Autore: Lorella Marini
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Come la neve non fa rumore
Giallo Noir
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Bologna, 6 aprile 2019
La ven zò, la ven zò, gridò una vecchia signora dai capelli color neve, puntando il dito verso l'alto.
E lei venne giù, volteggiando scomposta. Braccia e gambe annasparono a ghermire l'aria, e i ricordi si frantumarono al suolo in infinite schegge. Paura, dolore, morte.
Allegri, indaffarati, o distratti che fossero, i bravi bolognesi che gremivano la Sala Borsa in quel t...  |
Autore: Franco Filiberto
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Guardami o ti uccido
Giallo
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Il commissario Pandolfi e l'altra metà del cielo.
Fece scorrere lentamente verso il basso il cursore e la musica andò pian piano sfumando.
«E anche questa notte va morendo, come è giusto che sia. Maghi, vampiri e streghe, lupi mannari e zombie, è il momento di lasciarvi, devo andare. Fra poco sorgerà il sole e io, come voi, devo ritirarmi nella mia tana. Un abbraccio dal vostro Ianus. A domani.»...  |
Autore: Andrea Ciresola
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La lampada. Arrivo da una settimana difficile scandita da un'indagine che non ci ha portato da nessuna parte: la scomparsa di un architetto piuttosto famoso in città. Famoso anche all'estero visto che alcuni suoi lavori sono stati realizzati per l'Aga Khan IV, l'uomo più ricco della Persia e uno dei più facoltosi del pianeta.
Quando giovedì scorso il figlio dell'architetto Giorgio De Matteis si è...  |
Autore: Angelo Azzurro
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Il commissario Ferrari.
Pioveva, non tanto da provocare danni, ma quel tanto da infradiciarla tutta nel tragitto fino alla macchina. La pioggia tamburellava inquieta e metallica sulle banchine e sui container. Le gru gocciolanti parevano enormi mostri, protesi sul mare nero come la pece.
Quel panorama, che in altre occasioni le era sembrato familiare, quasi rassicurante, quella sera l...  |
Autore: Raffaele Tralice
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Il vero nome
Giallo Thriller
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Quel suono l'aveva salvata molte altre volte, distogliendola dal confronto con la sua anima. In certi momenti avrebbe voluto che suonasse tutto il giorno, voleva sfuggire dal peso del rimorso e dall'umiliazione per gli errori che aveva commesso nel passato. Avrebbe voluto nascondersi dalla vergogna, ma aveva deciso di rifugiarsi in un luogo dove avrebbe potuto continuare a vivere purificando, gior...  |
Autore: Federica Di Luca
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Osservavo Nina specchiarsi dentro lo sguardo ammirato degli assistenti.
Poggiava una mano sul fianco sinistro, mentre con un leggero movimento del bacino, lasciava la gonna bianca e vaporosa ondeggiare come una nuvola deliziosa di zucchero filato.
Quel vestito era per lei.
Lo erano i cinque abiti che avrebbe indossato entro un'ora. Così per lei erano state predisposte calzature e soprabiti...  |
Autore: Elide Ceragioli
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Fuori dalla tela del ragno
Giallo Poliziesco
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Il venerdì era arrivato a passo di lumaca, troppo lentamente perché la fatica degli altri giorni non avesse il tempo di sedimentarsi sulle sue belle spalle.
“Oh, sono proprio stanca!” pensò Gabriella scendendo le scale e avviandosi all'uscita. L'agente di piantone la salutò con una certa deferenza e la seguì con uno sguardo ammirato, che infastidì la giovane ispettrice.
L'aspettava un fine setti...  |
Autore: Gian Luca Pacchiotti
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Una goccia di sangue le scivolò sulla guancia e, dopo aver superato le labbra, le si fermò sulla punta del mento. Era sospesa e vibrava a ogni suo respiro, provocandole un solletico insopportabile. Il dolore al naso continuava ad aumentare. Adele ansimava, aveva il respiro affannoso e non era un buon segno. Presto, con molta probabilità, avrebbe potuto scatenarsi uno dei suoi tremendi attacchi di ...  |
Autore: Gian Luca Pacchiotti
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“Accetta questo piccolo dono, portalo sempre con te, come segno della nostra amicizia”.
Con queste parole salutava le sue ignare vittime, stringendole in un mortale abbraccio.
Solo dopo che si erano allontanate, quando era certo che nessuno lo avrebbe potuto sentire,
pronunciava con un filo di voce il resto della frase.
“...così che la morte sappia sempre dove trovarti.”
Dieci doni preziosi...  |
Autore: Andrea Zavagli
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Tutto il mondo è paese
Giallo
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Giovedì 12 marzo.
Un leggero soffio d'aria nel collo la svegliò.
Fin da quando era bambina, non apriva mai subito gli occhi. Cercava di ritardare il più possibile l'impatto con la realtà, per continuare a fantasticare sotto le coperte.
Con fastidio si rese conto, però, di non riuscire a ritrovare il tepore del letto; anzi, avvertiva una sensazione di freddo. Non le sembrava di aver bevuto m...  |