3412 Romanzi di [] .: Writer Officina :.
 
Fabio Messina
E niù làif Narrativa Contemporanea
Viaggio di ritorno negli anni '80 e diverse altre faccende. Fregato dalla nebbia. Prima di comprarlo, ormai molti anni prima, Andrea credeva di aver annusato ogni millimetro di quell'apparta-mento, assaporandone le finiture, la disposizione, la grandezza delle stanze e i soffitti a volta, coi mattoni a vista; e quando era venuto il momento di guardare fuori dalle finestre aveva trovato la nebbia a velare il panorama, conferendogli un alone...
Giampaolo Squarcina
Prima di non vederci più Racconti
Il prof. Roberto Bianco, soprannominato Z3 per via del digramma con cui si firmava sul registro di classe, sembrava più eccitato di noi alla prospettiva del viaggio cui peraltro, annunciò, non avrebbe partecipato dal momento che stava terminando di allestire la propria personale in una galleria d'arte del centro: era specializzato nel dipingere nebulose, galassie, costellazioni e riscuoteva un certo successo. Il Corriere dell'Arte di Rivoli e Bu...
Franco Arbore
Serra delle Volpi Romanzo Autobiografico
Sono le tre del pomeriggio e siamo a metà del mese di Giugno del 1955. La scuola è finita da appena due giorni e io parto per una vacanza, che prevedo molto lunga: tutta l'estate. Vado a Rocchetta Sant'Antonio da mia nonna materna Filomena; babbo mi ha accompagnato con la Topolino, a Trani: alla fermata dell'autobus per Cerignola, in piazza Bisceglie. Fa caldo, e dove siamo in attesa non c'è un'ombra sotto la quale ripararci, non c'è neanche u...
Franco Filiberto
L'angolo morto Giallo
Il giorno delle rondini azzurre. I Dove sono? Dio mio, cos'è questo silenzio, questo buio? Qui non c'è niente o sono io che non vedo? Cosa mi è successo? Non ricordo niente. Non so niente. Questa cosa che mi avvolge e mi sommerge è più buia della notte. Devo uscirne, devo tornare in superficie. Ma dov'è la superficie? La luce? Dio mio, questa roba mi soffoca, mi preme sul petto e mi stringe. Improvvisamente un pensiero. Mio padre: “Quando se...
P. Sacchi
Il Castalbero e altre leggende Fantasy
La leggenda della nave senza nome. Il primo rumore che udì fu lo schiocco ritmico delle vele tese dal vento. L'uomo aprì gli occhi sul ponte di una nave che non conosceva, con il sapore del sale sulle labbra e una fitta sorda alla tempia. Si sollevò a fatica, appoggiandosi ad una murata liscia come fosse stata levigata da poco dalle mani esperte di un carpentiere. Si guardò attorno, sperando di incrociare gli sguardi di qualcuno che lo potesse...
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Dedicato a chi vuole sognare, dedicato a chi crede in se stesso e vuole incantare il mondo con le parole. Dedicato ai ribelli e ai sognatori, dedicato a chi non si arrende davanti a un rifiuto e vuole continuare a dipingere la vita con mille colori. Questo è il luogo di tutti, un acro di terra sconsacrata, dove ognuno può coltivare i propri sogni, affinché si realizzino e non abbiano padroni. Questo è il luogo dei folli che vogliono cambiare il mondo e ci riescono davvero, questa è l'ultima speranza di chi vuole nascere mille volte e non morire mai...

Abel Wakaam