Ero di fronte allo specchio e mi guardavo con poco interesse, ormai il mio aspetto fisico mi era indifferente. Per troppo tempo era stato una gabbia che mi aveva condizionato, che mi aveva costretto a vivere una vita non mia.
Anche se ormai non aveva molta importanza, ora che questa maledetta storia stava per finire, mi venne spontaneo domandarmi quando e come in realtà fosse iniziata. Era cominciato tutto quindici mesi due settimane e tre gi...
Al Gallo
P.T. Perdita di tempo
Noir Poliziesco
Vista da lontano, la barca capovolta sembrava proprio una testuggine; i remi, pinne; lo scafo, il carapace.
Una gomena legava la prua alla staccionata che divideva i pontili dalla spiaggia libera. A prima vista, quella corda sembrava una precauzione inutile; ma, per quanto docile, la marea nella darsena poteva agitarsi all'improvviso e rastrellare ogni cosa, come il croupier un ricco piatto. A fine Ottobre, poteva succedere da un momento all'al...
Marcello Salvi
Le acque di Amsterdam
Giallo Noir
- Notte fonda
Non c'era più nulla da fare, scappare era l'unica soluzione, si girò e corse via, sperando di non essere stata vista, ma lo scalpiccio alle sue spalle le diceva che era una speranza vana, non conosceva la zona quindi fuggì alla cieca, non ricordava neppure più da dove fosse venuta, semplicemente corse, era notte fonda, le luci dei lampioni illuminavano di una luce giallastra e poco utile a chi, in piena corsa, avrebbe avuto bisogno...
Luana Troncanetti
Gabbie
Racconti Noir
Adalet.
Alina è la sua badante. Modula la voce in una nenia strascicata, il ritmo irregolare si interrompe sui singhiozzi. Riacquista forza nella r accartocciata su se stessa, malinconia nel ritornello dove le vocali ululano in una lingua di cui non ho mai compreso una parola. Il dolore sincero sì, quello lo capisco senza traduzioni. Non è perdere la sicurezza di un bonifico in Romania ogni venerdì del mese - nel baretto diroccato del borgo tr...
Sonia Brioschi
Una panchina per caso
Giallo Noir
1° Racconto: Amedeo.
Quel bambino aveva qualcosa che la incuriosiva.
Emma era seduta su una panchina dei giardinetti di via Benedetto Marcello, a Milano. Accucciato di fianco allo scivolo, suo nipote Stefano si divertiva con un camion che lei gli aveva regalato.
Di solito, a quell'ora, subito dopo pranzo, ai giardini non c'era nessuno, ma quel primo pomeriggio arrivarono un vecchio e un bambino.
L'uomo si sedette sulla panchina alla sin...
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Biblioteca di Writer Officina
Dedicato a chi vuole sognare, dedicato
a chi crede in se stesso e vuole incantare
il mondo con le parole. Dedicato ai
ribelli e ai sognatori, dedicato a chi
non si arrende davanti a un rifiuto
e vuole continuare a dipingere la vita
con mille colori. Questo è il
luogo di tutti, un acro di terra sconsacrata,
dove ognuno può coltivare i propri
sogni, affinché si realizzino
e non abbiano padroni. Questo è
il luogo dei folli che vogliono cambiare
il mondo e ci riescono davvero, questa
è l'ultima speranza di chi vuole
nascere mille volte e non morire mai...