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Leggere "Cunti di casa e di strada" è come aprire una porta e ritrovarsi all'improvviso dentro una casa piena di voci, profumi e ricordi. Non è solo un libro di racconti: è un luogo emotivo in cui si entra piano e da cui si esce con qualcosa in più dentro. Fin dalle prime pagine si percepisce una sensazione familiare, quella che si prova quando qualcuno racconta storie attorno a un tavolo di cucina. Le scene prendono vita con naturalezza: le strade del paese, la banda musicale, gli ambulanti che passano sotto i balconi, le superstizioni domestiche, i personaggi indimenticabili che abitano ogni comunità. Tutto viene restituito con uno sguardo affettuoso, ironico e profondamente umano. La cosa più bella è che questi ricordi, pur essendo personali, diventano universali. Anche chi non ha vissuto in Sicilia si ritrova nelle dinamiche familiari, nei riti quotidiani, nelle paure dell'infanzia, nelle figure materne forti e protettive, nella vita di quartiere che sembra lontana ma continua a vivere dentro molti di noi. È proprio questa capacità di trasformare la memoria privata in memoria condivisa a rendere il libro così coinvolgente. L'autrice riesce a mescolare ironia e nostalgia con grande equilibrio. Si sorride spesso, grazie a episodi divertenti e scene di vita raccontate con leggerezza, ma tra una pagina e l'altra arriva anche una dolce malinconia: quella consapevolezza che il tempo passa e che certi mondi non esistono più come prima. Eppure, attraverso queste storie, tornano a respirare. C'è un grande amore per le persone, per la comunità e per le radici. Ogni racconto sembra dire che siamo fatti anche dei luoghi in cui siamo cresciuti, delle voci che abbiamo ascoltato da bambini, delle tradizioni che ci hanno accompagnato senza che ce ne accorgessimo. Alla fine della lettura resta una sensazione calda e rassicurante, come quando si torna a casa dopo tanto tempo. È un libro che fa sorridere, commuovere e ricordare. Un libro che parla di identità, di appartenenza e di memoria con sincerità e delicatezza. Una lettura che scalda il cuore e lascia il desiderio di restare ancora un po' in quelle strade, tra quelle persone, dentro quelle storie.
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