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Autore: Orietta Bosch
Titolo: Viaggiando nell'ignoto
Genere Narrativa
Lettori 241
Viaggiando nell'ignoto

Un'incredibile storia vera.

Questo libro, che racconta la nostra esperienza di vita. La scriviamo per dare speranza a chiunque creda che la vita non abbia un senso...
Questo libro racconta quanto senso invece la vita abbia... e quanto sia importante viverla, nonostante tutto.
Presentazione a cura dell'autrice

Mi chiamo Orietta Bosch,
sono un'infermiera in pensione, non una scrittrice; scrivo semplice ma ho un messaggio da inviare, l'ho promesso a chi ho amato e ora non c'è più, quindi è impossibile non mantenere quella promessa.
Mi voglio presentare subito: non sono una medium, non una cartomante e non prevedo il futuro. Non sono una persona che vede cose strane, ma una realtà della mia esistenza. Ho incontrato chi ho amato, sono stata fortunata, qualcuno lassù ha voluto farmi un grande regalo, permettendomi di comunicare con i miei cari che non ci sono più (non su questa terra). Quello che mi è stato detto riguardava esclusivamente la mia vita , il messaggio positivo che è stato lasciato mi ha aiutata e spero possa aiutare anche altre persone. Racconto la mia vita e invito la gente a non aver paura dell'ignoto ma ad affrontare le paure in quanto l'energia negativa che ci tormenta è in grado di amplificarle e prendere il sopravvento su di noi. Ho saputo che questa terra è divisa tra Dio e il diavolo e che noi siamo le pedine di una guerra tra il bene e il male. La morte del mio unico figlio è stata devastante. Se mi fossi tolta la vita, ed era quello che la mancanza di lucidità, data dal dolore, mi spingeva a compiere, avrei fatto il gioco del male che spinge le persone a mancare di rispetto a se stessi e agli altri. Dopo la sua morte, vidi mio figlio per 4 anni, un grande regalo. All'inizio pensavo fossero allucinazioni provocate dal dolore, con il tempo mi accorsi che era reale in quanto quello che mi preannunciava accadeva. Ha risposto alle mie domande su cosa ci fosse dopo la vita e quale fosse lo scopo della nostra esistenza. Mi enunciò cose che poi mi sarebbero successe, mi disse che Dio esiste, ma c'è anche un'energia negativa che ruba l'anima se sei malvagio o se manchi di rispetto non solo agli altri ma anche a te stesso, amplifica le paure e porta all'autodistruzione. Diventare nutrimento per i demoni impedisce all'anima di procedere verso la luce, resta bloccata ed è come aver vissuto per niente, di conseguenza ogni anima sarà costretta a ricominciare tutto da capo ma, a questo punto, non è detto che possa avere la possibilità di scegliere dove nascere. Da quello che ho capito, tutto sarà deciso da un giudizio alla fine dei nostri giorni, sì proprio così, alla fine di ogni vita avremo un giudizio sul nostro vissuto. La negatività nel mondo è tantissima, quindi sono convinta che le forze del male stiano lavorando bene; pertanto ritengo sia sempre più difficile superare le prove che la vita ci pone.
Siamo umani, fragili, di conseguenza è molto più facile preferire il male al bene. I tabù, la mentalità e la cattiveria che il male insinua nella gente, sono la causa principale della ristrettezza mentale, che impedisce di comprendere quello che i nostri spiriti con grande fatica cercano di comunicare con i loro continui segnali, che la maggioranza delle persone non riesce a cogliere: molti per paura, molti perché si rifiutano di credere a quello che non sono in grado di toccare con mano. Parlo di positività, amore, coraggio... Non devo convincere nessuno, solo comunicare. Sono una persona semplice, diretta, sincera, ho cercato di superare tutte le prove che la vita mi ha obbligato ad affrontare, forse sono nata proprio per capire se sono in grado di farlo.
Credo che ognuno di noi abbia delle prove da superare e che debba impegnarsi a farlo, senza mai arrendersi e mai temere le difficoltà della vita, sono fatte per metterci alla prova, per migliorarci.
Mio figlio mi annunciò che, dopo il fango del 2014, ci sarebbe stata la terra bruciata, ma dopo sarebbero rinati i fiori. Effettivamente il 2014 è stato un anno molto piovoso e ai primi di gennaio del 2015 il mio compagno di allora mi abbandonò per un'altra donna creando, attorno a me, solitudine, tristezza, una vera terra bruciata, ma sapevo che ogni cosa accadeva per una ragione, non dovevo rimpiangere il passato, ma accettarlo come maestro. Continuai quindi a scrivere le mie esperienze: aspetti della mia vita che toccavo con mano, reali esperienze che molti hanno, ma vengono spesso offuscate dalla mentalità, dai tabù che inevitabilmente condizionano i pensieri e i giudizi. Un giorno i fiori nacquero e assieme all'uomo che li portò, continuai a scrivere questa avventura nell'ignoto fino a raggiungerne il significato finale che contiene un messaggio di speranza per tutti.
...Nella fredda notte di Natale del 2013, sognai mio padre; fu una grande gioia rivederlo, mi mancava tanto... era stato un grande padre. Mi disse che era arrivato il momento di scrivere tutto, era il momento di divulgare quello che avevo saputo, era il momento di comunicare al mondo questo messaggio. Gli dissi che nessuno mi avrebbe creduto, per questo scrivevo tutto nel diario che custodivo segretamente. Mi rispose che non era un problema mio ma loro... che era mio compito scrivere non per convincere ma per comunicare... dovevo scrivere, al resto ci avrebbe pensato lui. Volli mantenere questa promessa, presi i miei diari, rileggendoli ripassai tutta la mia vita, che oggi condivido con voi, assieme alla mia anima gemella, ritrovata dopo tante sofferenze, dopo una vita...
Prefazione a cura del dott. Pasquale Capozzi

