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Autore: Franco Filiberto
Titolo: Via Roma 18. AAA assassino cercasi
Genere Giallo
Lettori 699
Via Roma 18. AAA assassino cercasi

PREMESSA

Almeno per una volta siamo stati tutti teatranti, simulatori di sentimenti, spacciatori di false emozioni, passeggeri clandestini sul bastimento dei desideri e, da attori, siamo come banderuole al vento, in pochi attimi siamo pronti a dismettere la maschera della tragedia per indossare il naso rosso del pagliaccio.
Tutti abbiamo recitato una parte: al povero piace vestire i panni del ricco, al debole piace interpretare il forte, lo scontroso simula affabilità e al pavido piace il ruolo dell'eroe.
Invenzioni, rivincite su noi stessi, sui nostri difetti e sulle nostre paure, a volte su segrete ambizioni.
Certo, si tratta solo di apparenze, di parti in commedia che ognuno di noi si riserva e si assegna, in qualità di regista della propria vita: interpretazioni che svaniscono appena siamo soli con noi stessi, quando ci fermiamo a guardare dentro di noi, quando la nostra vera natura ci si presenta in tutta la sua nuda realtà.
Ma se davvero, in questo immenso condominio che è il nostro mondo, si potesse a piacimento essere veramente chi interpretiamo, se si potesse essere poliziotto e criminale, musicista e barbone, mafioso e bontempone, se il nostro modo di vedere l'inquilino della porta accanto o la signora del piano di sotto si trasformasse in realtà oggettiva, se il tempo non scorresse più come siamo abituati a percepirlo, se almeno per una volta tutto questo fosse possibile, quali storie potrebbero prendere vita?
In fondo recitare non è altro che modificare, con la forza della fantasia, una realtà che ci piace poco o non ci piace affatto, entrare nei mondi degli altri indossando un vestito tagliato su misura per la circostanza, vivere più e più vite.
Recitare, in definitiva, è immaginare, inventare e sognare a occhi aperti.


HAND TO HAND DELIVERY

Era già qualche mese che i risvegli di Marianna erano fotocopie gli uni degli altri. Si svegliava presto, come era abituata a fare da tempo, metteva la vestaglia e ciabattava svogliata fino in cucina, accendeva il fornello e, aspettando che il caffè salisse, sbocconcellava un biscotto con gli occhi ancora semichiusi. Quando l'aroma del caffè si spargeva per la stanza si svegliava del tutto. Si versava una dose generosa della bevanda bollente e finalmente si sedeva per gustare uno dei pochi momenti piacevoli della giornata. Ogni giorno così, ogni mattina come la precedente.
Erano trascorsi ormai quasi sei mesi da quando aveva perso il lavoro e le giornate erano occupate, in buona parte, dalla ricerca di una nuova occupazione.
I curricula inviati erano arrivati a quota cinquantadue ma la situazione era rimasta invariata, fatto salvo il suo umore che era sceso a profondità per lei inesplorate.
Bevve un altro sorso di caffè e iniziò a rollarsi una sigaretta, metodo questo che aveva il vantaggio di consentirle, con una spesa moderata, il vizio del fumo e lo svantaggio di obbligarla a fumare delle sigarette sbilenche e semivuote.
Aveva appena finito di produrre il primo sgorbio della giornata quando sentì Micia miagolare sul pianerottolo. Andò ad aprire prima che iniziasse a graffiare la porta.
Quando aprì, la gatta non sgattaiolò dentro come faceva ogni mattina. Marianna si sporse sul pianerottolo e la vide che annusava un giornale abbandonato davanti alla porta. Lo raccolse e rientrò in casa seguita da Micia che si strofinava fra le sue gambe. La fascetta che racchiudeva il quotidiano recava in rosso la scritta - copia omaggio - . Buttò il giornale su una poltrona e tornò in cucina per dare a Micia la dose mattutina di croccantini, poi si sedette e finì il suo caffè prima di accendere la sigaretta.
Dopo una doccia veloce indossò una vecchia tuta e accese il computer per controllare le mail, casomai qualcuno si fosse degnato di rispondere alle sue richieste d'impiego. Niente di niente. Cestinò un buon numero di mail pubblicitarie e aprì il file dove annotava gli appuntamenti telefonici. Aveva in agenda due sole chiamate per la mattina. La prima durò meno di tre minuti e si concluse con un garbato... nel caso le faremo sapere, la seconda durò ancora meno e sostanzialmente rimandava ogni decisione alla settimana successiva.
Sconfortata girovagò un po' su vari siti che si autodefinivano agenzie di collocamento online e prese nota di alcuni numeri di telefono.
Si fece un'altra sigaretta e decise di dedicare il resto della mattinata all'unica fonte di sostentamento della quale disponeva al momento: la traduzione in francese di manuali d'istruzioni di elettrodomestici. Un'occupazione che le dava molte seccature e introiti così scarsi che a malapena coprivano le spese dell'affitto. Per le bollette e tutto il resto doveva attingere dai risparmi che, mese dopo mese, andavano sempre più assottigliandosi.
Finita la traduzione delle istruzioni per una piastra arricciacapelli, spedì il testo via mail e si concesse una pausa prima di affrontare le raccomandazioni per l'impiego di un tostapane.
Si versò una mezza tazzina di caffè ormai freddo, andò a sedersi in una poltrona e allungò le gambe su un tavolinetto. Il caffè era imbevibile, così lo lasciò e prese in mano il giornale omaggio, sfilò la fascetta e iniziò a scorrerlo distrattamente. Si trattava di un quotidiano che, dopo le prime pagine dedicate alle vicende nazionali e internazionali, dava ampio spazio alla cronaca locale. Le quattro pagine centrali erano interamente dedicate agli annunci economici e, per lo più, trattavano la compravendita di automobili e abitazioni, oltre all'immancabile promozione di estetiste e massaggiatrici varie. L'ultima parte dell'inserto ospitava offerte e richieste di lavoro. Cominciò a scorrere gli annunci delle offerte con la riserva mentale che, vista la fame di lavoro che affliggeva i più, un'azienda che ricorreva a un annuncio per trovare dipendenti certo non offriva impieghi molto allettanti: o erano richieste particolari abilità o le remunerazioni erano scarse.
I primi annunci non fecero altro che alimentare il suo scetticismo, poi la sua attenzione fu attratta da uno che, tutto sommato, poteva fare al caso suo.
Diceva: AAA Cercasi per incarico di prestigio max trentaduenne single. Gradita buona conoscenza inglese e francese parlato. Disponibilità a viaggiare. Patente B. Retribuzione e benefit adeguati. Inviare curriculum e contatti....

Franco Filiberto
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