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Autore: Salvatore Scalisi
Titolo: Il giorno più lungo
Genere Giallo
Lettori 86
Il giorno più lungo

La luce soffusa nello studio elegantemente arredato; il silenzio della stanza cede a caldi sospiri. Accanto al tavolo da disegno, sopra una morbida coperta messa sul parquet di noce chiaro, due corpi nudi si sfiorano, si avvinghiano, finché non crollano esausti.
La donna, giovane e bella, poggia la sua guancia sul dorso dell'uomo:
- Desideri veramente che sia una femmina? – domanda Maria.
- ... sì; e che somigli a te – risponde Andrea.
- Sono felice per la decisione presa. Crescerà bene ... e avrà un buon padre! – dice la donna.
- E una buona mamma! – replica Andrea, mentre accarezza i lunghi capelli castani con riflessi dorati della sua donna.
- Spero che le tue parole corrispondano a verità. –
- Cosa c'è, non ti fidi di te? –
- Non volevo dire questo ... e che la vita è così imprevedibile ... -
- Non mi piace questa vena di pessimismo. –
- Scusami, ho rovinato tutto! –
- Non pensiamoci più – dice Andrea, dando un tenero bacio sulla fronte della donna.
- Ok! –

***

Lo studio è illuminato dalla luce del giorno; l'architetto Andrea Genovesi è intento a lavorare sul suo tavolo da disegno, quando entra sua moglie, Maria, con addosso una vestaglia color bianco neve, mentre porta un vassoio con sopra due tazze di caffè caldo. L'uomo prende la tazza e sorseggia il suo caffè.
- Grazie! - esclama Andrea, rinfrancato dal sapore stimolante della bevanda. - È proprio quello che ci voleva. -
Maria poggia il vassoio sopra la scrivania, prende la tazza e si avvicina al suo uomo.
- Lo so; ogni tuo desiderio ... è un mio piacere. –
- Sei un tesoro! –
- È una villa panoramica ... il tuo cliente ha parecchi soldi da spendere - dice la donna, riferendosi al disegno su cui sta lavorando Andrea.
- Già! Non è uno squattrinato. Ti piace? -
- Si! Ma non ci abiterei, se intendi questo; è troppo grande, non saprei cosa farmene. Come tu ben sai, abito in un appartamento di quattro vani, tre di questi sono poco utilizzati, perché mangio, faccio l'amore e dormo nello studio di mio marito. -
La coppia si guarda con reciproca intensità.
- Direi che è stimolante! – replica Andrea.
- A me sta bene così, perché l'amo! - continua la donna.
Le labbra di Andrea si avvicinano lentamente a quelle di Maria, fino ad unirsi in un sensuale bacio, il tutto reso grottesco dalle loro braccia, lontane dal corpo, immobili, preoccupati solo di non allentare la morsa delle dita, per non far cadere per terra le rispettive tazze di caffè.

***

L'uomo non si è spostato tutta la mattinata di un attimo dal tavolo di lavoro. Maria, in procinto di uscire, l'osserva con un dolce sorriso sulle labbra.
- Esco! –
- Oh, sei qui! Dove vai? –
- A fare un po' di spesa. Ho visto che la nostra dispensa è alquanto vuota e se a pranzo vogliamo sederci a tavola è bene che io vada al supermercato. –
- Vuoi che venga con te? –
- Non è necessario. –
- Non voglio che ti affatichi. –
- Stai tranquillo, non devo svuotare il supermercato; prenderò il necessario per la nostra sopravvivenza – risponde con tono ironico la donna.
- Va bene. Ma, mi raccomando! Niente pesi azzardati! –
- Te lo prometto! –

***

- Oggi, per la seconda volta, ho sentito odore di gas. –
- Intendi a casa? –
- No, appena fuori; l'ho riscontrato venendo dal supermercato – dice Maria, seduta con il marito a tavola.
- Sì, qualcosa ho sentito anch'io – risponde Andrea.
- Magari non sarà nulla di importante. –
- Per precauzione lo faremo presente all'azienda del gas. –
- Sì, sono d'accordo; li informerò io. –
- Ottimo questo preparato di carne. –
- Si era fatto tardi, così ho voluto fare una cosa veloce ... -
- Dico sul serio! –
- Davvero? –
- Sicuro! Ha un buon sapore. –
- Be', allora sono stata fortunata a comprarla, e per giunta a prezzo scontato. Ho fiuto per certe cose – afferma compiaciuta la donna.
- Fin quando non saremo diventati ricchi, fare economia è una saggia decisione – replica sorridente Andrea. –

