Il nastro nero.
Il nastro di gomma nera avanzava a scatti verso la cassiera trasportando una piccola spesa traballante: latte, pane, tonno e una confezione di birre in lattina.
L'impiegata del supermercato, una ragazza bionda dall'aria annoiata, passava i codici meccanicamente, senza mai alzare lo sguardo verso la donna che aspettava al banco.
«Vuole la busta?» le chiese a un tratto, con un tono di voce piatto e inespressivo.
«Sì, grazie.»...
Gioacchino Rosa Rosa
Finalmente mi ho fatto grande
Humour
Limbo letterario.
Avreste mai immaginato che un comunissimo pesciolino rosso che vive in una boccia di vetro possa avere più certezze del premio Nobel per la scienza, il professor Arcibaldo Treccervelli, tuttologo di fama internazionale?
Sembra impossibile, eppure è così, perché l'illustre professore – per quanto possa avere contezza dello scibile umano – è ben consapevole che la scienza non ha limiti e che non si potrà mai sapere dove arri...
Gioacchino Rosa Rosa
Santo fino a prova contraria
Poliziesco Noir
Vent'anni prima.
L'udienza si trascinava da ore in un'aula senz'aria. Il caldo aveva reso tutti insofferenti: gli avvocati, il cancelliere, i testimoni, il pubblico. Tutti, tranne l'imputato. Leandro Valli sedeva composto al banco, sereno, quasi annoiato. Non aveva la calma di chi sa di essere innocente. Aveva quella, più irritante, di un colpevole certo di uscirne pulito.
Seduto in fondo, con le spalle appoggiate alla parete, l'ispettore Da...
Francesca Ghiribelli
Il primo amore è per sempre
Narrativa Contemporanea Rosa
Da moltissimi anni esiste un borgo, immerso nel delizioso paesaggio toscano, che si chiama Usigliano. La sua bellezza è di origine medievale. Gli occhi del cielo e quelli del verde si incontrano all'infinito, senza distinguerne alcun contorno o un percettibile confine.
In difesa del popolo si erge una cinta muraria, dove tralci di piante di cappero odorano le sue vie di un pungente e antico aroma.
L'intreccio di stretti passaggi, storici archi ...
Gioacchino Rosa Rosa
Il costruttore
Noir
Vittorio Calce.
Gli spararono alle gambe un mercoledì sera, mentre usciva dalla Cantinella con il sapore del tiramisù ancora in bocca.
Aveva mangiato troppo, come sempre. Antipasto di mare, spaghetti ai ricci, spigola al forno. E alla fine il tiramisù. Ai dolci Vittorio Calce non rinunciava mai, anche se il medico gli aveva intimato di smetterla con gli zuccheri, il vino e tutto quello che lo stava uccidendo in silenzio.
Sessant'anni, cento...
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Dedicato a chi vuole sognare, dedicato
a chi crede in se stesso e vuole incantare
il mondo con le parole. Dedicato ai
ribelli e ai sognatori, dedicato a chi
non si arrende davanti a un rifiuto
e vuole continuare a dipingere la vita
con mille colori. Questo è il
luogo di tutti, un acro di terra sconsacrata,
dove ognuno può coltivare i propri
sogni, affinché si realizzino
e non abbiano padroni. Questo è
il luogo dei folli che vogliono cambiare
il mondo e ci riescono davvero, questa
è l'ultima speranza di chi vuole
nascere mille volte e non morire mai...