giorno remoto e il giorno presente. Quarantacinque anni, sette mesi, dieci giorni, quattro ore, dodici minuti sussurra tra le labbra. Dalla camicia aperta si nota il collo che è diventato rosso e turgido, sotto la pelle sottile emergono vene gonfie di sangue bluastro, gli occhi lacrimosi sono iniettati di sangue, ogni muscolo del suo viso è contratto, le mani nodose stringono con forza i braccioli della sedia, prende tanta aria nei polmoni e lancia un grido liberatorio: noooooooooooooo! Poi mestamente torna a fissare gli occhi su quella pagina bianca del diario. In quel momento è trafitto da una tristezza improvvisa, profonda, si sente catapultato sulla terra solo per consumarsi nel dolore, desidererebbe condividere la sua sofferenza con tutte le persone infelici vittime di tragedie, dure avversità o lunghe malattie che, nonostante tutto, tirano avanti aggrappandosi tenacemente ad ogni cosa che possa offrire un po' di sollievo, senza mai arrendersi anche quando le circostanze inviterebbero a farlo.
Ottobre 1960
Leonardo nasce in casa Pazienza dopo nove mesi a dir poco difficili. A prendere il parto è la “mammana” Gilda, una donna bassa di statura e obesa con una strana peluria sul mento, orecchie a sventola, denti cariati, occhi piccoli e viscidi. La madre Rita ha portato il suo bimbo in grembo vivendo ogni giorno straziata dal dolore per il dramma che ha colpito la sua prima figlia Agnese, affetta da un tumore al cervello incurabile. Il padre Ennio cerca di sostenerla, ma poi anche lui crolla, sconvolto dal calvario della figlia. La bambina, che prima della malattia era bellissima, si spegne giorno dopo giorno, arrivando prima a strabuzzare un occhio e poi a perdere definitivamente la vista per i danni subiti al nervo ottico. I genitori percorrono quel tunnel infinito di dolore concentrando tutte le loro energie su Agnese per cercare di lenire le sue sofferenze senza mai rassegnarsi alla sua perdita. Rita in questo tormentato percorso prosciuga le sue energie, sfiora la pazzia e quando Leonardo nasce non è in grado di occuparsi del bambino, né dell'altra sua figlia Serena. A dispetto di una gravidanza problematica, Rita mette al mondo un maschietto bellissimo, sorridente, sereno, paffuto, con tanti capelli neri e perfettamente in salute. Alessandra, figlia di panettiera, ha sedici anni, abita accanto alla casa dei Pazienza e frequenta abitualmente la famiglia. Da subito si innamora del piccolino e si rende disponibile a dare una mano. Intanto la salute di Agnese peggiora lentamente, non riesce più a camminare ed è costretta a stare sempre a letto. La mamma passa intere ore al suo fianco e si disinteressa completamente del bambino. Alessandra, capisce il dramma che stanno vivendo i suoi vicini ed allora, trascurando il suo lavoro, si occupa a tempo pieno di Leonardo. Passa intere giornate con lui, lo nutre, lo lava, lo coccola e dorme insieme a lui. Diventa in poco tempo la sua balia. Il bimbo cresce sano e forte, Alessandra lo circonda di tutto l'amore e le attenzioni che gli sono mancate, intanto la condizione di Agnese si aggrava sempre di più, è come se il destino avesse voluto contrapporre la vita alla morte
1961-1962
Alessandra ormai non va più in panetteria per dedicarsi completamente a Leonardo. Trascorrono intere giornate insieme in un clima sereno e il bambino non risente minimamente dell'abbandono. Il calvario di Agnese continua, ormai è diventata uno scheletro e dopo circa un anno dalla nascita di Leonardo la bimba muore. I genitori, Ennio e Rita, sono dilaniati dal dolore e quest'ultima cade in una profonda depressione. Per lungo tempo è assente, apatica, disinteressata alle condizioni di suo figlio, che però, grazie alle cure di Alessandra diventa sempre più bello e forte. La balia è figlia unica, nata da un amore occasionale durante la seconda guerra mondiale tra un capitano dell'esercito tedesco e la madre serranese. Il padre è morto in uno scontro a fuoco con gli alleati e lei è cresciuta solo con la mamma e i nonni. Ha circa diciotto anni ed è molto bella, di una bellezza ibrida. Ha preso il meglio da ambo le parti. Dal padre il fisico teutonico, l'altezza di circa un metro e ottanta, l'ossatura forte, le spalle larghe, le gambe lunghe, la muscolatura sviluppata ma non eccessiva, i capelli di un rosso ramato. Dalla madre ha preso gli occhi leggermente a mandorla di un verde ceruleo, seno e forme procaci, sorriso dolce e rassicurante. Esce poco di casa, presa dal ruolo di madre adottiva, ma un giorno si reca a votare con le sue amiche nel seggio elettorale dove conosce Matteo Speranza che svolge funzioni di scrutatore. Quest'ultimo ha il fatidico colpo di fulmine e anche Alessandra è attratta dalla bellezza del ragazzo. Incominciano a vedersi un paio di volte a settimana, ma le occasioni per rimanere da soli sono rarissime. Il corteggiamento dura a lungo ma un giorno finalmente Matteo, che possiede una vespa, convince la ragazza a fare un giro in moto. In un vicoletto lontano da sguardi indiscreti si danno il loro primo bacio; è l'inizio di un grande amore. Matteo lavora come apprendista presso lo studio fotografico di Ennio il padre di Leonardo e Serena, ma spesso trascura la sua attività per vedersi con la sua amata. Vivono l'uno per l'altra, quando possono girano in vespa nelle stradine che costeggiano i campi di fiori e tra una margherita e una violetta colgono il primo amore. Dopo poco Alessandra aspetta un bambino e i due amanti decidono di sposarsi. Non trovano opposizione dalle relative famiglie vista la sua condizione e organizzano le nozze in fretta senza troppo clamore. Per loro questo conta poco, si amano e sono felici. I mesi passano in fretta e a maggio nasce un bellissimo bimbo. Lo chiamano Pietro in ricordo del nonno tedesco Peter. |
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