***

Una sera di una settimana dopo, i coniugi Genovesi, insieme agli amici Luigi e Agata, vanno a cenare in un noto ristorante della città, che si chiama - La buona cucina - .
Il gruppo di amici seduti attorno ad un tavolo, sono intenti a consumare la prelibata pietanza.
- Per festeggiare qualcosa di importante, non c'è occasione migliore che il lieto evento dell'arrivo di un bambino. Quando Luigi me l'ha detto, non stavo più nella pelle dalla gioia - dice Agata.
- Figuriamoci, allora, quando arriverà il vostro turno - risponde con un sorriso Maria.
- Credo che ci sarà da aspettare ancora un po' ... il mutuo per la casa ci ha privato delle nostre residue forze - replica Luigi, con l'espressione tra il rammarico e la rassegnazione.
- Amico mio, lasciate perdere il mutuo e fateci un pensierino, perché certe cose non è facile averle come si immagina – dice Andrea.
- Ha ragione – aggiunge Maria. - Noi ad un certo punto non ci speravamo più, poi ... ecco avverarsi il miracolo. –
- Be', io direi più che un miracolo è valsa la nostra volontà nel cercare la soluzione in modo costante – afferma sornione il compagno.
- Questo è sottinteso! – dice Luigi.
- Stiamo toccando argomenti piccanti, o sbaglio? – interviene Agata. - Non è che io abbia pudore, anzi ... -
- La mia cara mogliettina intende dire che, tutto sommato, noi non possiamo lamentarci ... –
- ... sì, qualcosa di simile. –
- Meraviglioso! – esclama Maria. - Allora, non abbiate timore, prima o poi riceverete anche voi il miracolo di una gravidanza. –
- Avere una pancia come la tua non mi dispiacerebbe. –
- Non mi illudo, sono solo al primo mese. –
- A me il pancione non dispiace affatto, ha un qualcosa di sensuale – afferma Luigi.
- Non ti soffermerai a guardare le donne incinte? – replica la sua compagna.
- Può capitare, ma non come pensi tu. –
- Vorrei vedere. -
- Non appena mi si ingrosserà il pancione, ti terrò lontano, ci puoi giurare – interviene Maria. - Questo ristorante sarà famoso per la sua economicità ... ma si mangia veramente bene ... cosa ne dite? -
- Sì! Sono d'accordo! Ma volete paragonarlo ad una scorpacciata del nostro pesce fresco? - le parole escono dalla bocca di Luigi, intervallate dai movimenti lenti ma decisi delle mascelle, intenti a maciullare il delizioso boccone.
- Più che giusto! – ammette l'amico.
- Be', cosa aspettate? Sbrigatevi a pescarlo! - Replica Agata, mentre volge il suo sguardo su Andrea e Luigi; quest'ultimo dà il suo assenso in modo sintetico.
- ... niente in contrario. -
- Ok! Starò fuori alcuni giorni ... devo consegnare un lavoro; al mio rientro possiamo programmare qualcosa di buono, magari prendere a noleggio il solito fuoribordo e trascorrere insieme l'intero week-end. Sì, è una buona idea! – dice Andrea.
- Confermo; sta lavorando su come un matto – afferma Maria. - È alle prese con una villa faraonica; dovreste vederla. –
- A dire il vero, ho già finito! –
- Già. –
- Domani parto a consegnare il progetto. –
- Peccato! Mi sarebbe piaciuto vederlo – dice Agata.
- Lo puoi fare quando vuoi; ne tengo una copia in casa. –
- Ok. Lo farò senz'altro. Vedo che viaggi parecchio. –
- È vero! Sai, i miei migliori clienti non sono delle nostre parti. -
- Tu lo sai, ti sono grande amico, non mi sognerei minimamente di metterti in imbarazzo, ancor più di essere troppo invadente ... ma non riesco a nascondere quello che voglio dire. Ecco, sui tuoi continui spostamenti avrei una mia teoria, che prende consistenza se collegata ai tuoi trascorsi di investigatore privato. Mi sembra di vederti: sopra la tua normalissima macchina, occhiali scuri, portamento serio, scendere dalla stessa, salire la rampa di scale fino al primo piano, aprire una porta sulla quale una targhetta dice - investigatore privato - , ed entrarvi dentro. -
Alla fine della seria e scrupolosa descrizione della teoria fatta da Luigi, si respira nel gruppo di amici un'aria di divertimento, e ne è la prova una battuta ironica di Maria.
- Un'altra delle tue teorie e rischio seriamente di abortire. -
- Convincerti è impresa assai ardua. È stata un'esperienza veloce e così lontana nel tempo, da non avermi lasciato nessuna traccia; e poi, più che uno Sherlock Holmes, mi sentivo un garzone tuttofare - replica Andrea. - Va bene; hai vinto, mi arrendo; ma devi ammettere che la mia teoria in fondo non è tanto malvagia, in essa è palese un discreto fascino. Ascoltate: sotto le vesti di un nominato architetto, un uomo scava nei labirinti della società per risolvere, aiutato dal suo infallibile fiuto, gli enigmi dell'umanità. Mica male! -
L'ulteriore monologo di Luigi, fa scuotere il capo ad Andrea in senso di resa, mentre Maria e Agata con espressione sorridente sembrano accettare di buon grado.

***

- È stata una bellissima serata. –
- Già. –
- Mi sono divertita tanto; e il finale è stato talmente esilarante da riuscire a stento a trattenermi dalle risate – dice Maria, distesa sul letto.
- Ti riferisci al mio doppio lavoro di investigatore privato? – risponde Andrea, sotto la coperta a fianco della sua donna.
- Sì. –
- Il nostro amico Luigi è un mostro di trovate esilaranti, e ieri sera si è esibito in una delle sue più divertenti performance. È stato veramente eccezionale! –
- Non mi dispiacerebbe – dice con aria compiaciuta Maria, abbracciandosi al suo uomo.
- Cosa? –
- Se fosse vero. –
- Non starai parlando ... -
- Del tuo doppio lavoro; forse sarà un po' rischioso, ma lo trovo così affascinante! –
- Oh, sei formidabile! Come fantasia non sei da meno di Luigi. Vivete in un mondo di sogni. –
- Per me è fantastico! –
- Be', non ho dubbi; è come stare dentro ad un film. –
- Molto meglio. Potrei decidere di seguirti in uno dei tuoi viaggi di lavoro, e magari rimanere coinvolta in un caso spionistico internazionale. –
- Avrei un bel da fare per toglierti dai possibili rischi – dice Andrea, attenendosi con piacere al gioco. –
- Potrei esserti d'aiuto. –
- Perché no. –
- Lo dici davvero? –
- Certo! Conosco le tue doti. –
- E sarebbero? –
- Sei una donna piena di vitalità, hai un forte intuito e sei particolarmente attraente, il che non guasta. –
- Non pensavo che fosse così importante. –
- Lo è per me – dice l'uomo, baciando sulle labbra Maria.