Conobbi la signora Bosch in una grigia mattinata invernale a Cormons (Gorizia) nel febbraio 2013. Piuttosto alta, robusta, sui 50 anni, sorridente. In lei, i tratti tipici della donna friulana: amabile, colta, attraente, con una espressione sul volto che lasciava intravedere un'ombra di tristezza. Per un medico ambulatoriale in un piccolo ospedale dell'Alto Isontino quei dettagli non dovevano avere di certo importanza, eppure quel primo incontro non mi lasciò indifferente. Col passare del tempo, durante il lavoro potei provare per lei un sincero sentimento di amicizia. Scoprii che amava scrivere libri e che aveva molto sofferto nella vita. Lei mi aiutava mentre visitavo i pazienti, ed il suo tratto con loro era improntato su rispetto, cordialità, talvolta affetto... mai familiarità. Mi piaceva il suo modo di trattarli, di rivolgersi a loro in lingua friulana. Empatica, spontanea, qualche volta severa... un sorriso discreto... ogni tanto un commento scherzoso. Scoprivo sempre con maggior chiarezza che la signora Bosch voleva dare a ciascun paziente il meglio di sé, persona per persona, ed il trattamento per ciascuno di loro era diverso, specifico, come quello di un sarto che confeziona su misura un vestito.
Riusciva a trasfondere nei pazienti il suo desiderio di farli star bene.
Questo la signora Bosch lo fa anche con i lettori dei suoi libri. Perchè Orietta non è una scrittrice professionale. È una scrittrice, per così dire, per - missione - , come per un incarico ricevuto. E come dà il meglio di sé facendo un prelievo di sangue o una medicazione, lo fa anche quando scrive una pagina dei suoi libri. In questo libro ci parla assieme al suo compagno, della dimensione umana del perdono, e ci rende partecipi della sua scoperta col suo stile consueto, impalpabile e discreto, ricamando una storia di avventura e di sogno, nel passato e nel presente, qui in Friuli ed in un'altra regione d' Europa... Le scene si susseguono ed i quadri si sovrappongono sciamando nella mente del lettore in una sagra piena di tensione, in epoche storiche diverse. La soluzione originale è alla portata di ciascuno: il perdono è unico ed ultimo arbitro per un pugno di soldati sfiniti della possibilità di raggiungere il Cielo dopo la morte in battaglia. Orietta Bosch ci descrive in definitiva l'avventura dell'uomo e della donna di oggi, in lotta per la conquista nella propria vita delle dimensioni del vero, del bene e del bello, senza indulgere a sentimentalismi e a recriminazioni, nella ricerca positiva e feconda della propria realizzazione umana.
Attraverso la solidarietà, l'amicizia, l'amore.
Un messaggio di speranza per tutt
Cominciamo dall'inizio, da quando sono nata... passo necessario per comprendere il messaggio che vogliamo mandare.
CAPITOLO 1

Ci troviamo a Mariano del Friuli, un piccolo paese della regione Friuli Venezia Giulia in provincia di Gorizia (Italia). Correva l'anno 1959, era il 5 maggio, in paese si festeggiava il santo patrono: San Gottardo.
Come ogni anno tutti i paesani si ritrovavano in chiesa, finita la Santa Messa in fila si avviavano in processione lungo le vie del paese. In testa al corteo, portata a spalle da 4 uomini, la statua del Santo, dietro, il parroco con i chierichetti e tutti i paesani al seguito. Nilla, la mia mamma, anche se era alla fine della gravidanza, da donna devota, di certo non poteva mancare, tutti le dicevano che, se avesse camminato, avrebbe accelerato il parto, allora lei camminò a passo veloce in processione. La camminata le fece bene infatti il giorno dopo, verso le 3 del pomeriggio arrivarono le doglie, papà aspettava Francesco, invece alle 16.30 nasco io, Orietta, una pupa, con tanti capelli neri. ...

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