115 Romanzi di [Noir] .: Writer Officina :.
 
Michele Bussoni
L'ombra della zelkova Narrativa Noir
Uscì dalla farmacia con quello che aveva chiesto. Il cielo era completamente limpido, un quadro perfetto, liquido. Le stelle apparivano e scomparivano alla vista distratta di Jørgen, rapite dai suoi sguardi nervosi e dal prossimarsi di luci artificiali: insegne, lampioni, fari di auto che puntavano verso l'alto perché provenienti dalla strada in salita. Come un cane randagio alla ricerca di una tana improvvisata, si avvicinava all'hotel, pronto a...
Sabino Napolitano
Il passato non dimentica Giallo Noir
Una storia sbagliata per il commissario Sterlicchio. È una di quelle fredde sere invernali che a Torino si accompagnano a una coltre di nebbia bassa e lattiginosa, che si potrebbe tagliare a fette e sembra fatta apposta per proteggere ogni cosa da sguardi indiscreti. La piazza è avvolta in un innaturale gigantesco batuffolo biancastro che lascia appena intravedere gli eleganti palazzi e gli ampi portici, sotto i quali ancora pare aleggiare l...
Marialuisa Moro
Amnesia Noir
Un uomo senza memoria è plastilina nelle mani altrui.   1. Båtsfjord, Norvegia del nord “Steffner!” La voce acuta della donna si perse nel frastuono delle onde, diventando un'eco sommessa. “Torna indietro!” Corse verso l'acqua, la vestaglia aperta color indaco strapazzata dal vento, che minacciava di portargliela via. “Steffner!” Brividi di freddo le percorsero il corpo e dovette fermarsi per allacciare la cintura...
Antonio Pesare
La Figlia del Ministro Grottesco Noir
Il Cuoco. La notizia si diffuse come un lampo, dapprima in forma ufficiale in televisione e radio, immediatamente seguita dal passaparola che storpiava come sempre il fatto in sé, ingigantendolo o rendendolo una burla, a seconda dell'indole di chi riportava la notizia. E per fortuna che esiste ancora la capacità di interpretazione, se non proprio di senso critico. Era Venerdì mattina, giorno di mercato. Il cuoco attendeva tutta la settiman...
Roberta Marotta
Vasi comunicanti Giallo Noir
Innocenza. Lucca, novembre 1960. Una debole luce proveniente da un unico lampione illuminava la grande porta finestra proiettando due indistinte e lunghissime ombre sul pavimento sconnesso. Il pianto delle due piccole sagome era silenzioso e composto, la condensa all'interno del vetro e la pioggia abbondante all'esterno lo mascheravano perfettamente trasfigurando e animando i lineamenti dei due visi con movenze innaturali ed involontari...
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Dedicato a chi vuole sognare, dedicato a chi crede in se stesso e vuole incantare il mondo con le parole. Dedicato ai ribelli e ai sognatori, dedicato a chi non si arrende davanti a un rifiuto e vuole continuare a dipingere la vita con mille colori. Questo è il luogo di tutti, un acro di terra sconsacrata, dove ognuno può coltivare i propri sogni, affinché si realizzino e non abbiano padroni. Questo è il luogo dei folli che vogliono cambiare il mondo e ci riescono davvero, questa è l'ultima speranza di chi vuole nascere mille volte e non morire mai...

Abel Wakaam