***

La mattina seguente Andrea si prepara a partire per consegnare il suo lavoro; in una valigetta ventiquattrore aperta, poggiata sulla scrivania, l'uomo deposita i suoi disegni, mentre indirizza lo sguardo su un piccolo libro; lo prende, guarda la copertina, lo sfoglia e alla fine decide di portarselo. Chiusa la ventiquattrore, entra nello studio Maria, con in mano una valigia da viaggio più grande.
- Spero di non aver dimenticato niente - dice la donna
- Sarò di ritorno tra una settimana al massimo. –
- È un'eternità! –
- Saprai resistere? –
- Ci proverò, come sempre. –
- È un'impresa ardua anche per me, lo sai; vivere un solo giorno lontano da te, mi fa rabbrividire ... ti amo! -
Maria si avvicina, poggia le sue mani sulle spalle del suo uomo; un gesto che sa di esplicito invito.
- Non parlare, baciami! –

***

Uscito dalla sua abitazione, Andrea, a bordo della sua macchina, si avvicina ad un distributore di benzina.
- Buongiorno signor Andrea. -
Andrea gli porge le chiavi.
- Buongiorno, il pieno per favore. -
Erogata la benzina, l'uomo ridà le chiavi ad Andrea, il quale paga il dovuto.
- In questi giorni dovrebbe venire sua moglie per il cambio dell'olio della sua macchina - dice il benzinaio
- Bene! - risponde Andrea.
- Si appresta a fare parecchia strada? –
- Esatto! –
- Allora, buon viaggio! –
- Grazie! –

***

Il sole arroventa il selciato dell'autostrada che sembra interminabile. Andrea preso dalla noia, accende l'autoradio, sintonizzandolo su una stazione che trasmette musica country americana. Il ritmo della canzone avvolge totalmente l'architetto, fino a indurlo a sovrapporre la sua voce un po' stonata a quella del cantante e a ritmare la stessa con le dita sul volante. Nel suo lungo cammino, nella profondità del chiarore, la macchina sembra volersi abbracciare con la bellezza del tramonto.

***

A sera inoltrata, Andrea arriva in un albergo, in cui ha già prenotato una camera. L'uomo in piedi nella stanza, accanto al letto, beve dell'acqua minerale; dissetato poggia la bottiglia di plastica sul comodino e, stanco, con indosso camicia e pantaloni, si butta sul letto. Prima che le palpebre lentamente si possano chiudere, l'uomo volge lo sguardo sul libro portatosi da casa, poggiato sul comodino: lo prende, gira la copertina e inizia a leggerlo.


***

La luce del giorno sembra voler ribadire la sua forza vitale. Andrea, dapprima immobile, immerso nei suoi pensieri, indirizza la sua attenzione sul bauletto portaoggetti della macchina; lo apre, tira fuori un paio di occhiali scuri, se li mette, richiude lo stesso e si ammira piacevolmente nello specchietto retrovisore. Sul sedile anteriore, accanto a quello di guida, è appoggiata la valigetta ventiquattrore, dal cui interno l'uomo prende i suoi disegni: li osserva, accenna un sorriso prima di strapparli con decisione e accartocciarli; alla fine abbassa il finestrino della macchina e butta la palla di carta, facendo canestro nel cestello raccolta rifiuti posto sul marciapiedi.
- Questa storia dell'architetto mi fa divertire un mondo! – dice tra sé e sé Andrea. - Luigi è più furbo di quanto sembra; a questo punto non mi sorprenderei più di tanto se qualche volta mi è venuto dietro ... ma cosa vado a blaterare! Ha solo molta fantasia, e questo nessuno glielo può negare. Non pensiamoci più, e tuffiamoci nel lavoro – conclude l'uomo, pigiando il piede sull'acceleratore.

***

Dopo un breve percorso, la macchina si ferma dinanzi ad uno stabile. Andrea si toglie gli occhiali, scende dall'autovettura e si avvia all'interno dell'edificio, sale la prima rampa di scale per poi giungere ad una porta, a fianco della quale una targhetta dice: - investigatore privato - ; gira con la chiave la serratura ed entra nell'ufficio investigativo.
- Buongiorno! –
- Ciao Dora. Ho fatto tardi stamattina; non volevo alzarmi dal letto. –
- La capisco. Forse è rientrato stanco ieri sera. Ha fatto buon viaggio? –
- Sì; come al solito. Ma è pur vero che dovrò prendere delle decisioni ... riguardo alla mia doppia vita – dice Andrea, mentre si avvia ad entrare nel suo ufficio.
- Perché non lo fa? Scusi la mia indiscrezione ... -
- No, hai ragione, è una bella domanda. Dovrei raccontare la verità a mia moglie a miei amici ... quel birbante di Luigi si è mangiato la foglia. Tutto ha inizio in quella meravigliosa esperienza fatta nell'agenzia investigativa quando ero appena più che un ragazzo. Da lì la promessa che da grande mi sarei messo in proprio. Il resto è storia recente. Immaginavo che si trattasse di un'esperienza e nulla più, ed invece, non sono riuscito a staccarmene. Il lavoro di architetto doveva rappresentare una posizione stabile, e così è stato, ma non si è rivelato sufficiente ad allontanare la mia unica e grande passione: possedere un ufficio investigativo. Chi l'avrebbe mai detto ... -
- In fondo è quello che lei desiderava. –
- Già. Le cose sono andate come desideravo, ma ci speravo poco o nulla. Mi sono cacciato in un bel casino. –
- Credo che sia arrivato il momento di chiarire le cose. Magari la novità verrà apprezzata. –
- Già! In un primo approccio, mia moglie ne è rimasta affascinata. Al mio ritorno a casa le darò la lieta notizia.
- Sarà come ricominciare un'altra vita. –
- In un certo senso, è così. –

***

Seduto dietro la sua scrivania, Andrea sfoglia alcuni documenti, quando sente bussare alla porta.
- Sì, avanti! -
- C'è un signore; chiede di parlare con lei - dice la giovane segretaria.
- Fai entrare, grazie! -
Il distinto signore, di mezza età, entra nella stanza.
- Si accomodi. –
- Grazie! –
- In cosa posso esserle utile. –
- Venendo da lei so di aver scelto il meglio che c'è nella piazza - dice l'uomo.
- Cerco di fare del mio meglio. Mi dica! -
L'uomo prende una foto e la poggia sulla scrivania.
- Questo è il mio problema! -
Il detective prende la foto e improvvisamente il suo volto diventa pallido, tirato.
- La conosce? - domanda il cliente.
L'investigatore alza il suo sguardo, statico, vuoto.
- ... è bella ... è molto bella! -
- Sì, è una bella donna - risponde il cliente con un'espressione compiaciuta.
- Qual è il problema? - domanda il detective mentre riguarda la foto.
- Semplicemente trovarla. Tutto qui! -
L'uomo tira fuori dalla tasca della giacca il libretto degli assegni e dopo averci scritto, ne stacca uno porgendolo ad Andrea.
- È una bella somma! -
- Questo è solo un anticipo, se la troverà, ne sono convinto, sarà giustamente ricompensato. –
- Le sta molto a cuore. –
- Sì; è la luce dei miei occhi. –
- Capisco. –
- Me la trovi. -
- Come faccio a trovarla? - chiede l'investigatore privato con lo sguardo sempre rivolto alla foto.
- Be', questo è compito suo. Le darò un nome di una città ... può darsi che le sarà d'aiuto: - Desiderio - , questo è il suo nome. -
- Davvero simpatico - replica Andrea.
- Già! –
Beh, oltre a - Desiderio - avrei bisogno di più ragguagli. –
- Di che tipo? –
- In generale; per esempio, se si tratta di sua moglie. -
- ... no, non è mia moglie. –
- È sposata? Mi servono altre informazioni per non brancolare nel buio. -
- Mi dispiace, ma non posso dirle altro. –
- Lei capisce che ho pochi elementi a mia disposizione. –
- Saprà utilizzarli al massimo delle sue capacità; lei è un eccellente investigatore. –
- Troppe lusinghe mi si annebbia il cervello – dice Andrea, guardando la foto.
- È stata scattata di recente; è così come la vede. Non può sbagliare a riconoscerla. –
- È già qualcosa. Non le assicuro nulla, è bene che lo sappia; le mie indagini si basano su informazioni più dettagliate. Non sono un prestigiatore. –
- Ne verrà a capo, ne sono certo. –
- Lo spero! – replica Andrea, guardando fisso negli occhi il cliente.
- La lascio al suo lavoro ... credo proprio di essere in buone mani! -
- Come faccio a mettermi in contatto con lei. -
- Non si preoccupi, avremo modo di rivederci - risponde l'uomo con un'espressione rassicurante, prima di uscire dall'ufficio.

***

Andrea rimane come impietrito, alza lo sguardo dalla foto che tiene ancora in mano, mentre lo stesso sembra perdersi nel vuoto della stanza, i pensieri si accavallano, corrono veloci. Con un gesto repentino, prende il cordless e digita nervosamente un numero, sperando di sentire una voce amica. Nulla da fare; silenzio assoluto. Digita un altro numero, ma il riscontro è uguale al precedente. Sul suo viso affiora uno stato di ansia latente.
- Qualcosa che non va? – chiede Dora.
- ... no, va tutto bene ... -
- Mi scusi se gliel'ho chiesto, ma ha un'espressione strana. –
- Lo so. –
- Spero nulla di importante. –
- È così; nulla di serio. –
- Un nuovo lavoro? –
- Già! Ci è stato dato l'incarico di trovare una donna ... -
- È quella della foto? –
- Sì. –
- Posso vederla? –
Andrea le porge la foto.
- È bellissima! –
- Nessun dubbio; è così come la vediamo, ci ha assicurato il cliente. –
- Il marito? –
- Non credo; è rimasto piuttosto chiuso riguardo la sua posizione rispetto a quella donna. Ci paga profumatamente per il suo ritrovamento, e nulla più. –
- L'unico elemento è la sua foto. –
- È un paese dal nome - Desiderio - . –
- Da qualche parte bisogna pur iniziare. –
- Proprio così – risponde l'investigatore privato, con la mente già altrove, pronto da lì a poco a salire sulla sua macchina e correre veloce verso il ritorno a casa.

***

Andrea scende dalla macchina e si precipita dentro il suo appartamento.
- Maria! Maria, dove sei! -
L'uomo non riceve nessuna risposta. Dopo aver guardato in tutte le stanze, dove tutto sembra in ordine, esce dall'appartamento e va a vedere nel garage, sotto casa, all'interno del quale sta regolarmente parcheggiata la macchina di sua moglie, dopodiché risale sull'autovettura e riparte sgommando sul selciato.

***

La prima cosa che gli viene in mente è andare a vedere in casa della madre di Maria.
- Non è qui. Ci siamo sentiti ieri sera per telefono. Cosa è successo? Hai un'aria strana. –
- ... nulla; ero fuori per lavoro, sono rientrato e a casa non c'era. –
- Sarà uscita a fare la spesa, o forse è andata a far visita ad un'amica. –
- La sua macchia è parcheggiata in garage. –
- Qualcuno sarà venuto a prenderla; Calmati! Entra e parliamone con calma. –
- Avrei una certa premura ... -
- Se fai così, metti ansia anche a me; dai entra, solo due minuti, vedrai che ci farà bene. Preparo un caffè. –
Andrea entra in casa e si accomoda su una poltrona, mentre la donna si allontana per fare ritorno poco dopo.
- Hai provato a chiamarla al cellulare? – domanda la mamma di Maria, poggiando il piccolo vassoio sul tavolinetto, per poi sedersi sul divano.
- Sì; risulta spento. –
- La conosci, ha l'abitudine di tenerlo spento. -
- ... sì. –
- Perché sei così agitato? –
- ... non lo so – risponde Andrea, sorseggiando la bevanda calda. - Forse il fatto di non riuscire a contattarla mi rende nervoso; non mi era mai successo ... -
- Quando è stata l'ultima volta che vi siete sentiti? –
- Credo ieri sera, nella camera d'albergo; mi è sembrata tranquilla ... -
- Perché non doveva esserlo? –
- Già, hai ragione. –
- Mi stai nascondendo qualcosa che non so? –
- No! Ultimamente ci sono andato sotto con il lavoro ... -
- E ti senti un po' stressato. –
- Già. –
- Vedrai che non appena accenderà il cellulare e visionerà la tua chiamata, sarà lei stessa a farsi sentire. –
- Certo. –
- Nel frattempo, rilassati un po'. –
- No, devo andare! –
- Dove devi andare così di fretta? Facendo in questo modo non migliori la tua situazione. –
- Sì, è vero; ma ne approfitto per sbrigare una faccenda. Dopo mi prenderò un lungo periodo di riposo. – dice Andrea, alzandosi dalla poltrona.
- Va bene, fai come ti piace. Appena rintraccerai Maria, dirle di chiamarmi. –
- Ok. –

***

La faccenda che Andrea deve sbrigare è trovare al più presto Maria, altro che rilassarsi; e questo prima che il suo cervello vada in escandescenze.
Il soave suono di un campanello elettrico diventa sgradevole per il frenetico ripetersi.
- Vengo! ... Vengo! Datemi il tempo, maledizione! -
Luigi va ad aprire la porta, sospinta bruscamente da Andrea, il quale entra con irruenza dentro l'appartamento.
- Dov'è Maria? - domanda l'uomo, contemporaneamente al visionare forsennato di tutte le stanze. L'amico, sbigottito, gli va dietro.
- ... ciao Andrea. Già di ritorno? - dice un'esterrefatta Agata, seduta sul water, intenta a fare i suoi bisogni. L'uomo chiude lentamente la porta del bagno e pian piano ritorna in sé, aiutato dalla consapevolezza di aver esagerato, pur avendo le sue buone ragioni. Si avvicina Luigi.
- Cosa ti prende? –
- Sto cercando Maria. –
- Un modo insolito, non ti pare? –
- Chiedo scusa, non ci sono con la testa. –
- Questo lo vedo. Cosa è successo fra te e Maria? –
- ... nulla! –
- Ne sei proprio sicuro? Non ti avevo mai visto in questo stato.
- Vorrei vedere te al mio posto. –
- Preparo un caffè. –
- No, grazie; l'ho preso poco fa. –
- Siediti e raccontami cosa ti è successo. –
- Non c'è molto da raccontare; non riesco a trovare Maria. –
- Non riesci a trovare Maria? Cosa significa? –
- Quello che ho detto; non riesco a trovarla. A casa non c'è, da sua madre nemmeno, e il suo cellulare risulta spento. –
- Ed è un buon motivo per agitarsi in questo modo? Vedrai che spunterà fuori. Perché non ti siedi? –
- Non mi va. -
- Noi non la vediamo dal giorno che siamo andati a mangiare al ristorante. Sarà uscita, e magari sarà andata da una sua amica. –
- Dovrei andare a disturbare tutte le sue vecchie e nuove amicizie. –
- Capisco che è un bel rompicapo; altrimenti non ti rimane che attendere il suo ritorno – dice Luigi, mentre sopraggiunge Agata.
- Ti sei calmato? –
- Ti chiedo scusa per poco fa, sono a dir poco frastornato ... -
- Non pensarci ... – risponde la donna. Da quel che ho capito, hai perso Maria. –
- Qualcosa di simile. –
- Da quanto tempo si è allontanata? –
- Non lo so con certezza ... come vi avevo detto, ieri sono partito fuori per lavoro e sono rientrato qualche ora fa, e lei non era in casa; ho provato a rintracciarla sul suo cellulare, ma è irraggiungibile. –
- Mi sembra che sia un arco di tempo troppo breve per farsi prendere dal panico; credevo che tu stessi fuori di più. Come mai di ritorno così presto? –
- Be', dovevo risolvere un problema ... -
- Lei non ti aspettava, così è andata a fare due passi; di sicuro con qualche amica. Non starai pensando che abbia una storia? Se è così, sei fuori strada, perché conosco bene Maria; non ti tradirebbe mai, te lo posso assicurare. –
- A qualcosa devo pur pensare. –
- Non a questo; è l'unica certezza che posso darti. Abbi un po' di pazienza, ed ogni dubbio si risolverà. –
- Agata ha ragione, non ha senso lasciarsi sopraffare dai cattivi pensieri – interviene Luigi.
- Siete gentili a rincuorarmi; non mi sarà facile starmene con le mani in mano finché non la trovo. -
- Be', cosa vuoi che ti dica, sei tu il detective, datti da fare! -
Neanche il tempo di finire la frase, che Andrea gli tira un diretto sul muso. Luigi stramazza per terra, dal naso gli fuoriesce del sangue; Andrea lo guarda e, con il pugno ancora rigido, scuote la testa:
- Mi dispiace amico, ma a volte sei veramente insopportabile. Scusami Agata ... -
- ... non fa niente; evidentemente se l'è meritato. –
- Ciao; a presto! –
- Ok. Dacci notizie. -
Alla fine Andrea si allontana, lasciando per terra la maschera incredula di Luigi.

***

Questo problema sta mettendo a dura prova la sua pazienza. Come fa a starsene tranquillo? Quell'uomo nel suo ufficio mostrandogli la foto di Maria è come se gli avesse inferto una mazzata dritta al cuore. È se fosse tutta una messinscena, organizzata a puntino per fargliela pagare per il fatto di aver tenuto nascosto il suo vero lavoro di investigatore privato? Ma da chi? Da Maria stessa? Magari insiemi a Luigi e Agata? Sembra un'ipotesa assurda, ma non impossibile, pensa Andrea, seduto nella sua macchina a riflettere sullo spinoso caso. Riprova inutilmente col cellulare; niente da dare, ancora irraggiungibile. Le idee sono confuse, e non sa davvero da dove iniziare. La prima cosa che inevitabilmente gli viene in mente, è ritornare a casa.

***

Appena giunto dinanzi all'abitazione, Andrea scende dall'autovettura e percorre il tragitto che lo separa dal portoncino d'ingresso, quando incrocia una donna con un bambino con i capelli ricci.
- Salve! –
- ... salve! –
- Abita qui, non è vero? – chiede la donna.
- Sì! – risponde Andrea, ansioso di sapere cosa avesse da dirgli.
- Abito nella zona; io l'ho vista altre volte, ma forse lei non si ricorda di me. –
- È proprio così; sono perennemente sbadato, non sto attento a tutto ciò che mi circonda. È il suo bambino? –
- Sì! Mi somiglia? –
- Direi molto; è simpaticissimo! –
- Grazie! –
- Doveva dirmi qualcosa? –
- Ecco, non so se lei se n'è accorto, ma io da alcuni giorni passando da qui sento puzza di gas. –
- L'altro giorno me l'ha fatto notare mia moglie e, parlandone, avevamo deciso di farlo presente all'azienda. Sì, ha ragione; in questo momento sento anch'io puzza di gas. –
È pericoloso! –
- Provvederemo perché il problema venga eliminato. –
- Beh, mi scusi se mi sono permessa ... -
- Di cosa? È stata invece molto gentile da parte sua avercelo ricordato. Conosce mia moglie? –
- Credo di sì; un giorno l'ho vista uscire insieme ad una donna. Immagino si tratti di sua moglie. –
- Sì, è lei. –
- Una bella donna! –
- Già! Ed è anche una donna eccezionale, se non fosse che a volte mi fa arrabbiare di brutto. –
- Il solito marito incontentabile? – dice con un sorriso la donna.
- Solo perché le rammento sempre di ricordarsi quando esce di tenere il cellulare acceso? Non penso di essere particolarmente pretenzioso. Sono stato fuori per lavoro, rientro, ma non riesco a darle la bella notizia del mio anticipato ritorno. –
- Capita nella nostra vita frenetica di dimenticare le cose più banali – osserva con leggerezza la donna. Vedrà che non appena vi ritroverete, sua moglie l'accoglierà con un caloroso abbraccio. –
- Lei ha un dono prezioso: illuminare il grigiore del nostro umore. –
- Accetto il complimento. –
- Le dispiace se le chiedo se l'ha vista fra ieri e oggi? –
- Intende sua moglie? –
- Sì; la sua macchina è in garage. Volevo rendermi conto se per caso sia venuta a prenderla un'amica ... -
- O un amico? Un attacco di gelosia? –
- No, nulla di tutto questo ... - risponde Andrea, lasciando trasparire un certo imbarazzo. - Fortunatamente noi siamo fuori da questi concetti primordiali. –
- Si dice sempre così fin quando non ci si trova dentro un mare in burrasca; sono convinta che non è il vostro caso. No, non ho visto in questi ultimi giorni sua moglie – replica la donna, mentre il suo bambino dà i primi segnali di impazienza, guardando seccato la madre. - Vorrei aiutarla, ma credo di non poter fare molto per lei. –
- Certo, mi scusi per averla coinvolta in questa faccenda ... -
- Sfogarsi con qualcuno fa bene. Ora si rilassi e attenda fiducioso. –
- È quello che farò! Si consideri, lei e la sua famiglia, una di queste sere, nostra ospite. Ci terrei molto.
- Ok. –
- Sempre che la trovi – dice Andrea, tra il serio ed il faceto.
- Allora, buona fortuna. –

***

Ci ha provato. Non è che sperava di ottenere qualcosa in più di una semplice conversazione; ma quantomeno la simpatica donna è riuscita davvero a sollevargli il morale. Che ciò non durerà a lungo, è altrettanto immaginabile. Andrea rientra nuovamente a casa, sperando di trovare un indizio serio e convincente che lo metta sulle tracce di Maria. La ricerca risulta vana. Tutto è in ordine e al suo posto, com'era nelle abitudini della moglie. Sedutosi nel divano, prova col cellulare a contattare quanti più amici la coppia avesse in comune, per veder se qualcuno di loro possa dargli qualche ragguaglio in merito alla scomparsa della donna. Fa una miriade di telefonate, ma da nessuna trae aiuto.
L'uomo prende da un cassetto un mazzo di chiavi e ritorna in garage. Aperta la macchina la perlustra accuratamente, per poi passare al bagagliaio. Anche in questo caso, nessun elemento importante è emerso. Una cosa finalmente sembra chiara: le risposte che cerca, non li troverà certo in quella casa. Perciò è giunto il momento di darsi una mossa, di mettersi in movimento.

***

Il benzinaio ha finito di erogare la benzina su un'autovettura, quando si avvicina un'altra macchina.
- Signor Andrea, non l'avevo riconosciuta con gli occhiali scuri. Ha già finito il pieno di benzina? -
- Già! Riempi di nuovo il serbatoio, credo che farò molta strada – Andrea gli dà le chiavi.
- Oggi è una bella giornata – dice l'uomo, intento a svitare il tappo della benzina, dando un'ulteriore pugnalata all'umore nero del cliente.
- Cosa te lo fa pensare? –
- C'è un sole splendente! Ed io amo il sole! –
-Sì, il sole rallegra gli animi – si sforza Andrea ad essere compiaciuto.
- Quando c'è brutto tempo o freddo, non metterei nemmeno il naso fuori di casa. Ma il lavoro chiama, allora meglio non pensarci a godere di giornate come queste. Non è d'accordo? –
- Come si fa a non essere d'accordo – risponde Andrea, rodendosi il fegato.
Riempito il serbatoio, il benzinaio restituisce le chiavi.
- Grazie! Sai dirmi se è venuta mia moglie a portare la macchina per il cambio dell'olio? - domanda Andrea.
- No. Anzi, sì. –
- No o sì? -
- Si; cioè, non con la sua macchina. –
- Cosa stai dicendo? –
- Non era la sua macchina, e non c'era lei alla guida; voglio dire, c'era una persona insieme a lei. -
- Un uomo? -
- Si! -
- Scusami se ti faccio tutte queste domande, è che ... -
- Non si preoccupi signor Andrea, se posso aiutarla per me sarà un piacere. –
- Che tipo era? –
- Credo, un cinquantenne. –
- Un distinto signore di mezza età. –
- Proprio così. –
- Penso di aver capito chi fosse ... -
- Sorridevano e scherzavano, come si fa fra vecchi amici. -
- Quel vecchio marpione! Conoscendolo, immagino le sue battute; sei riuscito ad afferrarne qualcuna? -
- Non molto; non volevo sembrare indiscreto. –
- Certo. –
- Ma non mi è sfuggito il suo sorriso di sempre; sua moglie è una gran brava donna! ora che ricordo bene, hanno ripetuto più volte una parola. –
- Sarebbe? –
- - Desiderio - ; proprio così! -
- Grazie! -
- Si figuri signor Andrea, sempre a sua disposizione! - risponde il giovane benzinaio.
- Buona giornata. –
- Anche a lei. –

***

Andrea gioca l'unica carta che in questo momento possiede: Desiderio. La strada provinciale nascosta dalla fitta boscaglia, dove neanche i raggi del sole riescono a passare, sembra portare verso limiti e mondi oscuri ed ignoti.
Dopo un lungo viaggiare, il detective vede, seminascosto dagli alberi, una segnaletica stradale che indica di svoltare a destra per chi vuole andare a Desiderio. Tutto intorno suscita fascino e nel frattempo mistero; improvvisamente la fitta boscaglia si apre e all'orizzonte appare una splendida cittadina immersa nel verde con tante altre case sparse all'infinito.
- Quella sarebbe Desiderio? – chiede Andrea ad un ragazzino a passeggio con un cagnolino.
- Sì. –
- Niente male come luogo; forse un po' nascosto, ma scommetto che voi ne andiate fieri; un vero angolo di paradiso, se l'apparenza non inganna. Volete un passaggio? – dice l'uomo seduto in macchina.
- No, grazie! Ci piace passeggiare. –
- Lo credo bene; si respira un'aria rigenerante. Beh, allora, buona passeggiata. Può darsi che ci rivedremo in paese. –

***

All'interno di un bar, piuttosto sobrio, i commensali di entrambi i sessi seduti attorno a tavolinetti rotondi, discutono a bassa voce con espressione sorridente. Andrea si avvicina al bancone.
- Una birra! -
Contemporaneamente all'ordinazione fatta dall'uomo, non si sente neanche più il ronzio di una mosca; Andrea si gira lentamente e vede tutti gli occhi della sala puntati addosso.
- ... cosa ho detto di strano? -
- Vede, noi non beviamo di queste bevande, le teniamo solo per i forestieri che ci vengono a far visita - risponde cordialmente il barista, quarantenne, grande e grosso dall'aria simpatica, mentre versa la birra nel bicchiere.
- Mi dispiace aver infranto le vostre regole; se l'avessi saputo avrei ordinato qualcos'altro; per me non è problema. –
- Stia tranquillo, beva la sua birra.
- Un angolo di paradiso a tutti gli effetti. –
- Cosa dice? –
- Una semplice osservazione, nulla di importante – risponde Andrea, sorseggiando la birra. Niente male! –
- Ci teniamo a trattare bene i nostri ospiti. –
- Ottima strategia! Vorrei chiederle una cosa. –
- Faccia pure. –
- Visto che venendo da fuori siete il primo locale pubblico del paese, mi domandavo se per caso è passata da qui questa donna – Andrea gli porge la foto di Maria.
- ... no! Credo proprio di no! –
- Ne è sicuro? –
- È stata qui di recente? –
- Sì, diciamo fra l'altro ieri e oggi. –
- No; se fosse passata da qui me ne sarei ricordato. –
- Grazie lo stesso. –
- C'è un altro locale più avanti, provi lì. –
- Ok. –
- Se si trova in paese non tarderà a trovarla. -
Andrea sta per andarsene, quando ...
- Può chiedere a Osvaldo - dice il barista.
- Dove lo trovo? -
- Provi al fiume, la pesca è la sua grande passione. -
Andrea esce dal locale, mentre un commensale si avvicina al bancone.
- Cosa voleva? - domanda l'uomo.
- Ha chiesto di Maria - risponde serenamente il barista, spezzando l'aria giuliva che traspariva da tutti i presenti nella sala.
- Maria ... -
- Proprio lei. –
- Come mai si trova qui? –
- Non chiederlo a me. –
- Non è uno di noi; sarà di passaggio, immagino. –
- Certo che è di passaggio! –
- Non sarà per lui una bella vacanza. –
- E chi ha detto che è qui in vacanza. –
- Mi fa quasi pena – dice un altro cliente, avvicinatosi ai due interlocutori. - Mi domando che senso ha aumentare la sua tristezza. –
- Sappiamo chi l'ha deciso, perciò non facciamoci troppe domande; la sua presenza da noi avrà di sicuro un motivo. –
- Nessuno di noi può aiutarlo. –
- No, per quello che il suo cuore desidera, ma non sarà per lui un'esperienza inutile, di questo ne sono certo – risponde il barista, tornando al suo lavoro.

***

Non ha raggiunto Desiderio per trascorrervi una vacanza, di questo ne è consapevole Andrea, il quale non si sofferma più di tanto ad ammirare le bellezze naturali del paese, andando di gran fretta nei pressi del fiume, sulla cui sponda, un uomo cinquantenne è seduto intento a pescare. La visione intorno è meravigliosa: il fascino di una cascata; il mormorio delle acque del fiume; il canto degli uccelli come melodia di una natura incontaminata.
Andrea si siede accanto all'uomo che pesca.
- Buongiorno! –
- Salve! -
- È una bella giornata! –
- Da queste parti lo è sempre. –
- È davvero un bel posto! –
- Intende dire, da viverci? – replica il pescatore.
- Perché no! –
- Intende stabilirsi qui? –
- Al momento non è fra i miei pensieri. –
- Le piace pescare? -
- Preferisco mangiarlo il pesce! -
- Chissà perché avrei pensato il contrario. –
- Lei è Osvaldo? –
- Sì, sono io. In cosa posso esserle utile? –
- Sto cercando una persona, mi hanno detto di rivolgermi a lei – Andrea tira fuori la foto di Maria e la fa vedere al pescatore.
- È una bella donna! –
- Nient'altro da aggiungere? –
- Non credo. -
- Non sono disposto a pazientare ancora per molto. -
- Vuole scappare così presto da quest'angolo di paradiso? -
A questo punto Andrea volge il suo sguardo deciso all'indirizzo del pescatore.
- Lo rimarrà ancora per poco, se non liberate mia moglie. -
- Brav'uomo, cosa le fa pensare che sua moglie si trovi qui ... e soprattutto, che sia stata rapita? - risponde con sorprendente tranquillità il pescatore. Questo fa andare in furia Andrea che, senza pensarci due volte, si alza, gli toglie energicamente la canna da pesca dalle mani buttandola nel fiume, lo afferra per il bavero della giacca e lo alza in piedi con tutte le sue forze:
- Ascoltami! Non mi interessano le tue teorie; ho capito che siete una banda di smidollati, e anche questo non sono affari miei ... ma rivoglio mia moglie, e subito! -
- La prego mi lasci, non credo voglia avermi sulla coscienza. -
Andrea lascia lentamente la presa, mentre il pescatore si ricompone immediatamente.
- ... non faccia caso alla canna, ne possiedo tantissime altre a casa. Capisco la sua angoscia, ma mi creda, non posso fare molto per lei; immagino che è stato il barista, in buona fede naturalmente, a mandarla da me, e questo non fa che aumentare in me l'imbarazzo, poiché, come le ho detto, non posso aiutarla, se non augurarle soltanto che lei abbia le sue risposte quanto prima. –
- Pensi forse di prendermi in giro? –
- Assolutamente no! –
- Allora, dammene una dimostrazione! –
- Non può prendersela col primo che incontra; non crede che sia ingiusto? Aspetti, e vedrà che tutto le sarà più chiaro. –
- Nel frattempo cosa devo fare, rodermi il fegato? –
- Glielo sconsiglio, non fa bene alla salute – risponde Osvaldo, cercando di mettere la discussione su binari più tranquilli. - Questo, come lei avrà notato, è un luogo tranquillo, ma ciò non significa che chiunque può approfittarne. –
- Cos'è un monito? –
- Soltanto un avviso. Qui non è concessa nessuna situazione di animosità; a dire il vero, nessuno ci pensa perché non rientra nel nostro lieto vivere. –
- Perché sto ad ascoltarti? –
- Perché fondamentalmente lei è un brav'uomo. –
- La pazienza ha un limite, la sapete questa? –
- Sì, non siamo alieni. –
- Questa è una notizia. –
- Può criticarci se vuole, nessuno glielo vieterà, a patto che ci si comporti in modo civile. –
- Davvero lodevole. Io ho un cuore ed un'anima, non so voi ... -
- Lo scoprirà da sé. –
- Se pensate che mi rassegni, siete sulla strada sbagliata; non lascerò questo angolo di paradiso, se non in compagnia di mia moglie. –
- Se decidesse di rimanere qui per la notte, c'è una pensione niente male a buon prezzo. Be', devo proprio andare, ho la mamma molto avanti negli anni, e come lei sa, ad una certa età si diventa come bambini; ogni qualvolta che non mi vede arrivare puntuale, si preoccupa. –
- Ci rivedremo! -
Il pescatore allarga il suo sorriso in segno di saluto e si appresta ad andare via, ma la sua lenta andatura si arresta dinanzi al tono deciso di Andrea.
- Pescatore, complimenti per la sua bella morale ... ma non si illuda perché sarò la vostra ombra minacciosa, da cui non sarà facile liberarsi. L'unica salvezza è nel vostro buon senso. -
Osvaldo abbassa lo sguardo e avvolto da un velo di mistero, lentamente s'incammina.

***

Ad Andrea si prospetta un problema tutt'altro facile da risolvere; d'altronde delle difficoltà era consapevole, e quindi, non gli rimane che fare le cose per bene, senza essere troppo precipitoso. Far finta di assecondare gli abitanti del luogo è un punto di partenza che si prefigge.
- Salve, come va? –
- Bene, grazie! – risponde un uomo sulla trentina, in compagnia di un amico, mentre passeggia sulla sponda del fiume. - Lei non è di qui, vero? –
- Cristo! Come fa ad esserne certo? Voglio dire, qui vi conoscete davvero tutti, o qualcosa mi rende diverso da tutti voi? – risponde con tono leggero Andrea.
- Forse entrambe le cose – replica sulla stessa falsariga l'uomo.
- Lo ammetto, non sono di queste parti. Spero di non essere l'unico forestiero, la cosa mi mette un po' di disagio. –
- Non so dirle in quanti siete – risponde col sorriso fra le labbra l'uomo.
- Già. –
- Conosce qualcuno? –
- No. Appena arrivato le uniche persone che ho avuto il piacere di conoscere, sono il barista, all'entrata del paese e Osvaldo. –
- Due ottime persone! –
- Mi ha tolto le parole di bocca – dice Andrea, recitando per bene la sua parte. - Da quel che ho capito, lo siete tutti in paese ... brave persone. –
- Ci riteniamo persone normalissime – replica l'amico.
- Una normalità che dalle mie parti si fa sempre più rara; vien quasi voglia di stabilirmi qui ... voi permettendo. -
I due amici si guardano nel viso accennando ad un sorriso. Un comportamento del tutto incomprensibile per Andrea.
- ... capisco, che anche volendo non mi sarà facile; ormai sono totalmente contaminato dalla nostra società, cosiddetta civile, che voi sicuramente mi mettereste in quarantena, perché portatore di pericolosi virus. –
- Se fosse così, l'avremmo già fatto – replica con tono scherzoso l'uomo. - Si intratterrà a lungo? –
- Dipende; nel venire qui, mia moglie mi ha anticipato e, prima di discuterne con lei, vorrei prima ritrovarla, non vi sembra? –
- Ha perso sua moglie? –
- Può sembrarvi strano, ma è così. –
- Non deve preoccuparsi, la troverà. –
- Ne sono convinto; magari per l'ora di pranzo – Andrea fa vedere la foto ai due amici. - Questa è mia moglie. –
- Molta bella! –
- Assolutamente d'accordo! Capirete che non posso perderla. –
- ... già! –
- Se dovreste incontrarla, ditele, per favore, che mi trovo qui, e che non vedo l'ora di riabbracciarla. –
- Ci conti! –
- Be', vi lascio alla vostra passeggiata. –
- Buona vacanza. –

Salvatore Scalisi
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